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Polemica sulle 'Abissine rigate' e il 'sapore littorio', Vietina (FI): "Attacco al Made in Italy"

“Polemica pretestuosa e attacco ingiustificato contro un'azienda sana che promuove il Made in Italy”: è il pensiero di Simona Vientina, deputata di Forza Italia e sindaco di Tredozio

“Polemica pretestuosa e attacco ingiustificato contro un'azienda sana che promuove il Made in Italy”: è il pensiero di Simona Vientina, deputata di Forza Italia e sindaco di Tredozio. La parlamentare romagnola interviene sull'ultima bufera che riguarda il Ventennio fascista e nella terra dei natali di Benito Mussolini questa si inserisce nel solco della lunga polemica relativa al merchandising e ai tanti prodotti alimentari che raffigurano o 'giocano' nella loro denominazione con uno dei momenti più bui della storia italiana, il Fascismo, spesso e volentieri a fini di marketing.

Il caso è scoppiato alcuni giorni fa quando, con meccanismi di propagazione tipica dei social network, è finita nel mirino un tipo di pasta della “Molisana”, pastificio di Campobasso, con nome ma soprattutto una scheda-prodotto poco felice. Il pacco delle 'Abissine rigate' infatti viene così presentato: “Negli anni Trenta l’Italia celebra la stagione del colonialismo con nuovi formati di pasta: Tripoline, Bengasine, Assabesi e Abissine. La pasta di semola diventa elemento aggregante? Perché no!… Di sicuro sapore littorio, il nome delle Abissine Rigate all’estero si trasforma in ‘shells’, ovvero conchiglie”. Proprio quel “sicuro sapore littorio” è finito per essere la goccia che fa traboccare il vaso, perché c'è da domandarsi al di là di tutto quale sia il 'sapore littorio'. Perché cercare di analizzare la storia d'Italia sull'etichetta di un vino, piuttosto che nel retro di un pacco di pasta o nei negozi di 'ricordini' venduti a pochi euro, rischia per lo meno di essere banalizzante.

Per Vietina però si sarebbe trattato di un “attacco al Made in Italy”: “In un quadro economico così delicato e precario, anche per colpa dell’incapacità del Governo di gestire la crisi economica indotta dalla pandemia, ci sono persone che pur di fare guerre ideologiche montano una polemica inesistente contro una realtà come La Molisana che rappresenta invece un’eccellenza nazionale. Purtroppo dobbiamo fare i conti con tanti ‘compagnucci’ che combattono battaglie di ‘alto valore morale’ attraverso smartphone che costano centinaia, quando non migliaia di euro, prodotti in Paesi che non rispettano i diritti dei lavoratori: ma, senza dubbio, è più comodo prendersela con un’impresa italiana, sana, che dà lavoro a tante famiglie italiane in un territorio dall’economia spesso non fiorente e che promuove l’utilizzo di materie prime nazionali, sostenendo gli agricoltori italiani invece che rivolgersi all’estero, magari a un prezzo più basso e la cui unica colpa è quella di aver avuto un’eventuale leggerezza comunicativa”.  Conclude Vietina: “Finiamola e indirizziamo il nostro sdegno verso bersagli più opportuni, a partire da chi decide chiusure indiscriminate e che affossa l’economia del nostro Paese”.  La 'Molisana', comunque, ha amesso l'errore comunicativo e ha pubblicato un post di scuse.

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