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PolStrada Rocca, arriva la doccia fredda del decreto di chiusura: "Siamo all’apoteosi della fragilità della politica"

Il sottosegretario Molteni in una diretta Facebook col parlamentare Jacopo Morrone, domenica 14 marzo, aveva inoltre sottolineato che il controllo del territorio lo si fa potenziando i presidi considerati utili

Sulla vicenda della Polstrada di Rocca San Casciano è arrivata la doccia fredda del decreto di chiusura. Il tutto a poco più di due settimane dall’impegno preso dal Sottosegretario all’Interno, Nicola Molteni, di approfondire ogni situazione del cosiddetto piano chiusure, considerando i presidi periferici importanti per la sicurezza. Il sottosegretario in una diretta Facebook col parlamentare Jacopo Morrone, domenica 14 marzo, aveva inoltre sottolineato che il controllo del territorio lo si fa potenziando i presidi considerati utili.

"Ma esiste ancora una politica capace di interpretare le istanze del territorio? - si interrogano i coordinatori del Comitato Civico SS67, Vincenzo Bongiorno, Alessandro Ferrini e Riccardo Ragazzini -.  Siamo all’apoteosi della fragilità della politica. Tutti i principali partiti che stanno governando insieme a livello nazionale, dal centrodestra al centrosinistra, concordano sulla necessità di mantenere aperto il distaccamento di Rocca, per la sicurezza stradale di tutti, e cosa succede? Arriva il decreto di chiusura. Non abbiamo parole. Sembrerebbe che anziché essere l’apparato burocratico al servizio degli input politici ricevuti, sia la politica subalterna alla burocrazia". Il Comitato poi annuncia che, "appena sarà possibile, tornerà a manifestare pacificamente per continuare a mettere in evidenza quanto sia sbagliata la chiusura della Polstrada di Rocca, se si ha a cuore la sicurezza stradale di tutti in un’importante strada come la Statale 67".

Confartigianato

Non nasconde l’amarezza, il segretario di Confartigianato di Forlì, Marco Valenti, nell’apprendere del decreto di chiusura del presidio della Polizia Stradale di Rocca San Casciano. "La vicinanza a chi vive e lavora nell’aree interne evidentemente è un tema da campagna elettorale, che, purtroppo, non trova applicazione nella quotidianità - esordisce -. Abbiamo coinvolto anche la Confederazione nazionale affinché intervenga sul tema. Il presidio è fondamentale per la sicurezza stradale della Statale 67, ma non solo; è una garanzia di tutela anche per i cittadini e le imprese che operano nell’area".

Proprio Confartigianato ha da poco pubblicato uno studio sulla vitalità dell’artigianato e della piccola impresa nelle zone interne e nei comuni montani, ponendo l’accento sul ruolo chiave giocato da queste realtà per evitare lo spopolamento di questi territori. Continua Valenti: "L’ennesima penalizzazione dell’area di Rocca San Casciano è un segnale estremamente negativo. Come Confartigianato ci impegniamo a mantenere la presenza in tutti i comuni del comprensorio forlivese come segnale di vicinanza agli imprenditori, che decidono di mantenere in loco la produzione, invece di spostarsi a valle, lungo l’asse viario della via Emilia, mentre la burocrazia impone tagli che cozzano contro ogni logica di buon senso".

"Depauperare un territorio, eliminando servizi essenziali significa abbandonare la comunità che si impegna a mantenerlo vivo - conclude -. Ci stiamo attivando, proprio nell’area, per dare vita a iniziative che contribuiscano a rendere il comune maggiormente attrattivo e, oggi, siamo costretti ad apprendere dell’ennesima beffa, perpetrata in nome dei tagli al bilancio. Le nostre comunità meritano maggiore attenzione. Non ci diamo per vinti e speriamo che l’attività di lobbying svolta dalla Confederazione possa portare a riconsiderare la decisione".

Fratelli d'Italia

"Il governo dei cosiddetti “migliori”, il governo del “tutti dentro” ha deciso - attaccano il coordinatore provinciale di Fratelli d'Italia di Forlì-Cesena, Roberto Petri, il vicecoordinatore del partito Fabrizio Ragni,  ed il coordinatore di FdI per la vallata del Montone e dei territori collinari Riccardo Merendi -. Per noi è una sconfitta non soltanto della politica, incapace di intercettare i bisogni delle comunità locali e di garantire i servizi utili essenziali, ma soprattutto per i normali e onesti cittadini che in questi lunghi mesi di emergenza sanitaria si sono visti sottoporre a controlli e limitazioni di ogni tipo e che adesso devono fare a meno di un servizio essenziale come quello della sicurezza stradale in una delle arterie principali della provincia".

