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Udc duro col sindaco: "Poc arrivato in grave ritardo"

"Il POC - sottolinea il consigliere Udc - viene anche chiamato Piano del Sindaco, e si attua, di solito, all'inizio di una legislatura, in quanto si conferiscono diritti edificatori e vincoli di esproprio

Sul POC (Piano Operativo Comunale) argomento trattato nell'ultimo consiglio, interviene Andrea Pasini, segretario provinciale Udc e consigliere comunale. L'esponente politico, dopo aver ricordato l'importanza dell'argomento, in quanto si tratta di uno strumento urbanistico che individua e disciplina gli interventi di tutela, valorizzazione, organizzazione e trasformazione, da realizzare nell’arco temporale di cinque anni, critica duramente il comportamento del sindaco.

“Il POC – sottolinea il consigliere Udc – viene anche chiamato Piano del Sindaco, e si attua, di solito, all’inizio di una legislatura, in quanto si conferiscono diritti edificatori e vincoli di esproprio, che cessano allo scadere del quinquennio. E', soprattutto, un Documento Programmatico della Qualità Urbana, che deve tenere in considerazione contenuti fisico morfologici, sociali ed economici e le modalità operative, individuando e disciplinando gli interventi di edilizia residenziale sociale. Ebbene di quest'ultima, l'edilizia sociale, non c'è traccia in questo atto di indirizzo”.

E ancora nelle critiche: “Non solo – insiste Pasini – ci sono gravi e profonde lacune, ma il Sindaco, a 10 mesi dalla fine della legislatura, chiede al Consiglio di approvare atti di indirizzo, perché in scadenza il Piano in vigore. In pratica si finisce con l'imporre un Piano a chi dovrà amministrare la città dopo Balzani, condizionando, dal punto di vista politico, le scelte del domani quando altri governeranno la città. Il sindaco doveva attuare questo piano nel 2009, come strumento per incidere in maniera positiva sul sistema economico della città, al contrario di “situazioni” come Sapro, Aeroporto, Fiera, ecc.. Come ha decretato il fallimento di queste situazioni, il sindaco dovrebbe, oggi, prendere atto che ha fallito anche nell’attuazione degli strumenti di programmazione”.

“Molte sarebbero ancora le argomentazioni da aggiungere, come ho fatto nel mio intervento in Consiglio – conclude Pasini – ma mi limiterò solo ad un esempio perché eclatante. In amministrazione, con il primo cittadino in testa, si parla di voler rivitalizzare il centro storico, ma non si è fatto nulla per la riclassificazione degli edifici, per cui chi chiede di poter eventualmente ingrandire il proprio negozio o apportarvi modifiche funzionali, si trova di fronte ad una montagna di impedimenti burocratici. Risultato ulteriori chiusure, come si sta vociferando per i alcuni negozi aperti da appena un anno. E poi ci si chiede perché il centro muore”.

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