Sanità al vetriolo, Vietina: "Tonini uomo delle macerie". La replica: "Rancori per motivi a me ignoti"

E' un botta e risposta al vetriolo quello che innescato da Simona Vietina, sindaco di Tredozio e neo-deputato di Forza Italia. Vietina attacca frontalmente il direttore generale Marcello Tonini

E' un botta e risposta al vetriolo quello che innescato da Simona Vietina, sindaco di Tredozio e neo-deputato di Forza Italia. Vietina sceglie il tema della sanità romagnola e attacca frontalmente il direttore generale Marcello Tonini. Per l'esponente azzurro "l'uomo del Pd messo a capo di questa incognita per la salute di 1 milione e 200 mila romagnoli, Marcello Tonini, non ha sviluppato alcun progetto che possa essere sensatamente definito tale, naviga a vista, falcia posti direzionali, ha favorito un esodo senza precedenti di primari". 

All'attacco risponde Tonini, parlando di rancore e attacco generico e di scarso spessore. "Per quanto mi riguarda posso solo rispondere che nessuna (dico nessuna) delle affermazioni dell’On. Vietina corrispondono alla sua verità che nasce da una lettura totalmente offuscata, da una percezione errata della realtà o da un rancore per motivi a me ignoti o forse da una malafede politica che mi é estranea", replica piccato Tonini. 

L'intervento dell'on. Simona Vietina

Per l'esponente azzurra "a distanza di 4 anni dalla costituzione di quel soggetto politico che è la Ausl della Romagna (politico in quanto è un aggregato che non ha avuto altra giustificazione se non una scelta politica del Pd che ha imposto una realtà nata senza nessun progetto) non si vedono ancora i segni di questa nuova struttura. L'unica cosa chiaramente visibile sono le macerie fumanti delle precedenti quattro aziende. L'uomo del Pd messo a capo di questa incognita per la salute di 1 milione e 200 mila romagnoli, Marcello Tonini, non ha sviluppato alcun progetto che possa essere sensatamente definito tale, naviga a vista, falcia posti direzionali, ha favorito un esodo senza precedenti di primari che sono andati ad ingrossare la sanità privata che, grazie a questo, ha aumentato la sua offerta nel panorama sanitario romagnolo. Tutto questo senza nemmeno programmare o scaglionare l'esodo".

"Il 15 maggio ha inaugurato la sua campagna elettorale nei cosiddetti stati generali dell’azienda rilanciando proposte e promesse che non solo non ha mai avviato né realizzato, ma che ripete con noiosa ossessività tutte le volte che ha bisogno di iniziare la propria autopromozione - attacca Vietina -. Come la sanità romagnola stia andando è ormai sotto gli occhi di tutti, i cittadini devono capire che se reparti e pronto soccorso non funzionano la responsabilità non è dei medici, non è degli operatori, ma di una direzione generale che non ha visione realistica né appropriata delle problematiche di una sanità moderna in una parte importante della regione come quella romagnola. Si è disperso un capitale umano che è strutturale nella sanità, e lo si è disperso con precisa volontà di farlo, quasi desse fastidio la risposta qualificata e capace dei professionisti. A tal proposito occorre segnalare che non si comprende su quali basi si fondino carriere repentinamente costruite".