“Nel decreto che liquida con un colpo di penna questi presidi di polizia si giustifica il tutto con motivazioni di “economie gestionali e operative”, nonché “risparmi di spesa per canoni di locazione di immobili privati e per utenze varie” - riportano sottolineano gli esponenti di Fratelli d'Italia -. E' come dire “non ci sono soldi, dunque chiudiamo gli uffici”. Al contrario, questo governo, come quello precedente, i soldi li ha trovati per “deliziarci” con trovate originali come: i banchi a rotelle, o i bonus monopattini e di ogni tipo, dal Cash-back alla lotteria degli scontrini per tutta questa serie di misure, alcune inutili ed altre che non daranno mai un riscontro, i soldi sono stati rastrellati".

“Ma in questo governo dei cosiddetti “migliori”, il governo del “tutti dentro”, nessuno ha avuto il coraggio di ammettere che si tagliavano i presidi di polizia per lesinare sulle spese - proseguono -. Anzi c'è chi ha preferito motivare il decreto come una soluzione che “ottimizza e razionalizza il comparto” e che si rende necessaria vista “l’evoluzione complessiva della mobilità e dei relativi livelli di incidentalità”. Perché nella realtà dei fatti è vero il contrario. Prendiamo il caso di Rocca San Casciano e della statale 67: gli incidenti stradali non sono certo diminuiti e un presidio di sicurezza stradale in quell'arteria continua a rimanere fondamentale anche ai giorni nostri. E non ci abitueremo mai all'idea che si consenta di barattare la sicurezza con un presunto risparmio economico. La sicurezza, come la salute, è un diritto non negoziabile e su cui non si può fare cassa. Se lo ricordino gli attuali fans a livello locale e nazionale del governo Draghi".

“Se lo ricordino i politici che comprimono i diritti essenziali coi vincoli di spesa. E si ricordino anche i cittadini di coloro che avevano cavalcato pretestuosamente l'argomento della difesa dei presidi di polizia. Pensiamo al governatore Bonaccini che nelle ultime elezioni regionali aveva chiesto voti e promesso che si sarebbe adoperato per scongiurarne la chiusura del presidio di Casalecchio di Reno e poi sappiamo come è andata a finire - concludono Petri, Ragni e Merendi -. Ma ci riferiamo anche ad alcuni esponenti dell'attuale governo dei cosiddetti “migliori” che fino a poche settimane fa avevano pronunciato promesse irrealizzabili. E' il mal vezzo di certi politici di non far seguire i fatti alle parole".

Ugl

“Riteniamo vergognoso l'esito che ha portato alla soppressione del distaccamento della Polizia stradale di Rocca San Casciano, con il governo ed i partiti della maggioranza che non hanno accolto l'accorato appello del Comitato civico per la salvezza del presidio che era fondamentale per la viabilità nella strada statale 67 e la richiesta di tenere in vita il comando lanciata da istituzioni e sindacati, afferma Filippo Lo Giudice, segretario dell'Ugl di Forlì-Cesena-Rimini-Ravenna.

"Come Ugl abbiamo aderito con nostre delegazioni a tutte le iniziative che si sono svolge in questi mesi per la difesa del distaccamento di Rocca San Casciano della Polizia Stradale - prosegue -. Non ultimo il 7 febbraio scorso al flash mob davanti alla sede della Prefettura. Abbiamo sempre chiesto al governo di accogliere la richiesta di moratoria della chiusura delle sedi distaccate della polizia stradale e se non altro di tornare ad un tavolo di confronto con le istituzioni locali per trovare soluzioni che non penalizzassero la sicurezza. Prendiamo atto che anche questo governo non ha fatto nulla".

"Aggiungiamo che eliminare sedi distaccate delle forze dell'ordine sottrae alle comunità locali presenze strategiche per la sicurezza stradale e per il controllo del territorio - conclude -. E come sindacato non ci troverà mai favorevole la decisione di ridurre in personale e mezzi le forze dell' ordine perché per noi costituiscono un valore aggiunto ed una garanzia per tutti i cittadini. Prendiamo atto che tutti i partiti presenti al governo la pensano diversamente".

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