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Pendolari, disagi anche a Natale: "Ancora tagli di Trenitalia"

Trenitalia ha tagliato nuovamente il numero dei treni diretti a sud e che vengono utilizzati da tanti pendolari del Nord. I notturni hanno pochissimi posti a disposizione per chi vuole viaggiare a sedere, gli altri sono tutti per cuccette

I disagi per i pendolari non cessano neppure per le festività. Lo sanno tutti coloro che giovedì o venerdì sera hanno cercato di prendere il treno intercity 751 Bologna-Lecce. Per salire sul treno hanno dovuto pagare una sovrattassa (chi doveva viaggiare fino a Lecce ha pagato 100 euro per un viaggio che ne costava 50), ma questo non ha impedito ai viaggiatori di rimanere in piedi per tutto il viaggio. La denuncia arriva dal consigliere regionale Thomas Casadei, esponente del Partito democratico, assieme al collega e compagno di partito Damiano Zoffoli.

“Questo perché Trenitalia ha tagliato nuovamente il numero dei treni diretti a sud e che vengono utilizzati da tanti pendolari del Nord e dell'Emilia-Romagna – accusa Casadei -, e, sopratutto, perché i treni notturni hanno pochissimi posti a disposizione per chi vuole viaggiare a sedere, gli altri sono tutti destinati alle cuccette”. Il fatto, denunciato anche dal giornalista di Repubblica Rosario Di Raimondo, era al centro di una interrogazione presentata in Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna da me e dal collega consigliere regionale PD Damiano Zoffoli.

Nell'interrogazione si sottolineava che i treni 754, 756 e 758 per Bologna (con partenza da Rimini alle alle 6:10, 7:27, 8:26) e i treni 751, 753 e 755 per Rimini e poi Lecce (in partenza da Bologna alle 21:03, 21:56, 23:05), che effettuano le fermate intermedie nelle stazioni di Cesena, Forlì e Faenza, hanno 1 sola carrozza con 12 scompartimenti da 6 posti (di cui 1 dedicato ai controllori) e 6 carrozze a cuccette sulle quali non è consentito l’accesso ai viaggiatori pendolari.

“Per i pendolari che non acquistano un biglietto per le cuccette – spiegano i due democratici -, ma che devono usufruire del treno per recarsi a lavorare o a studiare dalla Romagna a Bologna, è quindi a disposizione una sola carrozza (72 posti a sedere di cui 6 occupati dai controllori): ogni mattina, a Rimini, Cesena, Forlì e Faenza è quindi praticamente impossibile salire sui treni perché l’unica carrozza è già strapiena di viaggiatori, stipati anche nel corridoio. Nell'interrogazione si chiedeva dunque alla Giunta regionale di intervenire su Trenitalia per chiedere il rispetto dei contratti di servizio e di aumentare il numero dei posti a disposizione per i viaggiatori”.

Quanto riportato dall'interrogazione riprendeva gli allarmi lanciati dai comitato dei pendolari emiliano-romagnoli, “che anche questa volta sono stati facili profeti: i disagi provati da tutti i viaggiatori nel periodo delle feste sono moltiplicati, e si è giunti al paradosso di questi giorni”.

Il 21 dicembre con un accordo stipulato con le regioni, il Governo si è impegnato a “finanziare il trasporto pubblico locale con 1,6 miliardi di euro, quadruplicando quanto previsto dal Governo Berlusconi. Ora occorre che i finanziamenti siano utilizzati per migliorare complessivamente il servizio pendolari per la tratta Bologna-Rimini ma non solo: occorre fare in modo che il trasporto ferroviaria torni al centro del dibattito pubblico e che in tanti facciano sentire la loro voce per dire no ai disservizi, troppo frequenti, di Trenitalia”.
 

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