Cronaca

Piano delle cave, protesta anche dai quartieri della zona sud: "Non si tocchi l'oasi di Magliano"

“Chiediamo di sospendere l’approvazione della delibera sul Piano delle Attività Estrattive con la contestuale apertura di un confronto con i rappresentanti dei cittadini"

“Chiediamo di sospendere l’approvazione della delibera sul Piano delle Attività Estrattive con la contestuale apertura di un confronto con i rappresentanti dei cittadini, quartieri, Zona-sud e associazioni per concordare le necessarie modifiche al piano che tenga conto soprattutto delle esigenze dei cittadini, degli animali e della natura”: è la richiesta che viene da Gabriele Brunelli, coordinatore dei quartieri della 'Zona Sud' del comune di Forlì, dove il piano prevede anche attività all'interno del sito ambientale protetto dei Meandri del fiume Ronco. A denunciare le previsioni contenute nel piano è stata Legambiente.

Continua Brunelli: “Apprendiamo che il Comune di Forlì intende approvare il prossimo 26 aprile il “Piano delle Attività Estrattive” contenente la previsione di estrarre milioni di metri cubi di inerti in vari siti fra cui quello di Magliano. Tale sito, nel quale l’attività estrattiva iniziò oltre 60 anni fa, ora è inattivo per esaurimento dei materiali, ma è ancora operativo come attività di frantoio: in questa sede vengono portati materiali inerti e rifiuti per essere rivenduti dopo l’opportuna lavorazione. E’ risaputo che le attività estrattive sono di per sé molto invasive; in più quella di Magliano verrebbe riattivata proprio nell’alveo del fiume Ronco dove si trovano “I Meandri del Fiume Ronco”, un’area protetta istituita dalla regione da oltre 20 anni e al cui interno si trova il SIC (Sito di Importanza Comunitaria). Inoltre le attività del frantoio che, secondo una delibera del Consiglio Comunale di inizio anni 2000, doveva cessare in pochi anni è poi stata prorogata varie volte fino a giungere ai giorni nostri dove e con la delibera da approvarsi il prossimo 26 aprile  si ipotizzano ulteriori proroghe di 9 anni”.

Ed ancora: “Facciamo rilevare che l’attività del frantoio è oggi assolutamente incompatibile con chi vive nelle vicinanze, causa i rumori, le polveri e l’intenso traffico pesante, che fra l’altro sono un serio pericolo per l’ambiente circostante fatto di habitat dove vivono e nidificano centinaia di specie di uccelli, anfibi e tante specie di animali, alcuni molto rari e protetti. Il traffico pesante che si snoda per le fragili e strette strade di campagna (via Maglianella e via Canapona) crea seri danni alla sede stradale e disagio per i cittadini”.

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