Predappio, l'opposizione: "Festeggiamo la Repubblica con l’esempio di Adone Zoli"

"Il nostro pensiero a un figlio illustre della nostra terra che è stato fra coloro che hanno dato forma alla nostra Repubblica: Adone Zoli"

"Il 2 giugno, Festa della Repubblica, è per noi di “Generazioni in Comune” una giornata speciale e abbiamo voluto  celebrarla portando il pensiero a un figlio illustre della nostra terra che è stato fra coloro che hanno dato forma alla nostra Repubblica: Adone Zoli". Così l'opposizione di centro-sinistra Generazioni in Comune di Predappio. 

"Una composizione floreale alla sua tomba è il simbolo per sottolineare che il suo esempio è per noi punto di riferimento per continuare a far crescere la democrazia, il rispetto, il pluralismo. Adone Zoli era nato nel 1887 e aveva trascorso parte dell’infanzia nelle abitazioni di Villa Salta e Predappio Alta rimanendo legatissimo alla valle del Rabbi anche dopo il trasferimento, per il lavoro di avvocato, a Firenze". 

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"Cattolico, interventista nella grande guerra e integerrimo antifascista, nei mesi tragici dell’occupazione nazista fu uno dei responsabili del Comitato di Liberazione toscano finendo anche vittima della repressione nelle prigioni nazifasciste. Dopo la Liberazione divenne Vicesindaco di Firenze e dal 1948 Senatore della Repubblica eletto nelle liste della Democrazia Cristiana. Persona umile e dalla simpatia brillante, democratico cristallino; uomo del dialogo e dell’eccezionale umanità, Zoli fu uno dei principali costruttori della giovane Repubblica italiana e della casa comune europea interpretando con rigore i valori della Costituzione. Ricoprì incarichi di grande massima responsabilità: Ministro di Grazia e Giustizia, Ministro per le Finanze, Ministro del Bilancio. Quindi, nel maggio 1957, divenne per un anno circa Presidente del Consiglio alla guida di un governo nel quale figurava anche il giovane Aldo Moro. Sotto il suo mandato ci furono l’entrata in vigore dei Trattati di Roma, che istituirono la Comunità Economica Europea, e la nascita del Consiglio Superiore della Magistratura. Morì nel febbraio 1960 e volle essere sepolto a Predappio dove noi, oggi, gli diciamo grazie per tutto ciò che ha fatto e per i valori che ci ha lasciato: Giustizia, Solidarietà, Europa".

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