Ipotesi Esselunga in via Bertini, Ascom e Confesercenti: "Impatto devastante sulla rete commerciale più piccola"

E' un duello a distanza senza esclusione di colpi quello sul polo commerciale di via Bertini, che segnerebbe l'arrivo della catena della grande distribuzione Esselunga in città

E' un duello a distanza senza esclusione di colpi quello sul polo commerciale di via Bertini, che segnerebbe l'arrivo della catena della grande distribuzione Esselunga in città. Anche se nessuno la cita esplicitamente, pare essere questa la prima questione, dal momento che lo stesso Davide Orioli, amministratore della società Omnia proprietaria dell'area, sul tema dell’area commerciale compresa tra le vie Bertini, Balzella e Correcchio parla dell' “interessamento di un player primario dell’alimentare, italiano, che ha individuato proprio Forlì per il suo esordio in Romagna”. Una catena che, in una nota congiunta, Alberto Zattini e Giancarlo Corzani, direttori di Confcommercio e Confesercenti definiscono “leader in Italia in questo segmento di mercato e che si posiziona nei territori con politiche commerciali molto aggressive anche in termini di servizio”.

Questo, per Zattini e Corzani, “impatterebbe in maniera devastante sulle attività del centro storico ma non di meno negativamente su tutta la rete distributiva del circondario forlivese, causando la chiusura di molte piccole imprese”. Ed ancora, rispondendo alla presa di posizione di Omnia: “Consigliamo al promotore di smetterla di sbandierare la rinuncia ad attivare tre medio piccole strutture alimentari in cambio di una sola come se fosse un fatto reale. Davvero ci vuole fare credere che ci sarebbero imprenditori sani di mente che abbiano mai pensato di aprire tre supermercati uno di fianco all’altro nell’area interessata dal suo progetto? Oppure quell’area beneficia semplicemente come in tutte le oltre 90 aree a Forlì validate per ospitare medio piccole superfici di vendita, della possibilità per chiunque e dovunque di poter aprire medio piccole superfici alimentari o non alimentari, a scelta dell’imprenditore. Sempre nel rispetto dell’intelligenza altrui eviti di impegnarsi per la futura tipologia delle medie superfici non alimentari”.

Ed ancora: “Il costruttore sostiene che  l’insediamento in oggetto non avrà ripercussioni sulla rete distributiva del centro storico. Posto che l’analisi di cui ci occupiamo in questa fase ha ragioni ineludibili di natura urbanistica, e che in ogni caso la rete distributiva che rappresentiamo è tutta, non solo quella di una parte della città, orbene l’opinione del proprietario (in parte) /promotore in toto dell’area, è francamente fantasiosa e non condivisibile”. Invece questo insediamento commerciale “certamente aumenterebbe il livello competitivo con le imprese già presenti sul territorio” ed “è oggettivo stimare che gran parte dei ricavi di questa nuova struttura verrebbero sottratti dalle quote di mercato detenute dalle imprese esistenti, con il rischio che venga meno la presenza diffusa nei quartieri delle medio piccole imprese alimentari, apparse così straordinariamente necessarie al momento del bisogno dei mesi appena passati”, riporta la nota di Confcommercio e Confesercenti.

Ed infine Corzani e Zattini: “In ogni caso, la scelta di avviare o meno l’autorizzazione di questa operazione compete alla politica, così come ad altri spetta il ruolo di esaminare i contenuti di legittimità della variante proposta. Ma nell’attesa ci piacerebbe sapere perché nessuno ha ancora risposto alla nostra contestazione sui dati presi a riferimento sul traffico generato, fondamentali nell’esame della variante e perché nessuno ribadisce tra i cantori  a favore dell’intervento che per quanto riguarda gli oneri a carico del proponente stiamo parlando di impegni già presi e che questi deve onorare anche se la variante non passa , nella stessa identica misura?”.

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