Il consigliere della Lega offende i partigiani e fa ironia sui morti del Coronavirus: scoppia la bufera

Un post di scherno alla Resistenza, ai partigiani ed anche alle tante morti causate dal Coronavirus. E' l'uscita infelice del consigliere della Lega di Forlì Francesco Lasaponara

Un post di scherno della Resistenza, dei partigiani ed anche delle tante morti causate dal Coronavirus. E' l'uscita infelice del consigliere della Lega di Forlì Francesco Lasaponara prima pubblicato su Facebook e poi cancellato, anche se in diversi lo hanno notato e salvato. Nel post si ironizza sulle mancate celebrazioni del 25 Aprile a causa del divieto di incontri pubblici. Lasaponara prima si augura che i “partigiani più anziani sono, meglio è” (cioè la categoria più a rischio di letalità in caso di contagio), poi ironizza sul fatto che per loro non avrebbe impedito l'assembramento ed anzi incoraggiato in città particolarmente colpite dall'epidemia come Milano. “Ovviamente se poi dovessero ammalarsi dispiacerebbe molto a tutti, ma è un rischio che va corso per qualcosa di importante. E' un rischio che dobbiamo correre”.

Poi una serie di ingiurie: “Come i cani che abbaiano vittoriosi sui cadaveri dei leoni, ma i cani restano cani e i leoni sono leoni” e “#partigianoprendiloinmano” e la dizione volgare “partigiANO”. Ed è così che anche in tempo di Coronavirus - quando ai rappresentanti politici che siedono in istituzioni si chiede più che mai sobrietà e attenzione all'emergenza in corso – la solita e stantia polemica sulla Resistenza è servita. Poche righe in cui si riesce con successo a offendere partigiani, gli anziani tutti in generale, con un macabro umorismo a cadaveri ancora caldi dei morti per l'epidemia. Il tutto in un contesto in cui il sindaco Gian Luca Zattini, di cui Lasaponara è consigliere di maggioranza, fin dalla campagna elettorale non ha mai fatto mistero di non volere sfregiare in alcun modo la Resistenza.

Francesco Lasaponara è consigliere comunale a Forlì dallo scorso maggio. E' un ufficiale dell'Esercito e fino al 31 luglio del 2014 ha prestato servizio nella caserma del 66esimo Reggimento Aeromobile di viale Roma. Poi, dopo un incarico alla Brigata Friuli di Bologna è stato assegnato alla base di Poggio Renatico (Ferrara) all'”European personnel recovery center” (Eprc), un’organizzazione militare transnazionale specializzata nel recupero delle persone in difficoltà dalle aree di crisi. Qui, secondo quanto indicato nel suo curriculum di consigliere comunale, ricopre il ruolo di insegnante militare col grado di maggiore.

Caso Lasaponara

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Lasaponara chiede scusa

Le reazioni

Tra le varie reazioni c'è anche quella di Gabriele Fratto, presidente della Provincia di Forlì-Cesena: "Il Consigliere forlivese Lasaponara  in un colpo solo, ha abbattuto anni di educazione politica, storia, educazione civica, educazione alla Costituzione e ai fondamentali della Repubblica Italiana. Non merita odio sicuramente ma seri provvedimenti immediati nel rispetto del valore civile che questa Provincia ed i suoi abitanti hanno conseguito, valore attestato dalla medaglia d'oro al merito ricevuta dal Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano il 24 Aprile 2009 a perenne ricordo del coinvolgimento umano che portò alla Libertà anche nella Provincia che visse i rastrellamenti, gli incendi, le torture e gli eccidi dell'area tra Sarsina, Balze e Sant'Agata Feltria nonché le feroci rappresaglie nel Forlivese, quella di Verghereto o della vallata del Montone e molte altre ancora".

