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Martedì, 17 Maggio 2022
Cronaca

Disturbi d’ansia e attacchi di panico, sempre più giovani in cura al centro di salute mentale

L'INTERVISTA - Approfondimento con Pietro Nucera, direttore facente funzioni del Centro di salute mentale di Forlì e Cesena

Secondo le ultime stime disponibili, contenute nel nuovo rapporto Unicef "La Condizione dell’infanzia nel mondo- Nella mia mente: promuovere, tutelare e sostenere la salute mentale dei bambini e dei giovani" più di un adolescente su dieci tra i 10 e i 19 anni convive con un disturbo mentale diagnosticato; tra questi 89 milioni sono ragazzi e 77 milioni sono ragazze. 86 milioni hanno fra i 15 e i 19 anni e 80 milioni hanno tra i 10 e i 14 anni. L’ansia e la depressione rappresentano il 40% dei disturbi mentali diagnosticati.

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"La pandemia da covid-19 e le sue conseguenze - come ad esempio l'isolamento sociale, le crisi finanziarie, il cambiamento di abitudini e prospettive, e la verifica continua di problematiche sanitarie - impattano sulla società come un evento traumatico, innescando sovente reazioni emotive negative e di stress disfunzionali - spiega Pietro Nucera, direttore facente funzioni del Centro di salute mentale di Forlì e Cesena -. Il senso di fragilità e d’incertezza che ne deriva, in alcune persone può direttamente incrementare vissuti di ipocondria e preoccupazione costante. Nessuno si sente più al sicuro: non c’è garanzia, né certezza del futuro. Il virus è una minaccia alla salute individuale e collettiva e, come tutte le minacce, attiva paure e angosce a cui ognuno risponde in modo personale".

Nucera cita un altro semplice esempio: "Ad ogni risveglio ci scontriamo con la possibilità che direttamente e somaticamente un problema sanitario possa colpirci: basta un colpo di tosse a insinuare il dubbio di essere contagiati. Così, la paura di ammalarsi può valicare la capacità di controllo, rendendo le persone eccessivamente vulnerabili alla percezione del rischio potenziale e scatenando reazioni d’ansia, di panico e vissuti ipocondriaci ma anche depressione. Il 10% degli adulti italiani soffre di un disturbo mentale (percentuale che negli adolescenti si aggira a 1 su 7), mentre i problemi adattivi, relazionali e di stress attanagliano una persona su quattro".

Come è la situazione nel Forlivese?
I dati di Forlì evidenziano come nel 2021 ci sia stato un notevole incremento degli accessi al centro di salute mentale di giovani, soprattutto per patologie legate a disturbi d’ansia e disturbi d’attacco di panico, disturbi dell’adattamento, disturbi depressivi e disturbi del comportamento alimentare.

Quali sono i soggetti più esposti al rischio di sviluppare problemi di salute mentale?
Sono le donne, i giovani, chi soffre di disturbi del sonno, chi aveva uno stato di salute già precario o chi ha parenti con Covid-19. Invece, i pazienti con disturbi psichiatrici preesistenti spesso peggiorano nelle manifestazioni sintomatologiche, con ricadute cliniche significative.

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È normale essere preoccupati, sentirsi tesi o spaventati se siamo sottoposti a pressione o dobbiamo affrontare una situazione stressante. L’ansia è la risposta naturale del nostro corpo al pericolo, un allarme automatico che si attiva quando ci sentiamo minacciati. Nonostante possa essere spiacevole, l’ansia non assume sempre una connotazione negativa.

Cioè?
Può aiutarci a restare in allerta, concentrati, ci spinge all’azione e ci motiva a risolvere i problemi. Ma quando diviene costante, pervasiva, quando interferisce con le attività e le relazioni interpersonali, si sorpassa il limite funzionale e adattivo, e si possono sviluppare disturbi d’ansia. Essi sono costituti da un gruppo di patologie più che da un’unica malattia, e possono perciò essere diversi da persona a persona.

Può approfondire questo concetto?
Un individuo può soffrire di intensi attacchi di ansia che scoppiano senza preavviso, mentre un’altra comincia a stare male solo all'idea di partecipare ad una festa. Altri potrebbero lottare con una estrema paura di guidare o essere sopraffatti all’ idea di vedere un ragno. Altri ancora, potrebbero vivere in un costante stato di tensione, preoccupandosi di tutto e di tutti. Nonostante le diverse tipologie, tutti i disturbi d’ansia condividono come sintomo prevalente paura o preoccupazione grave e persistente in situazioni in cui le altre persone non si sentirebbero minacciate. 

Quali sono i disturbi d’ansia più ricorrenti?
Secondo quelli menzionati nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5 American Psychiatric Association) sono il "disturbo d’ansia generalizzata", il "disturbo da attacchi di panico", la "fobia specifica" e la "fobia sociale".

Che differenza c'è tra attacco di panico e ansia?
Nell'attacco di panico si genera una situazione improvvisa, un picco d’ansia rapido e intenso che successivamente rientra. Si accompagna a sintomi fisici intensi come battito cardiaco accelerato, sudorazione, tremori, dolore o fastidio al torace, difficolta? respiratorie o respiro affannoso, capogiri o sensazione di testa leggera, nausea o spasmi addominali, sensazioni di torpore o formicolio. Possono essere presenti sentimenti di irrealtà (derealizzazione) o di distaccarsi da sé (depersonalizzazione), paura di perdere il controllo o di impazzire e paura di morire. Gli attacchi di panico possono avere una causa nota (previsti) o possono verificarsi all’improvviso, senza alcun preavviso e, talvolta, non avere una causa chiara (imprevisti). L'ansia, di contro, è un penoso sentimento di attesa: una condizione più generalizzata, duratura e diffusa nell'arco della giornata. Situazioni estremamente stressanti, inclusa l’attuale pandemia di Covid-19, possono indurre forti sentimenti di ansia, che possono diventare angoscianti e invalidanti.

Cosa occorre fare per affrontare queste situazioni?
Consultarsi col proprio medico di famiglia, farsi prescrivere una prima visita psichiatrica o accedere direttamente ai servizi specialistici è auspicabile per inquadrare la manifestazione e trattarla il più precocemente possibile. Interventi psicologici e psicoterapici, cure farmacologiche mirate e risolutive rappresentano oggi un formidabile strumento di risposta al disagio e al malessere descritto.

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