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Petizione contro i detenuti a fine pena nella ex canonica, il M5S: "L'hanno tenuta nascosta"

"Il comune occulta la petizione e ci nega la sala di quartiere": è la protesta del Movimento 5 Stelle che interviene sul progetto "Casa della Speranza" che dovrebbe svilupparsi a Malmissole

“Il comune occulta la petizione e ci nega la sala di quartiere”: è la protesta del Movimento 5 Stelle che interviene sul progetto “Casa della Speranza” che dovrebbe svilupparsi a Malmissole, piccola frazione del forlivese di circa 500 abitanti. Il progetto, coordinato da un’associazione temporanea di scopo composta da Diocesi, associazione Papa Giovanni XXIII e Caritas, prevederebbe di ospitare all’interno dei locali della canonica 13 detenuti a fine pena, da avviare ad un percorso di reinserimento sotto il controllo di 2 educatori “che paiono francamente molto pochi rispetto agli ospiti”, protesta il M5S.

“Da quello che abbiamo appreso da alcuni cittadini, il progetto non convince affatto la popolazione locale -  dichiarano i consiglieri comunali Daniele Vergini e Simone Benini del Movimento 5 Stelle di Forlì - che, a quanto pare, sarebbe stata inspiegabilmente tenuta all’oscuro del progetto fino all’ultimo momento; per quale motivo l’Amministrazione ma soprattutto il comitato di quartiere, che sapevano di questo progetto, non hanno informato i concittadini?” si domandano i pentastellati.
“Abbiamo successivamente appreso che i cittadini di Malmissole hanno presentato una petizione, corredata da diverse centinaia di firme, che chiede di rimettere in discussione il progetto - affermano Vergini e Benini - ma la cosa grave è che questa petizione, depositata il 10 aprile e indirizzata al Consiglio è stata tenuta nascosta ai consiglieri e assegnata inspiegabilmente al Sindaco, in spregio ai regolamenti comunali! Questa è una cosa molto grave e chiediamo che venga ripristinato al più presto l’iter corretto, convocando urgentemente, come da regolamento, una commissione consiliare che discuta la petizione, come era evidentemente nelle intenzioni dei proponenti, in un dibattito pubblico,” insistono i consiglieri.

“Ma c’è dell’altro : avevamo anche intenzione di organizzare proprio nei quartieri di Malmissole/Barisano il prossimo appuntamento delle nostre assemblee itineranti “Movimento in ascolto”, volte ad ascoltare le problematiche e le proposte della cittadinanza, ma ci siamo visti negare la sala di quartiere in via Trentola, richiesta per ospitare la nostra iniziativa”, denunciano i pentastellati, “è inaccettabile che l’Ufficio Partecipazione ci neghi l’utilizzo della sala adducendo motivazioni risibili; chi paga le bollette della sala di via Trentola dove si riunisce il comitato del quartiere Barisano? Ovviamente il Comune, con i soldi dei forlivesi! E allora per quale motivo viene negato il suo utilizzo a consiglieri eletti da più di 7000 forlivesi?”, domandano Vergini e Benini.
 

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