Per il Comune di Forlì nuova tappa nel progetto di "cittadinanza digitale"

L'Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente rappresenta uno dei passi fondamentali nel progetto di trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione

Il Comune di Forlì, grazie alla fattiva collaborazione dell’Unità Servizi Demografici e il Servizio Informatica, ha completato il passaggio all’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (Anpr). Si tratta di un importante passaggio nel percorso di innovazione dell'amministrazione pubblica che il Comune sta portando avanti nell'ambito di azioni che affiancano la dimensione civica alla rete nazionale.
L’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente è una banca dati unica nella quale confluiscono tutti i dati anagrafici dei residenti in Italia e degli italiani residenti all’estero ed è un passo fondamentale nel più ambizioso progetto dell’Agenda Digitale Italiana e una prima realizzazione del principio della “cittadinanza digitale”.

Per il Comune di Forlì si tratta di un obiettivo raggiunto nell’ambito dell’attuazione del programma strategico di “Innovazione e semplificazione” ed in particolare la realizzazione dell’obiettivo di realizzazione del “Comune Digitale”.L’attività è stata svolta con diversi mesi di anticipo rispetto al "timing" iniziale grazie ad un grosso sforzo profuso dai dipendenti dei servizi demografici e del servizio informatica coinvolti nel progetto, sia in termini lavorativi che di formazione specifica. Il tutto è stato implementato avendo cura di non arrecare alcun disagio ai cittadini. Gli uffici sono rimasti infatti aperti come di consueto e i servizi sono stati regolarmente garantiti. Forlì è il sesto Comune per dimensione demografica ad essere entrato nell’anagrafe nazionale che dovrà comprendere tutte le oltre 8.000 municipalità italiane.

Cos'è l'Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente

L'Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente rappresenta uno dei passi fondamentali nel progetto di trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione. In particolare, superando la parcellizzazione dei dati anagrafici su base comunale, l’implementazione di una unica anagrafe nazionale consentirà da un lato alle Pubbliche Amministrazioni e ai gestori di pubblici servizi di dialogare in modo più rapido, efficiente e di disporre di dati certi e di qualità, con innegabili vantaggi in termini di effettiva attuazione dei principi di economicità ed efficienza. Per quanto riguarda i cittadini, i vantaggi immediati dell’implementazione dell’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente sono la possibilità di richiedere certificati anagrafici in qualsiasi Comune, non solo in quello di residenza, semplificazione della procedura di cambio di residenza e comunicazioni in tempo reale di ogni operazione anagrafica a tutti gli Enti coinvolti per legge. A tali opportunità si aggiungerà nel breve termine la possibilità di utilizzare servizi on line sempre più completi e rapidi.

L'intervento del Movimento 5 Stelle

"Accogliamo sicuramente con piacere l’adeguamento del Comune di Forlì all’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente - affermano Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì -, ma riteniamo una vera forzatura il voler sbandierare questo adempimento obbligatorio come un’eccellenza del nostro Comune, la triste realtà è che siamo arrivati fra gli ultimi a raggiungere l’obiettivo, con tempistiche ben diverse rispetto, ad esempio, al vicino comune di Cesena che nel 2017 fu il primo centro di grandi dimensioni a concretizzare il passaggio all’Anagrafe Digitale”

“Fa sorridere sentire l’attuale Amministrazione di Forlì parlare di “obiettivo Comune Digitale” quando vi sono numerosissimi evidenti ritardi nell’applicazione delle tecnologie informatiche e soprattutto della dematerializzazione degli atti sancita anche dal Cad (il Codice dell’Amministrazione Digitale), evidenziate fra l’altro anche in una recente comunicazione inviata a tutti i dipendenti dal Segretario Generale Uguccioni dove si è stigmatizzata la prassi di questa Amministrazione, in controtendenza rispetto alla normativa, di insistere con l’utilizzo di documenti cartacei rispetto a quelli digitali”, attaccano il pentastellati.

“Sia ben chiaro, non incolpiamo certamente i dipendenti, ma la Giunta e questa maggioranza che non hanno voluto realmente inserire l’innovazione tecnologica come punto centrale di questo mandato. Al contrario, se i cittadini forlivesi ci daranno fiducia alle prossime elezioni amministrative, possiamo garantire che un governo 5 Stelle delle città porrà come centrale e funzionale all’efficientamento di tutta la macchina pubblica la valorizzazione del Servizio Informatica comunale, e una reale dematerializzazione degli atti nell’ottica di un vero “Comune Digitale” proiettato al futuro. Il primo passo sarà l’uscita dall’Unione dei Comuni e la reinternalizzazione del Servizio Informatica attualmente impantanato nella farraginosa gestione fallimentare dell’ente di secondo livello voluto dal Pd”, concludono Vergini e Benini.

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