Cronaca

La civiltà contadina romagnola protagonista nel presepe di San Lorenzo in Noceto

Sotto il porticato dello stabile adibito a sede dello storico circolo Acli è stato allestito un presepe di sagome a grandezza quasi naturale

Il 2020 è stato difficile anche per chi avrebbe voluto mantenere la tradizione dei presepi da aprire alle visite dei fedeli. La pandemia ha inibito molte delle storiche iniziative nella diocesi forlivese, ma ha anche stimolato la creatività di alcune realtà. La Parrocchia di San Lorenzo in Noceto, pur essendo una delle più piccole della Diocesi, grazie all’iniziativa dei fedeli sotto la guida del parroco Don Massimo Masini, ha espresso una grande vitalità ed ha saputo mantenere la propria identità comunitaria nell’ambito dell’unità parrocchiale con San Martino in Strada, Grisignano e Collina.

L’idea messa in campo quest’anno è semplice: sotto il porticato dello stabile adibito a sede dello storico circolo Acli è stato allestito un presepe di sagome a grandezza quasi naturale inquadrate nella cornice della civiltà contadina romagnola, dove sono presenti attrezzi da lavoro dell’agricoltura, dell’artigianato e della pastorizia, oltre ad accessori domestici oggi desueti ma un tempo quanto mai essenziali per affrontare con meno disagi i rigori della stagione invernale (non senza un pizzico di ironia parrocchiale figurano nel presepe gli strumenti per riscaldare il letto che nelle case contadine venivano chiamati “prete” e “suora”).

L’insieme è ben visibile da chi transita su viale dell’Appennino, ma chiunque voglia può fermarsi nel cortile ed ammirare da vicino questo piccolo quanto piacevole slancio di devozione messo in piedi nell’ultimo quartiere forlivese della valle del Rabbi confinante con il Comune di Predappio.

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