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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Cronaca

Piano per la ripresa, anche 4 sindaci del Forlivese scrivono a Bonaccini per un "confronto trasparente"

“In questa fase in cui tutto è ancora in definizione, vorremmo avere con lei un’interlocuzione trasparente al fine di portare un contributo positivo al suo lavoro sui tavoli governativi"

“In questa fase in cui tutto è ancora in definizione, vorremmo avere con lei un’interlocuzione trasparente al fine di portare un contributo positivo al suo lavoro sui tavoli governativi: per questo ci mettiamo a disposizione e le chiediamo un incontro”. Si conclude così la lettera che diciassette sindaci romagnoli, appartenenti a territori di tre province, hanno rivolto al Presidente della Regione Stefano Bonaccini. Firmatari della missiva anche alcuni sindaci del Forlivese, Francesco Tassinari di Dovadola, Ursula Valmori di Premilcuore, Roberto Canali di Predappio e Pier Luigi Lotti di Rocca San Casciano.

Un messaggio forte, incentrato su quel Piano Nazionale Ripresa e Resilienza che, secondo i firmatari, rappresenta "l’opportunità più importante di rinascita e di progresso che la Nazione abbia mai potuto cogliere nella sua storia recente. Una quantità di risorse importantissima da 209 mld - in parte debito ed in parte a fondo perduto - che abbiamo il dovere di gestire in maniera appropriata ed efficiente. Un’occasione che, come sistema istituzionale, non possiamo fallire.” Non è un progetto antitetico a quello già delineato dalla Regione, ciò a cui i sindaci mirano, ma “un confronto costruttivo nel generale interesse delle nostre comunità.” Mano tesa quindi nei confronti del Presidente Bonaccini, pur non nascondendo il rammarico per essere stati esclusi fino ad oggi “dall’interlocuzione avviata tra Regione e Governo rispetto alla finalizzazione delle ingenti somme legate al Piano".

Sindaci che, comunque fiduciosi di poterne parlare presto attorno a un tavolo, già in questa comunicazione forniscono alcuni spunti. In tema di innovazione e digitalizzazione (“Maggiori investimenti a contrasto del digital divide e un focus sulla digitalizzazione degli archivi comunali: operazione costosa ma che consentirebbe di migliorare l’efficienza della macchina burocratica”); sanità, assistenza e cura (“La pandemia ha confermato quanto la medicina del territorio sia fondamentale: va potenziata, seguendo il principio cardine della sussidiarietà orizzontale e di coinvolgimento anche del privato accreditato in una logica di unico sistema di welfare”); scuola e formazione (“E’ urgente intervenire sulle scuole. Concentrarsi soprattutto sulla ristrutturazione, la riqualificazione o la sostituzione degli edifici esistenti".

"Proponiamo la realizzazione di un censimento dei progetti dei singoli comuni in attesa di essere finanziati - proseguono -: al fine di comprendere se arriverà sufficiente copertura dal Recovery Plane  per riuscire a candidare a finanziamento almeno un progetto per comune, dando maggiori punteggi alla costruzione di nuovi plessi o a interventi di ristrutturazione importanti”). Poi ancora trasporti (“La Romagna, più dell’Emilia, sconta un gap infrastrutturale che va colmato”); ambiente e paesaggio (“E’ una delle direttrici principali del Recovery Plan e anche noi ne condividiamo l’importanza. In particolare, pensiamo che le risorse vadano investite nel favorire il progresso nella gestione dei rifiuti favorendo le economie circolari proprie di questo ciclo, determinando così importanti ricadute economiche sul territorio”); infine, non di meno cultura e turismo (“Settori allo stremo a causa della situazione emergenziale che stiamo vivendo. Servono interventi improntati anche allo sviluppo della digitalizzazione e dell’innovazione: rilancio di siti, città e musei, anche nello sviluppo di nuove modalità di promozione e nella ridefinizione di un turismo ‘slow’ e sostenibile, dedicato alle aree rurali, montane e costiere”).
 
Tanta la carne al fuoco e poco il tempo da perdere, visti anche “i tempi stretti di realizzazione delle opere entro il 2026: se coinvolti e resi partecipi delle scelte già in questa fase, i comuni – principali finalizzatori delle risorse in ballo – potranno guadagnare tempo prezioso”, concludono i diciassette sindaci romagnoli, “impostando sin da ora progetti e interventi da inserire nei rispettivi piani triennali dei lavori pubblici.”

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