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Siccità, prelievi abusivi dai fiumi e nessuno fa niente

Fiumi e canali allo stremo a causa della siccità, eppure tubi e pompe per gli attingimenti rimangono li in bella mostra, nella sicurezza che nessuno intervenga. Lo sostiene il Wwf

Fiumi e canali allo stremo a causa della siccità, eppure tubi e pompe per gli attingimenti rimangono li in bella mostra, nella sicurezza che nessuno intervenga, anche dove basterebbe farsi una passeggiata a piedi. Lo rileva in una una nota il Wwf: “Considerata la comodità con cui è possibile controllare il Canale di Schiavonia, percorrendo via Firenze fra la chiesa di San Varano e la cosiddetta "curva di Rosetti", (tratto in cui il 21/08/2012 è stata riscontrata la presenza di sei attingimenti, tutti rigorosamente con tubo in acqua, alcuni con pozza scavata per cercare di pomparne una maggiore quantità), ci si domanda con quale disinvoltura è possibile agire nei tratti del canale non costeggiati da strade o addirittura nel fiume Montone le cui rive sono avvolte da una folta vegetazione che rende il "compito" ancora più semplice”.

Ecco quindi l'esito dei “sopralluoghi” del Wwf. “Non va meglio nel Canale di Ravaldino dove, sempre ben visibile dal ciglio della via del Canale è possibile ammirare una grossa pompa a sinistra della strada, con relativo tubo immerso nell'acqua del canale”. Il fiume Rabbi è allo stremo secondo gli ecologisiti: rimasto asciutto per settimane , eccettuate alcune buche più profonde, il 18 agosto  è ricomparsa l'acqua per un giorno che ha consentito di riempire il letto del fiume, permettendo un minimo ricambio d'acqua in quelle pozze che ospitano la residua vita animale e vegetale acquatica.

C'è anche chi va con le autobotti: “Non sembra accettabile neanche il comportamento di chi, come un paio di agricoltori  sorpresi per due volte ad attingere acqua in periodo di divieto, una volta con pompa e una volta con botte trainata dal trattore, in una pozza residua con circa 150 kg di pesce, di nove specie diverse, alcune tutelate dalle norme europee, senza menzionare tutte le altre specie animali presenti, che con il loro comportamento hanno determinato un più rapido prosciugamento dello specchio d'acqua e che una volta interpellati sul loro modo di agire hanno addotto scuse imbarazzanti”.

Il Wwf si scaglia contro chi dovrebbe controllare i corsi d'acqua. Sempre il Wwf: “E dire che la faccenda si ripete oramai dal 1998, 15 anni di incapacità decisionale in cui l'unico provvedimento assunto è il divieto di attingimento, che nel 2012 è stato adottato il primo agosto, quando in Romagna non pioveva più dal 10 giugno e le temperature salivano a 40 gradi. Gli Uffici dispongono di dati aggiornati, precisi, puntuali, che vengono esposti in pubblicazioni in cui si mostra che tutto è conosciuto ma non accade nulla o quasi. Infine mostra come una parte degli agricoltori romagnoli si muova in totale spregio di elementari norme scritte e non, inerenti alla civile convivenza”, è la conclusione del presidente del Wwf Alberto Conti.

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