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"Arte è vita", il forlivese Danilo Rossi lancia la petizione per difendere lo spettacolo dal vivo: oltre 19mila firme, anche quelle di Mingardi e Barbarossa

La petizione ha colpito nel segno dimostrando come il pensiero degli artisti sia di difendere lo spettacolo dal vivo che non può essere fruibile sulle piattaforme del web se non per un’emergenza a scadenza

Parlare tutti una stessa lingua per difendere lo spettacolo dal vivo perchè la cultura non può essere spazzata via da qualcosa di digitale. È questo l’obiettivo di Danilo Rossi prima viola della Scala di Milano e Direttore Artistico di ForlìMusica che organizza le rassegna di concerti a Forlì, che ha lanciato 5 giorni fa la petizione “L’Arte è vita” sulla piattaforma change.org incassando più di 19mila firme e si avvia a traguardare numeri ancora più alti. L’idea è venuta al violista Rossi insieme all’amico violinista Alessandro Quarta e, a guardare le firme, la petizione ha colpito nel segno dimostrando come il pensiero degli artisti sia di difendere lo spettacolo dal vivo che non può essere fruibile sulle piattaforme del web se non per un’emergenza a scadenza.

Tra i primi a firmare personaggi dello spettacolo del calibro di Ascanio Celestini (attore), Vinicio Capossela (cantautore), Paolo Fresu (musicista), Sergio Rubini (attore/regista), Luigi Lo Cascio (attore/regista), Amii Stewart (cantante), Andrea Mingardi (cantante), Simone Cristicchi (cantante), Red Canzian (musicista), Pino Insegno (attore), Andrea Lucchesini (musicista), Alessio Boni (attore/regista), Massimo Quarta (musicista), Massimiliano Volpini (coreografo), Anna Maria Chiuri (cantante lirica), Luca Barbarossa (cantautore), Maria Agresta (cantante lirica), Mario Brunello (musicista), Serra Yilmaz (attrice), Francesco Niccolini (scrittore/drammaturgo), Federica Fracassi (attrice), Roberto Aldorasi (regista), Omar Pedrini (cantautore), Marcello Prayer (attore/regista), Milvia Marigliano (attrice), Marco D’Amore (attore/regista), Fabrizio Gifuni (attore/regista), Sonia Bergamasco (attrice/regista), Damiano Michieletto (attore/regista), Luca Ranieri (musicista) tra gli altri.

Accanto agli artisti tante altre categorie di lavoratori visto che gli spettacoli dal vivo muovono un mondo che non appare sul palcoscenico come sono i tecnici audio, i tecnici luci, i manager, gli addetti stampa, promoter, organizzatori, impiegati amministrativi, agenti di spettacolo, scenografi, costumisti, montatori, fotografi, operatori del cinema, sarti, truccatori, parrucchieri, trasportatori, addetti alle pulizie, alla biglietteria, addetti di sala, maschere e giornalisti di settore. L’Italia, per eccellenza, vive di arte e ne respira la condivisione. E lo streaming in questo contesto per questi artisti può essere inteso solo come un’emergenza o un parallelismo perché il teatro e la musica si fanno con il pubblico e questa realtà non può essere sostituita dalla cultura online. L’emergenza dunque non può diventare l’abitudine, non si può pensare che con il ritorno alla normalità non si vada più a teatro o a fruire di un concerto. 

"Tutti abbiamo bisogno di teatri, auditorium, sale, musei, gallerie - afferma Danilo Rossi -. Per noi quello è il campo di battaglia: è lì che troveremo il modo per combattere questo nuovo nemico. All’Arte e agli artisti non basta lo streaming: lo streaming è solo un ruscello, l’Arte un fiume in piena. Lo streaming non può sostituire lo spettacolo dal vivo. L’artista ha bisogno della vita del pubblico e il pubblico ha bisogno dell’energia dell’artista. Un violino Stradivari porta con sé la storia del suo suono: nato in un bosco, non potrà mai essere riprodotto fedelmente da nessuna tecnologia".

Le nuove tecnologie possono avere un ruolo importante quindi ma non possono essere sostitutive dello spettacolo dal vivo. La petizione vuole affermare dunque come sia importante che in Italia accanto a fabbriche, ristoranti, negozi e quant’altro, è fondamentale che riparta anche il mondo dello spettacolo dal vivo che non deve rimanere indietro. "Chi vive di arte non può attendere all’infinito - conclude Rossi - e se l’Italia ha bisogno di tornare a vivere, ha bisogno anche di arte".

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