Sostiene il deputato azzurro: "Non si comprende su quali basi e su quali meriti siano affidati incarichi strutturali, proliferi la assunzione di avvocati, si insignisca personale amministrativo di funzioni spesso non svolte o svolte in modo tale che stanno portando il sistema al caos. L'unica giustificazione posta a queste scelte kafkiane è quella del rapporto fiduciario. Le cosiddette piattaforme amministrative sulle quali ha articolato il sistema amministrativo della azienda appaiono fallimentari su tutta la linea. Il tutto avviene nell'assordante silenzio della Regione che vede un assessore da troppo tempo assente, un direttore generale che abbiamo conosciuto quando ha retto la successione al dottor Mazzoni nella ex azienda Usl di Forlì, elencando deficit che giornalmente lievitavano fino a raggiungere la astronomica cifra di 53 milioni di euro e obbligando tutta la Ausl di Forlì a faticosissime ed estenuanti procedure di rientro che hanno impedito qualunque investimento ed ammodernamento e qualsiasi assunzione. Il processo, lo ricordiamo, non si è mai realizzato e la vicenda si è conclusa con l’archiviazione, segno che questo ammanco era pura fantasia ma che è servito a giustificare la creazione della Ausl unica. In questa Regione più che il pragmatismo sembra che giornalmente si viva di fantasia. Questa è la gestione della sanità fatta dagli uomini del Pd e i romagnoli se vogliono liberarsi di questa gestione devono liberarsi del Pd".

La replica del direttore generale Marcello Tonini

Questa la replica del Direttore Generale dell'Ausl Romagna Marcello Tonini: "Ho letto e riletto le dichiarazioni dell’On. Simona Vietina, sindaco di Tredozio, ricercando gli elementi per una risposta accurata ed istituzionale, ma francamente non saprei come replicare ad un attacco così generico, di scarso spessore e lacunoso, senza occupare molto più spazio di cui si dispone usualmente. Sono così tante le accuse personali, di ruolo, di competenze, d’interesse e di organizzazione quanto indistinte, fumose e slegate da qualsiasi fatto contingente, che bisognerebbe ripercorrere non solo la mia personale storia professionale presso l’AUSL Romagna, quanto quella dei direttori che mi hanno preceduto e addirittura del livello regionale e oltre: cosa che non mi compete e che non mi permetterei mai".

"Per quanto mi riguarda posso solo rispondere che nessuna (dico nessuna) delle affermazioni dell’On. Vietina corrispondono alla sua verità che nasce da una lettura totalmente offuscata, da una percezione errata della realtà o da un rancore per motivi a me ignoti o forse da una malafede politica che mi é estranea. Ho l’assoluta certezza che quanto é stato fatto finora dalla direzione dell’AUSL Romagna sia stato sempre improntato solo ed esclusivamente all’interesse dei cittadini e tutti gli indicatori di cui disponiamo confermano il buon stato sanitario ed economico complessivo dell’Azienda.  E allora solo per citare, anzi ribadire alcune cose già più volte emerse (ma evidentemente informarsi prima di esternare è faticoso…). Il quadro economico-finanziario è sano e non abbiamo prodotto un euro di disavanzo. Il piano triennale prevede investimenti per oltre 112 milioni di euro, senza contare il progetto per il nuovo ospedale di Cesena, in opere edili (miglioramento delle strutture sanitarie) ed ammodernamento tecnologico, su tutti i territori aziendali"

"Nel corso degli ultimi due anni il numero di dipendenti è aumentato di 626 persone (soprattutto infermieri e medici) e sono stati già nominati 38 primari: se questo è un esodo… Ma il dato che più mi interessa è quello sulla fiducia dei romagnoli nei confronti della loro sanità: fatto 100 il numero di ricoveri di residenti in Romagna, 91 avvengono nelle strutture pubbliche e private del territorio romagnolo. E’ la percentuale più alta in regione. Sarà il caso? O frutto di una direzione “fantasiosa”? Io non credo. Certo, non abbiamo fuochi artificiali da far vedere, “ci accontentiamo” di un costante e continuo percorso di miglioramento. Anziché esternare accessuali e inutili lamentazioni e invettive vorrei dunque invitare l’On. Sindaco a rappresentare di più gli interessi dei suoi cittadini nelle sedi opportune e decisionali, partecipando magari con costanza agli incontri della Conferenza Socio Sanitaria Territoriale visto che in quattro anni lo ha fatto solo per tre volte, su  quattordici convocazioni", conclude Tonini.

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