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Martedì, 7 Febbraio 2023
Cronaca

Manifesto ritenuto sessista, il Popolo della Famiglia si schiera: "Battaglia non bigotta, ma coraggiosa"

Per il Popolo della Famiglia la protesta è "innescata dal giusto sdegno di un cittadino infastidito dalla mercificazione del corpo femminile"

La formazione politica del "Popolo della famiglia" si schiera con Davide Fabbri, il presidente del circolo culturale 'La rimbomba' di Bertinoro, nonché storico attivista di sinistra e ambientalista cesenate, nella polemica relativa alla pubblicità del night club Nikita, locale con ingresso riservato ai soci, esposta da anni su un camion vela a Panighina, lungo la via Emilia. Il camion vela è stato rimosso negli ultimi giorni per cambiare le grafiche del poster ed è in regola con il versamento dei tributi al Comune di Bertinoro per l'esposizione della pubblicità, come è stato specificato dall'agenzia di comunicazione che eroga il servizio di comunicazione.

Il tema di fondo della polemica - che a sua volta viene contestata da molti in quanto ritenuta bigotta - è quanto il corpo femminile deve essere presente nella pubblicità e se la sua presenza ne rappresenta uno sfruttamento. Un tema ampio che va dalle pubblicità dell'abbigliamento alla presenza di avvenenti standiste nelle fiere, negli eventi, in generale nelle pubbliche relazioni e nella moda.

Per il Popolo della Famiglia la protesta è "innescata dal giusto sdegno di un cittadino infastidito dalla mercificazione del corpo femminile esibito nei cartelloni a scopi pubblicitari e ha il merito di mettere a nudo ipocrisie e contraddizioni di una società che si riempie la bocca di dignità e rispetto, ma in nome del profitto ci vorrebbe individui indifferenti gli uni degli altri. Piangiamo ogni giorno una nuova violenza sulle donne, ma al di là della fiaccolata di rito non abbiamo il coraggio di affrontare questo odioso fenomeno nelle sue cause profonde, tra cui c'è sicuramente la riduzione della donna a corpo di cui godere".

Continua la nota del Popolo della Famiglia: "Si può dire che i motivi di tante violenze affondano nella visione della donna come oggetto di desiderio e di possesso che si fa strada nella mente maschile anche per via dei messaggi veicolati da manifesti come quelli dei camion vela della Panighina? Oppure è più comodo farne una questione di consensualità scaricando tutto sulle ragazze che vendono la propria immagine o addirittura nascondersi dietro la foglia di fico della legalità, come se avere tutti i permessi in regola bastasse a lavarsi la coscienza e a sentirsi tranquillamente a posto?"

Ed ancora: "Dopo anni di battaglie, difendere il diritto delle ragazze di mettersi in vetrina e di acconsentire alle voglie maschili con un "libero" assenso è un ben tragico approdo per tutte le rivendicazioni femministe contro la riduzione della donna a oggetto, e si comprendono benissimo l'imbarazzo e il silenzio delle associazioni femminili, pur senza giustificarli. La denuncia per nulla bigotta né moralistica del blogger è la bella notizia di questi giorni, perché oltre ad essere un gesto di cavalleria nei confronti delle donne, richiama tutti ad una responsabilità comune a difesa della dignità delle donne e del valore integrale della loro persona".

E conclude il Popolo della Famiglia: "Con la sua denuncia, Davide Fabbri ha fatto un gesto coraggioso di dissidenza. Di fronte a quelle ragazze esposte agli sguardi di tutti, anche di chi non avrebbe voluto essere costretto a farlo, ha provato rabbia e umiliazione per loro come se si fosse trattato di persone di famiglia e non ha potuto tacere. Alla politica che latita, ha risposto con un atto politico che riguarda la società civile, interpella la coscienza di tutti e chiede soluzioni. Come lui, anche noi restiamo in attesa degli interventi pubblici di altre voci della società civile che vogliano intervenire a tutela della dignità delle donne."

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