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La grande mostra dedicata a Dante avrà 300 opere: "La più completa e nazionale nel 700° anniversario"

Firenze-Forlì-Ravenna è insomma un viaggio dovuto per chi nel 2021 vorrà approfondire la figura di Dante Alighieri, nei 700 anni dalla morte del padre della lingua italiana

Forlì si ritaglia un ruolo di primo piano nel Settecentesimo anniversario di Dante Alighieri. Se la città natale e quella di morte del Sommo Poeta sono le due estremità, solide quasi obbligate, delle celebrazioni, è sul tragitto tra le due città dantesche che si posiziona Forlì, in un ruolo altrettanto solido e meno scontato. Firenze-Forlì-Ravenna è insomma un viaggio dovuto per chi nel 2021 vorrà approfondire la figura di Dante Alighieri, nei 700 anni dalla morte del padre della lingua italiana, con Forlì - ed in particolare gli spazi espositivi dei Musei San Domenico - che si pone come tappa intermedia di grande valore, grazie ad una mostra che presenterà trecento capolavori, grazie ad una collaborazione a quattro mani tra la Galleria degli Uffizi di Firenze e la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì.

La scelta di Forlì come scenario dell’esposizione è parte di una strategia di valorizzazione di un luogo e di un territorio che non costituisce solo un ponte naturale tra Toscana ed Emilia-Romagna. Forlì è città dantesca. A Forlì Dante trovò rifugio, lasciata Arezzo, nell’autunno del 1302, presso gli Ordelaffi, signori ghibellini della città. A Forlì fece ritorno, occasionalmente, anche in seguito. E' la storia che fa dire quindi al sindaco Gian Luca Zattini che "il percorso tra Firenze e Ravenna passa da Forlì, e non da altre parti", con la città che ha tutte le carte in regola per "essere un punto di riferimento della cultura internazionale". Non è quindi per stravaganza che viene dedicata a Dante la sedicesima grande mostra di Forlì. Un numero importante come indica il presidente della Fondazione Roberto Pinza: "Il concatenarsi di tanti anni non è più un fatto episodico, ma un pezzo di storia di una città che ha trovato una vocazione nell'arte pur non avendola in passato. Ci sono città che hanno una storia e forti tradizione culturali, altre che non ce l'hanno ma mostrano una sensibilità per iniziative di eccellenza, perché ormai ci sono questi due livelli: i grandissimi eventi e quelli locali".

VIDEO - "A Forlì la più grande mostra in Italia del 2021"

Così presenta la mostra il direttore delle Grandi mostre della Fondazione Gianfranco Brunelli: “Siamo in mezzo ad una sfida, e come tutte le sfide è fatta di pazienza e rischio. Penso di poter dire che se c’è un’esposizione davvero completa e davvero nazionale, nell’anno centenario di Dante, quella forlivese si iscrive ad esserlo. Non solo la Commedia viene ricondotta lungo i rispecchiamenti che l’arte ne ha tratto, ma tutto Dante. Un viaggio dell’arte e un viaggio nell’arte che ci consente di rivedere Dante, il suo tempo e il nostro”. Il fil rouge, spiega sempre Brunelli è quel 'visibile parlare' di Dante, dove anche il testo scritto assume una valenza di immagine e che quindi ben si interconnette con le altri arti, creando una rete di richiami alimentati anche dalla grandezza che il Sommo Poeta si è visto tributare nei secoli.

VIDEO - "Si corona la collaborazione tra Uffizi di Firenze e Forlì"

Aggiunge il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt: “In questo periodo, è importante ritrovare in Dante non solo un simbolo di unità nazionale, ma anche un conforto spirituale e un riferimento culturale comune. La mostra sarà un’occasione per ripensare al padre della lingua italiana e offrirà materia per riflettere sull’importanza che l’opera dantesca – i suoi versi, i personaggi e gli eventi da lui narrati – riveste ancora nei nostri tempi”. Nell'analisi della figura di Dante non mancherà anche la restituzione delle sue stesse sembianze, Schmidt infatti annuncia che “a Forlì si vedrà per la prima volta dopo il restauro l'immagine più famosa del Poeta, quella di Andrea del Castagno”.

