Cronaca

Covid e cure sperimentali con il plasma iperimmune in Romagna: "Non è un'alternativa al vaccino"

Cos'è il plama iperimmune? A chiarirlo è il dottor Rino Biguzzi, direttore del Servizio di Immunoematologia e Medicina trasfusionale di Cesena-Forlì

L'Emilia Romagna continua nella lotta al covid-19 con tutti gli strumenti a disposizione. Alcuni mesi fa la Regione, insieme al Centro Regionale Sangue, ha avviato uno studio regionale su 100mila donatori di sangue dell'Emilia-Romagna. L’obiettivo della ricerca consisteva nel dare un contributo allo sviluppo delle conoscenze sulle risposte anticorpali al Covid-19. E il governatore Stefano Bonaccini ha annunciato che "i risultati dello studio hanno permesso di individuare donatori guariti dal virus e arruolabili per la donazione del plasma iperimmune. Grazie a loro sono state rese disponibili 57 sacche di plasma con le quali, dopo l’inattivazione virale come da protocolli clinici internazionali, si potranno effettuare trasfusioni rispondendo a 170 pazienti".

Ma che cos'è il plama iperimmune? A chiarirlo è il dottor Rino Biguzzi, direttore del Servizio di Immunoematologia e Medicina trasfusionale di Cesena-Forlì: "E' il plasma di donatori, che hanno avuto il covid-19 in modo asintomatico o quasi sintomatico e che sono completamente guariti anche a seguito di ricovero, rispondendo perciò a tutti i criteri di idoneità che la legge italiana prevede per essere arruolabili come donatori per la donazione di sangue ed emo componenti".

Come Ausl Romagna, prosegue Biguzzi, dal 6 luglio al 31 dicembre "abbiamo aderito ad uno studio di sieroprevalenza, promosso dall'Assessorato alla Salute della Regione, chiedendo a tutti i donatori che si presentavano a donare se erano disponibili a fare un test per capire se in modo asintomatico fossero venuti a contatto col virus. Complessivamente in tutta la Romagna abbiamo effettuato circa 23mila test, cioè ad oltre i due terzi dei donatori che fanno parte delle associazioni Avis, Fidas e Advs e che hanno aderito alla proposta".

Ai donatori che sono guariti dal covid-19 è stato chiesto se c'era la disponibilità quindi a donare il plasma iperimmune, che contiene gli anticorpi contro il virus. Per esserlo a tutti gli effetti si devono sottoporre ad un ulteriore test specifico, denominato "di titolazione", che viene eseguito in collaborazione l'Unità Operativa di Microbiologia del professor Vittorio Sambri, al fine di verificare la qualità degli anticorpi e quanto sono in grado di inibire la crescita del virus. "Il plasma a disposizione può essere utilizzato come terapia compassionevole dal clinico che ha in cura il paziente e che ne fa richiesta, in quanto sono ancora in fase di completamento gli studi da parte del Centro Nazionale Sangue che aveva già promosso lo scorso anno uno studio per verificare l'efficacia di questa terapia nei pazienti e in quale tipologia", specifica Biguzzi.

L’uso compassionevole del plasma è definito dall'Agenzia del Farmaco come "il ricorso ad un farmaco, sottoposto a sperimentazione clinica, al di fuori della sperimentazione stessa, in pazienti affetti da malattie gravi o rare o che si trovino in pericolo di vita, quando, a giudizio del medico, non vi siano ulteriori valide alternative terapeutiche, o nel caso in cui il paziente non possa essere incluso in una sperimentazione clinica o, ai fini della continuità terapeutica, per pazienti già trattati con beneficio clinico nell’ambito di una sperimentazione clinica almeno di fase II conclusa".

In Romagna sono al momento circa una decina una pazienti trattati, "e l'utilizzo concorre ad avere più dati a disposizione sulla sua utilità". Quella del plasma iperimmune è una soluzione già nota e utilizzata in passato. "E' stata infatti utilizzata per la Sars una decina di anni fa", ricorda Biguzzi. E non deve essere vista come un'alternativa al vaccino: "E' una terapia per chi è già infettato, mentre la vaccinazione è un'azione di prevenzione finalizzata ad evitare che un soggetto possa avere una patologia grave. Più persone saranno vaccinate e ovviamente più facilmente si raggiungerà l'immunità di massa".

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