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Prevenzione e lotta contro gli incendi: nuove regole per vivere i boschi

Una nuova carta del rischio, nuove modalità di intervento per le attività di contrasto agli incendi, ma anche nuove regole per vivere i boschi e le aree naturali protette in piena sicurezza

Una nuova carta del rischio, nuove modalità di intervento per le attività di contrasto agli incendi, ma anche nuove regole per vivere i boschi e le aree naturali protette in piena sicurezza. Sono alcune delle novità del Piano regionale di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi valido per il periodo 2012-2016. “Per agricoltori e operatori forestali, ma anche per turisti ed escursionisti, sarà più semplice svolgere le proprie attività anche nei periodi di elevato rischio di incendio, adottando le opportune precauzioni” spiega il consigliere regionale PD, Tiziano Alessandrini.

Il Piano, approvato dalla Giunta regionale, definisce specifiche modalità operative e individua strutture idonee per regolamentare le attività di fruizione del bosco, anche nel periodo estivo, quando le condizioni meteo determinano un aumento del rischio di incendio. “Tra le attività regolamentate vi sono, ad esempio, la realizzazione di aree di sosta in prossimità delle aree forestali, per le quali vengono individuate caratteristiche minime di sicurezza e un soggetto responsabile della gestione – riprende Alessandrini -. Viene prevista la formazione per i responsabili delle organizzazioni che svolgono attività nei boschi, come gli scout e, ancora, viene migliorata l’efficienza delle segnalazioni per le attività di bruciamento controllato dei residui di vegetazione, tramite mail o comunicazione su segreteria telefonica alla Forestale”.

Per gli interventi preventivi e di manutenzione della viabilità forestale, sono a disposizione risorse in parte di provenienza regionale e in parte dell’Unione europea. “Per il periodo 2007-2013 si sono stanziati 5 milioni e 500 mila euro di risorse europee del Programma di Sviluppo Rurale, circa 800 mila euro all’anno assegnati agli enti delegati (Province, Comunità montane e Unioni di Comuni) per gli interventi di manutenzione dei boschi, della viabilità di accesso e dei punti di approvvigionamento idrico – illustra il consigliere -. La Regione, inoltre, destina circa 400 mila euro all’anno per gli interventi di prevenzione nei territori del Patrimonio forestale regionale, che si estendono per oltre 35 mila ettari. Una convenzione con il Corpo Forestale dello Stato prevede poi attività di sorveglianza, controllo del territorio e lotta attiva agli incendi boschivi”.


Il provvedimento, sollecitato da amministratori locali, operatori economici, agricoltori e associazioni, “tiene conto delle dinamiche degli incendi boschivi attraverso i dati statistici su frequenza, localizzazione e consistenza degli eventi – continua Alessandrini -. Si è poi preso atto dei progressi compiuti in questi anni dalle strutture impegnate nella lotta attiva agli incendi boschivi, corpi statali e strutture di volontariato specializzato”. “Tutte queste valutazioni – conclude il consigliere regionale - tengono conto della necessità di rendere più rigorose ed efficaci le misure di repressione dei comportamenti pericolosi di origine colposa e dolosa, e di valutare le specificità delle situazioni, della professionalità degli operatori che svolgono attività nelle aree boschive, dell’oggettivo potenziamento delle forze operative avvenuto negli ultimi anni e anche della sensibilità sviluppata di recente dai cittadini rispetto al tema incendi”.

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