In mondovisione la preghiera di Papa Francesco per la salvezza dell’umanità: anche a Forlì ferve l’attesa

“La Chiesa dà la possibilità di ottenere l’indulgenza plenaria ai malati di coronavirus, agli operatori sanitari, ai familiari e a quanti, con modalità differenti si prendono cura di chi sta male”. L’invito di alcuni parroci forlivesi “di unirsi tutti in preghiera in comunione col Papa”.

Anche nella Diocesi di Forlì-Bertinoro ferve l’attesa per il gesto straordinario di Papa Francesco, in programma venerdì, alle 18, sul sagrato della basilica di San Pietro a Roma, vuoto di fedeli. Il pontefice argentino, al termine del “Venerdì della Misericordia” della Chiesa Italiana, nel quale “lo sguardo al Crocifisso invoca la speranza consolante della Risurrezione”, presiederà un momento di preghiera e impartirà la speciale benedizione Urbi et Orbi.

"Ascolteremo la Parola di Dio – si legge sulla pagina Facebook dell’Azione Cattolica diocesana, che riprende le intenzioni dello stesso papa - eleveremo la nostra supplica, adoreremo il Santissimo Sacramento, con il quale al termine darò la Benedizione Urbi et Orbi, a cui sarà annessa la possibilità di ricevere l'indulgenza plenaria secondo le condizioni previste dal recente decreto della Penitenzieria Apostolica, ovvero: la disposizione interiore a distaccarsi totalmente dal peccato, anche veniale; confessare i peccati; ricevere la Santa Eucaristia; pregare secondo le intenzioni del Romano Pontefice".

"Secondo la teologia - riporta il quotidiano della Cei, Avvenire - seguire la celebrazione della Messa attraverso i mezzi di comunicazione non significa partecipare. I sacramenti mediatici non esistono. Se non si può assistere alla Messa, quella televisiva può essere un grande aiuto, ma non è un sacramento. E allora, qual è il gesto a cui il Papa può ricorrere per rendersi attivamente presente nella vita di ogni fedele? La benedizione papale “Urbi et Orbi”, ovvero “alla città di Roma e al mondo".

"Questa sera – scrive nel suo profilo Facebook don Roberto Rossi, parroco di Regina Pacis - Papa Francesco invocherà la benedizione di Gesù Eucarestia per la salvezza del mondo intero. Ti adoriamo Signore Gesù, imploriamo la tua misericordia. Salvaci nel tuo amore”. “Carissimi – posta su Fb il parroco di San Martino in Strada, Grisignano, San Lorenzo in Noceto e Collina, don Massimo Masini - oggi giornata straordinaria di grazia. Alle 18 i cattolici di tutto il mondo sono invitati ad unirsi in preghiera al Papa (Rai 1 e TV 2000). Ascolteremo la Parola di Dio, adoreremo il Santissimo Sacramento con al termine la Benedizione Urbi et Orbi, a cui sarà annessa la possibilità di ricevere l’indulgenza plenaria, che rimette tutte le conseguenze del peccato. Questa grazia è concessa sia ai fedeli affetti da Coronavirus e a chi li assiste, in primo luogo i familiari e i sanitari, sia a tutti i fedeli che pregano per i malati. Laviamoci le mani, ma non come Pilato: non dimentichiamo i malati, i nonni, chi non lavora, chi fatica a fare la spesa".

"Oggi – si legge sempre sulla pagina Fb dell’Ac diocesana - i vescovi italiani che ne avranno la possibilità, si recheranno da soli a un cimitero della propria Diocesi per un momento di raccoglimento, veglia di preghiera e benedizione. L’intenzione è quella di affidare alla misericordia del Padre tutti i defunti di questa pandemia, nonché di esprimere anche in questo modo la vicinanza della Chiesa a quanti sono nel pianto e nel dolore”.

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In mattinata, il vescovo di Forlì-Bertinoro Livio Corazza si è recato nella chiesa del Suffragio, in piazza Saffi, per pregare. E se anche il parroco di San Giovanni Evangelista don Mauro Dall’Agata, tramite la pagina Fb della Pastorale Giovanile, invita tutti i fedeli ad unirsi in preghiera col Papa, dal sito del Sir-Agenzia di Informazione religiosa della Cei, emerge un dettaglio di grande importanza legato al gesto odierno del pontefice: “Il crocifisso di San Marcello al Corso, invocato per liberare Roma dalla peste, è stato portato in piazza san Pietro per la preghiera di guarigione dal Coronavirus di Papa Francesco”. “Alla pandemia del virus – è l’invito finale del pontefice – risponderemo con l’universalità della preghiera".

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