Duro anche il commento di Daniele Valbonesi, segretario territoriale Pd Forlivese: “Lasaponara cinicamente, incoraggia partigiani e ed esponenti Anpi a radunarsi “spalla a spalla” per celebrare il 25 aprile, così da favorire il contagio. “Meglio se vecchi”, dice vigliaccamente. Per poi condire la sua dichiarazione con parole ingiuriose e volgari, come la storpiatura del nome “partigiano” associata al retto. E chiosando il tutto con una frase oscena: “partigiano prendilo in mano”. Uno schifo. Davvero un’oscena bassezza, oltre che cinica. Ma la Lega è allora questa? Sono questi gli individui con cui Salvini intenderebbe governare il Paese? Questi rozzi e grotteschi personaggi da quattro soldi che fanno politica con lo slogan “partigiano prendilo in mano”? Rimaniamo basiti e schifati. E anche arrabbiati. Chiediamo quindi che il sindaco di Forlì prenda provvedimenti e che la Lega cacci a pedate questo essere. O dovremmo trarre la conclusione che il partito di Matteo Salvini è orgoglioso di gente come Francesco Lasaponara”.

Prende posizione anche il gruppo consigliare Pd in Consiglio comunale: "Chi rende dichiarazioni infamanti, suggerendo con tono ironico di formare assembramenti per celebrare il 25 aprile in modo da  contrarre il Covid-19, non può far parte di alcuna istituzione e comunità democratica. Il sindaco Zattini dovrà chiarire quale sia la sua posizione - proseguono i consiglieri Pd – perché farsi sostenere in Consiglio comunale da chi rende tali dichiarazioni sarebbe equivalente a condividerle; allo stesso modo chiediamo alla Lega se condividono le affermazioni del suo esponente o se prenderanno gli opportuni provvedimenti. La Città di Forlì, medaglia d’argento al valor militare per l’attività partigiana, non può tollerare alcuna forma di dissacrazione dei suoi caduti militari e dei martiri civili che ci hanno restituito libertà e giustizia", conclude la nota del gruppo consiliare del Partito Democratico di Forlì.

“Non possiamo tollerare in alcun modo le parole, scritte tramite un post Facebook poi successivamente cancellato, del Consigliere leghista di Forlì Francesco Lasaponara - affermano i consiglieri del Pd di Cesena -. Non possiamo in alcun modo accettarle soprattutto perché arrivano da chi dovrebbe rappresentare le nostre istituzioni democratiche. Come gruppo condanniamo in modo fermo l’episodio e abbiamo aderito convintamente all’appello lanciato dall’Anpi forlivese, che ne chiede le immediate e irrevocabili dimissioni. Auspichiamo ora che tutti prendano le distanze da questo personaggio per rispetto della nostra storia, della nostra Costituzione e delle nostre istituzioni democratiche. Si tratta di parole gravissime e di uno squallore incredibile che denigrano chi ha lottato ed è morto per la nostra libertà, dei nostri figli e dei nostri nipoti. Il 25 aprile è, e sempre sarà, il nostro “presente”, è la nostra Resistenza che si rinnova, è la sfida che continua per la difesa della democrazia e contro ogni forma di fascismo".

"Un rappresentante delle Istituzioni dovrebbe avvertire, ancor più di un cittadino comune, la responsabilità di esprimersi e di comportarsi con decenza e decoro, almeno per rispetto dell’Istituzione che rappresenta, ma ormai questi auspici sono passati di moda - sostiene Marcella Zappaterra, capogruppo Pd Regione Emilia-Romagna -. Lasaponara chieda scusa e si faccia da parte. La Lega ne prenda le distanze. Purtroppo quest’anno non saremo nelle piazze delle nostre città a rendere onore alla Resistenza, alla Repubblica e alla Libertà, ma Il 25 aprile lo celebreremo sempre e comunque anche nel chiuso delle nostre case perché è la data simbolo di un Paese che è stato messo in ginocchio dal fascismo e dalla guerra e che, grazie a chi non si è dato per vinto, è stato ricostruito. Quello che oggi più che mai ci serve per superare l’emergenza sanitaria e quella sociale ed economica".

Sul caso è stata già promessa un'interrogazione parlamentare. Lo dice in una nota il senatore di LeU e coordinatore nazionale del movimento politico èViva, Francesco Laforgia: "Ho presentato una interrogazione alla Ministra dell'Interno sulla notizia sconcertante di un consigliere comunale della Lega, a Forli', che ha pubblicato su fb un post aberrante contro la festa della Liberazione, in particolare con insulti insopportabili nei confronti dei partigiani, definiti 'cani', e con l'augurio ai più anziani ancora in vita di scendere in piazza a contrarre il virus. Il post è stato rimosso quando ormai era troppo tardi. In queste ore assistiamo ad un crescendo di dichiarazioni denigratorie nei confronti della Resistenza da parte di esponenti della destra, a pochi giorni dal 25 aprile. Non assisteremo in silenzio. Pretendiamo da chi sta nelle Istituzioni il rispetto della storia e della Costituzione di questo Paese".