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La mostra 

“Dante. La visione dell’arte” si terrà nei Musei San Domenico dall’1 aprile all’11 luglio: illustrerà a 360 gradi la figura del padre della Divina Commedia e della lingua italiana attraverso  un percorso espositivo ricchissimo, con opere dal Medioevo al Novecento: tra queste, creazioni di Giotto, Beato Angelico, Filippino Lippi, Michelangelo, Tintoretto, fino ad arrivare a Sartorio, Boccioni, Casorati e altri maestri del contemporaneo. E circa 50, tra dipinti, sculture e disegni arriveranno proprio dagli Uffizi. Il proposito esplicito è di farne “una esposizione monstre”. La scelta più ovvia, in questo periodo di totale incertezza e di chiusura anche dei musei, sarebbe stata quella di sospendere l'organizzazione della grande mostra annuale di Forlì, ma nel momento difficile che il mondo intero sta vivendo, l'evento intende rappresentare anche un simbolo di riscatto e di rinascita non solo del nostro Paese, ma del mondo dell’arte e dello spirito di cultura e civiltà che essa rappresenta.
 
Il progetto nasce da un’idea di Eike Schmidt, Direttore delle Gallerie degli Uffizi, e di Gianfranco Brunelli, Direttore delle grandi mostre della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì. Curatori della mostra sono il Professor Antonio Paolucci e il Professor Fernando Mazzocca, coadiuvati da un prestigioso comitato scientifico. 

La mostra affronta un arco temporale che va dal Duecento al Novecento.  Per la prima volta, l’intimo rapporto tra Dante e l’arte viene interamente analizzato e ricostruito, presentando gli artisti che si sono cimentati nella grande sfida di rendere in immagini la potenza visionaria di Dante, delle sue opere ed in particolare della Divina Commedia, o hanno trattato tematiche simili a quelle dantesche, o ancora hanno tratto da lui episodi o personaggi singoli, sganciandoli dall’intera vicenda e facendoli vivere in sé. 

I prestiti

Circa cinquanta, tra dipinti, sculture e disegni, le opere che le Gallerie degli Uffizi, coorganizzatrici del grande evento espositivo, hanno messo a disposizione di “Dante. La visione dell’arte”. Tra queste, un corpus di disegni a tema di Michelangelo e di Zuccari. I celebri ritratti del Poeta di Andrea del Castagno e di Cristofano dell’Altissimo. E poi l’Ottocento con Nicola Monti, Pio Fedi, Giuseppe Sabatelli, Raffaello Sorbi e il capolavoro di Vogel von Volgestein, Episodi della Divina Commedia.

Non solo gli Uffizi, però, hanno aperto i loro ‘scrigni danteschi’ per la mostra: arriveranno prestiti dall’Ermitage di San Pietroburgo, dalla Walker Art Gallery di Liverpool, dalla National Gallery di Sofia, dalla Staatliche Kunstsammlungen di Dresda, dal Museum of Art di Toledo, Musée des Beaux-Art di Nancy, di Tours, di Anger; e poi dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, dalla Galleria Borghese, dai Musei Vaticani, dal Museo di Capodimonte e da innumerevoli musei italiani e stranieri.  

Il percorso della mostra

Con uno stile magniloquente e antologico, l’esposizione condurrà il visitatore alla scoperta della crescente leggenda di Dante attraverso i secoli. La prima fortuna critica del Poeta verrà mostrata attraverso le prime edizioni della Commedia e alcuni dei più importanti Codici miniati del XIV e XV secolo. Apposite sezioni saranno dedicate alla sua fama nella stagione rinascimentale, alla riscoperta neoclassica e preromantica del suo genio, alle interpretazioni romantiche e Novecentesche della sua opera ed eredità; capitoli a parte verranno dedicati all’ampia e fortunata ritrattistica dedicata all’Alighieri nella storia dell’arte, al tema del rapporto tra Dante e la cultura classica, alla figura di Beatrice, che il Poeta eleva ad emblema del rinnovamento dell’arte e delle sue stesse positive passioni.

Protagonisti della mostra saranno anche le molteplici raffigurazioni che alcuni tra i più grandi artisti hanno offerto nel corso della storia della narrazione dantesca del Giudizio universale, dell’Inferno, del Purgatorio e del Paradiso. Il percorso si concluderà con capolavori ispirati, nella loro composizione, al XXXIII canto del Paradiso. 

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