rotate-mobile
Cronaca

Pochi ingredienti, ma un gusto unico: resiste la passione per la piadina della Madonna del Fuoco

Che sia la ricetta tradizionale con l'anice o quella più moderna con la crema pasticciera, per la Madonna del Fuoco non può mancare il pane dolce nelle tavole dei forlivesi

Una tradizione che sembra non morire mai, quella del pane della Madonna del Fuoco, presenza costante nelle case dei forlivesi già dai giorni che precedono il 4 febbraio, dedicato alla patrona di Forlì. Pochi ingredienti, un sapore autentico e semplice che riporta ai tempi in cui, nelle case popolate da almeno tre generazioni, bastava un pezzo di pane aromatizzato all'anice per creare un clima di festa. "L'impasto è a base di farina tipo 0 - racconta Marco Casamenti, fornaio e titolare del panificio Casamenti Marco -, quella classica, ancora un po' grezza, in cui si sente ancora il sapore del grano. Poi aggiungo solo latte, zucchero, olio extra vergine di oliva, lievito di birra e anice. Questa è la ricetta tradizionale che ho appreso da mio padre, che aprì il suo primo forno nel '38 a Modigliana, per poi spostarsi a Forlì e nel 1967 trasferirsi nella sede in cui ci troviamo tutt'ora, in via Caterina Sforza 28, a due passi dalla chiesa della Madonna del Fuoco".

continua nella pagina successiva ====> NEL SEGNO DELLA TRADIZIONE E NON SOLO

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Pochi ingredienti, ma un gusto unico: resiste la passione per la piadina della Madonna del Fuoco

ForlìToday è in caricamento