Anche la formazione di sinistra èViva Forlì ritiene “irricevibile il post del consigliere leghista poi cancellato. Chi sta nelle istituzioni rispetti la storia e la Resistenza. Purtroppo non stupisce più che in prossimità delle celebrazioni per il 25 aprile singoli o, peggio, forze politiche si lancino in infondate quanto ormai scontate elucubrazioni denigratorie della Resistenza ed apologetiche del fascismo. Non stupisce che chi non ha altri argomenti che quello di cercare nemici cerchi uno straccio di effimera notorietà con argomenti che sarebbero risibili, se non fossero contrari agli stessi elementi fondativi della Repubblica Italiana. Stupisce invece che sia un eletto nelle istituzioni cittadine a definire "cani" i conquistatori della democrazia che gli ha permesso di avere l'onore di rappresentare i cittadini nel Consiglio Comunale di Forlì, e Leoni coloro che la democrazia soffocarono e sostituirono sindaci e consigli comunali con un Podestà”.

“Sorprende altresì (ma forse non del tutto) che un partito come la Lega, che ha governato il paese, detiene un robusto consenso elettorale, governa Forlì e si candida a governare nuovamente l'Italia dia spazio tra i propri eletti a chi coltiva e propaganda idee che contrastano frontalmente non solo con la Costituzione ma con gli stessi valori di base che consentirono all'Italia di riconoscersi come Comunità Nazionale e di risorgere dal disastro della dittatura e della guerra. La piccolezza del personaggio si rivela d'altra parte nell'aver subito rimosso il gravissimo intervento, ma la pochezza del suo partito di appartenenza si palesa nella totale assenza di censure al vergognoso evento. Attendiamo fiduciosi almeno le prese di distanza del Sindaco Zattini che tra due giorni sarà chiamato a celebrare il 25 Aprile, in rappresentanza di tutti i cittadini forlivesi”, conclude il coordinamento forlivese del movimento della sinistra èViva.

Sulla questione anche Marco di Maio, deputato di Italia Viva: "Un consigliere comunale della Lega a Forlì, esponente della maggioranza che sostiene l'Amministrazione del sindaco Zattini (che immagino vorrà dissociarsi...), "celebra" il 25 aprile. Il consigliere sostanzialmente augura la morte ai partigiani, agli anziani iscritti all'Anpi invitandoli a riunirsi per ammalarsi di Covid. Poi definisce "cani" coloro che sconfissero quelli che lui chiama "leoni" all'epoca della Liberazione: "cani" i partigiani, "leoni" i nazifascisti che occupavano e vessavano la nostra popolazione. Una vergogna assoluta. Parole ancor più gravi se scritte (anche se poi rimosse) da un dipendente del Ministero della Difesa, un militare che avrebbe il dovere di conoscere e rispettare la nostra storia: persino quella che a lui non piace. Le sue parole offendono la memoria collettiva; e offendono i nostri militari che ogni giorno, in Italia e nel mondo, tengono alti i valori costituzionali e la difesa delle libertà di cui oggi, grazie ai "cani" che sconfissero i "leoni", oggi godiamo. Libertà che gli permettono di scrivere queste indecenze e di fare il consigliere comunale; ma mi auguro che il suo partito e il ministero di cui è dipendente vogliano non solo prendere le distanze, ma assumere provvedimenti. Anzi ne sono sicuro, vero?".

Tra le prese di posizione anche il Il Gruppo consiliare di Forlì e Co: "E' inaccettabile che a 75 anni dalla caduta del fascismo un rappresentante politico mostri queste forme di nostalgia per un regime che ha rappresentato la negazione della libertà per gli italiani e dalla cui caduta sono nate proprio quelle istituzioni che lui per primo dovrebbe rappresentare e servire con onore. Dopo le esitazioni e i tentennamenti mostrati durante la discussione per la concessione della cittadinanza onoraria alla senatrice Segre, ancora una volta la maggioranza di destra alla guida del Comune mostra come fra i suoi esponenti vi siano posizioni intollerabili e revisioniste su vicende rispetto alle quali invece il giudizio dovrebbe essere netto e condiviso. Visto il ripetersi di vicende di questo genere, il Sindaco e la Giunta non possono più trincerarsi dietro un colpevole silenzio, ma devono chiarire finalmente la loro posizione. Se l'Amministrazione si riconosce nei valori costituzionali e democratici dell'antifascismo deve esprimere una netta e severa condanna di dichiarazioni che sviliscono il ruolo della Resistenza e offendono le nostre tradizioni civiche".

