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Venerdì, 20 Maggio 2022
Cronaca

Polizia a Rocca, Di Maio contro la chiusura: "Il presidio può rimanere a costo zero"

Nell'interrogazione il deputato fa notare che "continuare a rendere operativo il presidio di Rocca San Casciano significherebbe assicurare un presidio di sicurezza a costo zero per l'amministrazione centrale"

Mantenere il presidio di polizia stradale a Rocca San Casciano per tutelare la sicurezza della vallata e del territorio, ma soprattutto per non sprecare l'opportunità di conservare un punto di riferimento per la sicurezza di tutti che non costerebbe nulla allo Stato. E' questo il contenuto dell'interrogazione che il deputato Marco Di Maio depositerà lunedì mattina e rivolta al ministro degli interni, Marco Minniti, dopo l'ipotesi di chiusura del presidio di polizia stradale di Rocca San Casciano paventato dal presidente di Asaps, Giordano Biserni, a seguito di un colloquio con un funzionario del ministero. 

"Non dobbiamo dimenticare che fino a un anno fa quel presidio sulla carta era già chiuso - fa notare il parlamentare -; se è ancora aperto nonostante la scadenza del contratto di locazione, è solo perchè ci si è mossi in maniera compatta e senza fughe in avanti di nessuno tra Comune, prefettura, livelli istituzionali differenti e rappresentanti delle forze di polizia. Ora si apprende che, pur a fronte di rassicurazioni ottenute, ci sarebbe una retromarcia sull'intendimento di mantenere aperto quel presidio: un errore da non commettere". 

Nell'interrogazione il deputato fa notare che "continuare a rendere operativo il presidio di Rocca San Casciano significherebbe assicurare un presidio di sicurezza a costo zero per l'amministrazione centrale visto che i locali verrebbero concessi a uso gratuito da parte del Comune, che ha formalizzato questa disponibilità con una apposita delibera. Va poi ricordato che il Prefetto e tutte le istituzioni locali, le organizzazioni economiche e sociali si sono espresse in maniera contraria a questa scelta". 

"Se qualcuno, sicuramente non nella parte politica del ministero ma magari qualche dirigente tecnico, per motivi a noi ignoti e francamente incomprensibili - aggiunge il deputato -, ha deciso di fregarsene del parere delle istituzioni locali e chi vive sul territorio, è bene segnalarlo ma soprattutto non lasciare nulla di intentato per difendere i nostri presidi di sicurezza". 

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