Cronaca

Prestiti sociali a tasso zero per uscire dalla crisi con le proprie gambe: stanziati 500mila euro dal Comune

Che cos'è il progetto “La fiducia in Comune”? Essenzialmente prestiti sociali erogati da un operatore finanziario privato, in convenzione col Comune

Una nuova azione nella “rivoluzione copernicana” dei servizi sociali del Comune introdotta con l'arrivo dell'assessore Rosaria Tassinari. Se, infatti situazioni nuove impongono anche creatività e politiche nuove, il Comune ha deciso di mettere un “carico pesante” da 500mila euro nel finanziamento di una nuova misura di assistenza che non mira a soluzioni-tamponi per le persone colpite economicamente dal Covid, ma le aiuta, nel momento di difficoltà, ad uscire con le proprie gambe da una situazione di povertà temporanea e in molti casi mai sperimentata. E non a caso per questo bando è stato posto come tetto un Isee molto alto di 45mila euro, per allargare appunto il sostegno a quella che non è la “povertà storica”, ma quella nuova causata da chiusure forzate di attività economiche, casse integrazioni dei dipendenti, mancata chiamata per gli stagionali, mancati pagamenti di fornitori e minori introiti famigliari in generale.

Che cos'è il progetto “La fiducia in Comune”? Essenzialmente prestiti sociali erogati da un operatore finanziario privato, in convenzione col Comune, dove il Comune si fa carico delle garanzie e del pagamento degli interessi, lasciando così al cittadino che ne ha fatto richiesta solo il pagamento del capitale, dopo 12 mesi di pre-ammortamento senza rate e poi rate dilazionate in 3-4 anni di piccolo importo e ben sostenibili di al massimo 138 euro. Un provvedimento che può fare così da volano finanziario per, si stima, oltre cento famiglie forlivesi. “E' una procedura innovativa, non diffusa sul nostro territorio, a vedere le realtà vicine. Non è solo un contributo erogativo, ma ha lo scopo di dare una prospettiva al richiedente: un accompagnamento per ripristinare la sua autonomia economica con serenità”. Tale provvedimento, spiega sempre Tassinari, non va a discapito dei provvedimenti di emergenza come per esempio i 'Buoni spesa'.

Aggiunge la dirigente dei Servizi sociali Rossella Ibba: “A gennaio usciremo con un avviso pubblico, in cui saranno dettagliati i punti per accedere al beneficio. E' una modalità nuova per noi, perché non è un contributo o un servizio, ma un'ulteriore forma di sostegno e di accompagnamento”. Ci sono però già dei paletti chiari: i prestiti avranno un tetto di massimo 5mila euro, e saranno diretti alle esigenze legate alla famiglia, residente nel comune di Forlì, - e non quindi all'ambito lavorativo o imprenditoriale - dove bisognerà attestare una forte riduzione del reddito. Il denaro deve essere finalizzato a esigenze essenziali del nucleo famigliare, ma con maglie larghe: da una costosa riparazione dell'auto utilizzata per andare a lavorare alle spese mediche, dalla tecnologia per il telelavoro e la didattica a distanza alle spese condominiali o l'affitto, dalle cure dentistiche rinviate per mancanza di soldi agli ausili per disabili, alle spese scolastiche e a tante altre spese necessarie in famiglia che sono state rimandate. Perché, spiega Ibba, “c'è il rischio che si allarghi molto la platea delle famiglie che non possono permettersi una riparazione dell'auto o la digitalizzazione della casa”.

Da un punto di vista tecnico la domanda andrà presentata in Comune, che aprirà un'istruttoria a cui parteciperà anche l'erogatore del finanziamento, con compiti di verifica della solvibilità del richiedente e di controllo su eventuali forti morosità pregresse. “Ma la decisione ultima spetterà al Comune perché parliamo di persone che farebbero fatica, in questa situazione, ad accedere ad un prestito ordinario sul libero mercato, dove a volte basta un ritardo su una rata per essere inseriti tra i 'cattivi pagatori'”, precisa l'assessore Tassinari. “Ma nell'istruttoria sarà valutata la sostenibilità economica del debito, perché ad esempio un soggetto con forti morosità pregresse forse necessita di altri interventi, mentre questo non è adatto”, aggiunge Ibba.

Il Comune, una volta concesso il beneficio, coprirà i costi degli interessi (che cercherà di ridurre al minimo attraverso una gara aperta a più operatori finanziari, strappando le migliori condizioni sul mercato) e darà garanzia al 100% del capitale in caso di insolvenze. Le domande, si stima, potranno  essere ricevute già nel mese di gennaio al Centro Famiglie.  

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