“Il consigliere leghista che ha scritto un post offensivo e delirante sui partigiani dell’Anpi deve dimettersi - dichiara Silvia Piccinini, capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle -. È inconcepibile che personaggi del genere continuino ad essere dei rappresentanti delle istituzioni, a qualsiasi livello. Purtroppo si tratta dell’ennesimo episodio di intolleranza che arriva da un esponente della Lega. Dopo l’omofobia adesso il loro nuovo bersaglio sembra essere diventata la Festa della Liberazione. A questo punto ci aspettiamo le immediate prese di distanze dei consiglieri regionali leghisti in Assemblea Legislativa delle parole di Lasaponara, oltre alle sue immediate dimissioni dal consiglio comunale di Forlì. Chi non rispetta la Resistenza e i valori che nacquero dal 25 aprile 1945 non può continuare a rappresentare le istituzioni". "In aggiunta a quanto detto dalla nostra consigliera regionale Silvia Piccinini che condividiamo, aggiungiamo che ci aspettiamo chiarimenti in consiglio dal Sindaco e dai rappresentanti locali della Lega, perché questi messaggi non possono essere rappresentativi di una forza che amministra la città, ma soprattutto serve una presa di posizione, sana e robusta, contro simili sciocchezze ed offese alla Resistenza. Riteniamo inoltre che la continua contrapposizione fra ideologie avverse, portata all'esasperazione con questi toni, non serva a nulla e anzi sia particolarmente dannosa in questi momenti di profonda crisi ove i rappresentanti delle istituzioni dovrebbero dimostrare il massimo autocontrollo e portare soluzioni invece di sterili polemiche", è il contributo di Simone Benini e Daniele Vergini, consiglieri comunali Movimento 5 Stelle Forlì.

Presa di posizione anche dalle 'Sardine' di Forlì. Questa la nota del Coordinamento 6000 Sardine Forlì: "Il coordinamento 6000 sardine Forlì, ritiene che questi personaggi,  non curanti delle misure di sicurezza nazionale, che mirano ad una delle fasce più deboli a rischio contagio da Covid-19, chiedendo loro di riunirsi e celebrare il 25 Aprile al solo scopo di augurarne una triste fine, siano più pericolosi del virus stesso. Quelle parole, se pronunciate, sporcano ancora una volta la nostra democrazia e denigrano fortemente chi ha lottato per ottenerla. Per fortuna peró, ci sono ancora i leoni veri, quelli che vigilano sui piccoli leoni da tastiera. Chiediamo pertanto anche al sindaco di Forlì di verificare se queste incommentabili parole siano state proferite dal consigliere e nel caso, di dissociarsene immediatamente".

"Esprimo la mia condanna per le indegne e vergognose parole del consigliere comunale forlivese Lasaponara, parole espresse su facebook di becero e volgare attacco ai partigiani che non solo offendono le persone ma che infangano la storia della città medaglia d'argento della resistenza che dovrebbe onorarsi di rappresentare. Atti come questo non possono passare sotto silenzio, per questo presenterò una interrogazione al governo per chiedere di intervenire per censurare questo comportamento indegno da parte di un amministratore pubblico", così anche il senatore di Articolo Uno Vasco Errani in riferimento al post pubblicato dal consigliere comunale forlivese Francesco Lasaponara. E sempre per Leu arriva la dichiarazione del portavoce nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni: "Le parole utilizzate dal consigliere comunale leghista di Forli contro i  partigiani, a cui augura di fatto la morte, sono inaccettabili e di uno squallore incredibile. “I fascisti, di solito dovrebbero sempre tacere per la vergogna - prosegue l’esponente di Leu -  sopratutto alla vigilia della Festa della Liberazione. Questo caso è ancora più grave perchè questo signore è anche un ufficiale dell’Esercito italiano. E poiché il giuramento che viene fatto è sulla Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza e poiché è evidente che la sua presenza è incompatibile chiederemo con un’interrogazione parlamentare al ministro della Difesa Guerini di assumere tutti i provvedimenti del caso”.

