Pianta un albero durante una protesta e viene trascinato in tribunale dal Comune: assolto Sauro Turroni

La pietra dello scandalo è un alberello piantato il 21 novembre scorso in corso Diaz, nell’ambito di una delle tante manifestazioni che si tennero in quella strada

Gli attivisti mentre piantano l'albero "incriminato"

Una vicenda che ha del grottesco e che la dice lunga sul livello di rissosità legale in Italia, anche da parte degli enti pubblici. La pietra dello scandalo è un alberello piantato il 21 novembre scorso in corso Diaz, nell’ambito di una delle tante manifestazioni che si tennero in quella strada contro gli abbattimenti delle alberature. A piantare quell’albero furono Sauro Turroni, ex parlamentare dei Verdi di lungo corso, Fausto Pardolesi e Alessandra Senzani. Tutti si sono ritrovati a processo, denunciati dal Comune perché, a dire dell’ente municipale, avevano piantato quell’albero senza autorizzazione. Giovedì è arrivata quindi l’assoluzione per tutti e tre.

Ritorna indietro con la memoria Turroni: “Era il 21 novembre scorso, la Giornata della Festa dell’Albero in cui lo stesso ministro aveva esortato a piantare un ‘albero della libertà’, visto il clima teso per gli episodi di terrorismo di quei giorni. Noi piantammo un albero in corso Diaz, proprio di fronte alla casa di Roberto Ruffilli, ucciso per mano di terroristi. La manifestazione fu indetta perché il sindaco aveva deciso di non procedere coi tagli degli alberi, ma anche di non piantarne di nuovi previsti dal progetto. Facemmo quindi una manifestazione per chiedere di tornare indietro sul secondo proposito, avvisammo il sindaco e il questore e piantammo un albero previsto proprio dal progetto del Comune. Quel giorno erano presenti tre vigili, che hanno steso un rapporto in cui sostanzialmente si diceva che era tutto in regola. Alcuni giorni gli uffici comunali del Verde inviano però una relazione diversa e ci denunciano sostenendo che  non avevamo le autorizzazioni. Ci intimano di rimuovere l’albero, ci sanzionano con 100 euro e ci denunciano penalmente”.

Nonostante Turroni e soci invitino il Comune a revocare gli atti in autotutela, non giunge alcuna risposta. Al processo, illustra Turroni, “il procuratore ha chiesto l’assoluzione per la tenuità del fatto, ma io per la mia storia non potevo accettarlo, dato che sono stato presidente e vicepresidente della commissione ambiente di Camera e Senato e questa rappresenta pur sempre una macchia”. Giovedì  in udienza davanti al gip Turroni, Pardolesi e Senzani sono stati quindi assolti con formula piena. Commenta Turroni: “Pur con una prima relazione dei vigili in cui si diceva che era tutto corretto, in Comune è stata mandata avanti una pratica penale sapendo di perdere. Abbiamo già dato mandato ai due avvocati, civile e penale, per instaurare contro il personale del Comune coinvolto azioni per i danni morali subiti e i risarcimento dei costi, inoltre con una denuncia chiediamo di verificare se nel comportamento degli uffici si ravvisano risvolti penali”.
 

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