"Riteniamo che la Lega dovrebbe effettuare alcune riflessioni sulle motivazioni che hanno consentito la presenza al proprio interno di amministratori portatori di elementi culturali contrari alle Istituzioni come il magg. Lasaponara, il quale chiude il proprio post con un roboante motto di origine araba da decenni molto in voga negli ambiti neofascisti - evidenziano da Articolo Uno -. Ricordiamo a questo membro delle forze armate e delle istituzioni locali che i partigiani furono riconosciuti come appartenenti all’Esercito Italiano e che a molti di loro fu riconosciuta la massima onorificenza al valore militare, decorazione che presumiamo il maggior Lasaponara non abbia mai avuto modo di ottenere. Questo avvenne perché il contributo dei Partigiani alla Repubblica in cui il sig. Lasaponara si trova a vivere fu evidentemente molto più rilevante del suo. Quindi sarebbe opportuno che il maggior Lasaponara, invece che dileggiare grossolanamente ed auspicare il decesso di chi ha combattuto per le Istituzioni che egli vorrebbe rappresentare, imparasse, come previsto dal codice del suo ambito di appartenenza, a mettersi sull’attenti davanti ai caduti ed agli ex combattenti".

Così una nota del Partito Comunista dei Lavoratori, sezione Romagna "Domenico Maltoni": "Non ci stupisce un post come quello recentemente pubblicato dal consigliere della Lega di Forlì, che “da vero leone” ha fatto sparire poco dopo. Sappiamo che il fascismo è un virus che in casa Lega prospera indisturbato. Siamo abituati alla volgarità, alla vigliaccheria e alla stupidità dei neofascisti. Quello che riteniamo inaccettabile è il silenzio con cui si è assistito e si assiste a questi episodi agghiaccianti, soprattutto in un momento di profonda sofferenza sociale. A 75 anni dalla Liberazione è ancora necessario combattere contro l’idiozia del qualunquismo e contro il neofascismo. A 75 anni dalla Liberazione è ora di una nuova Resistenza, che non sia sterile commemorazione, corone di alloro e marcette, ma che sia antifascismo concreto e praticato, ogni giorno in ogni settore, nelle lotte sociali, per ricacciare questi rigurgiti maleodoranti al loro posto. Nella pattumiera della storia".

I Verdi - Europa Verde della provincia di Forlì - Cesena condannano "le esecrabili parole, postate e poi rimosse, del consigliere della Lega Lasaponara contro la Resistenza che è costitutiva e fondamento della Repubblica italiana. Non vi possono essere giustificazioni di fronte alla volgarità  di simili espressioni rivolte a chi diede la vita per ridare all'Italia libertà e dignità. Non possiamo usare parole migliori di quelle pronunciate dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della  celebrazione del “Giorno della Memoria” per ricordare anche a costui che "la Repubblica Italiana, nata dalla Resistenza, si è definita e sviluppata in totale contrapposizione al fascismo. La nostra Costituzione ne rappresenta, per i valori che proclama e per gli ordinamenti che disegna, l'antitesi più netta". La condotta del Consigliere leghista è se possibile ancor più grave dal momento che risulta far parte delle  Forze Armate e che in tale condizione ha giurato di essere fedele alla Repubblica italiana, di osservarne la Costituzione e le leggi e di adempiere con disciplina ed onore tutti i doveri del suo stato per la difesa della Patria e la salvaguardia delle libere istituzioni. Mentre ci aspettiamo la pubblica condanna e presa di distanza da tali comportamenti lesivi dei principi su cui si fonda la nostra comunità nazionale da parte di chi regge le Istituzioni forlivesi e degli stessi partiti che ne compongono la attuale maggioranza ci rivolgiamo al Capo di Stato Maggiore della Difesa perchè sanzioni come è suo dovere il comportamento del suo sottoposto per il comportamento con cui ha disonorato la Costituzione nata dalla Resistenza che ha giurato di osservare".

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