Sabato, 19 Giugno 2021
Cronaca

Meteo, dalle ultime ore del 2020 ai primi giorni del 2021: pioggia e neve protagonisti, le previsioni

Il 2021 esordirà infatti con nuove nevicate anche in pianura sul settore occidentale della regione

L'ultimo giorno del 2020, i primi tre del 2021 e l'Epifania trascorreranno in regime di "zona rossa", con il ritorno delle limitazioni che hanno caratterizzato le festività di Natale. Ma dal punto di vista atmosferico cosa dobbiamo attenderci? Utilizzando i termini che hanno caratterizzato gli ultimi decreti finalizzati a contenere la diffusione del covid, possiamo parlare di "zona grigia" per la Romagna e "zona bianca" per l'Emilia. Il 2021 esordirà infatti con nuove nevicate anche in pianura sul settore occidentale della regione, mentre sul Forlivese i fiocchi bianchi si vedranno solo sui rilievi.

Pierluigi Randi, tecnico meteorologo certificato e meteorologo Ampro (Associazione meteo professionisti), come trascorreranno le ultime ore del 2020?
Da giorni si è instaurata una vasta depressione di origine nord-atlantica che interessa buona parte del continente europeo e del bacino del Mediterraneo, mantenendo condizioni di generale instabilità con passaggi nuvolosi alternati a temporanee schiarite. Il vortice ciclonico è accompagnato da masse d’aria oceaniche, quindi umide ma non fredde, per cui le temperature saranno, nel complesso, leggermente superiori alla norma del periodo. Giovedì avremo una giornata con nuvolosità intermittente alternata a schiarite, ma senza piogge. Qualche nebbia non si può escludere, di notte e al primo mattino, sulle zone di bassa pianura.

Col nuovo anno farà capolino di nuovo la neve sul settore pianeggiante dell'Emilia occidentale, mentre sulla Romagna?
Il primo giorno del 2021 la vasta circolazione ciclonica presente sul continente europeo dirigerà un nuovo impulso perturbato sulla nostra penisola, accompagnato da una depressione al suolo in approfondimento tra le isole Baleari e la Sardegna in lenta evoluzione verso nord-est. Pertanto, il tempo tenderà peggiorare moderatamente con qualche pioggia debole e intermittente un po' su tutto il territorio, specie tra il pomeriggio e la serata. La neve tornerà a imbiancare l’Emilia occidentale, ma non si spingerà oltre, mentre in Romagna la quota delle nevicate si attesterà all’incirca sui 700-800 metri poiché agiranno correnti più miti negli strati medio-bassi.

In dicembre si sono viste due nevicate in pianura su buona parte dell'Emilia, mentre la Romagna ha risentito dei richiami più miti. E' l'anno dell'inverno atlantico vecchio stampo che non si vedeva da diversi anni?
Per il momento pare di sì, con un regime di circolazione caratterizzato da alte pressioni verso il nord Atlantico e quindi non in grado di proteggere l’area centrale mediterranea; in questo modo le correnti polari o artiche marittime hanno via libera verso l’Europa centro-occidentale generando depressioni a getto continuo che poi si dirigono verso la Penisola. In questo modo prevale un tipo di tempo umido, instabile, a tratti piovoso, ma non freddo.

Poi come proseguiranno i restanti giorni che conducono all'Epifania?
La situazione sarà poco evolutiva almeno fino al giorno 4, con l’area mediterranea ancora governata da circolazioni depressionarie alimentate sempre dalla discesa di aria polare o artica marittima da nord-ovest, quindi con tempo ancora complessivamente instabile e non freddo. Vero l’Epifania è possibile una parziale variazione con il trasferimento delle alte pressioni verso il nord Europa, e quindi con l’afflusso da nord-est di aria ben più fredda di origine continentale, ma che dovrebbe limitarsi ad interessare l’Europa centrale. Sul nostro territorio cambierebbe poco e saremmo ancora sotto il tiro di depressioni provenienti dalla penisola iberica; ma sulla tendenza per l’Epifania vi è ancora elevata incertezza.

E' possibile già tracciare una linea di tendenza per metà gennaio?
Probabilmente questo tipo di tempo si protrarrà fino a circa metà del prossimo mese, anche se non si possono escludere temporanee e brevi fasi più fredde per l’intervento di aria più fredda da nord-est, ma in linea generale questo regime meteorologico sembra poter durare ancora diversi giorni e caratterizzare anche la prima parte di gennaio 2021.

Come si sta rilevando il grado di affidabilità delle previsioni stagionali di questo inverno?
Per ora molto buono: nelle emissioni di ottobre e novembre i modelli del centro europeo di Reading mostravano un dicembre con temperature vicine alla norma sull’Europa occidentale e molto mite sul resto del continente inclusa l’Italia, mentre le precipitazioni erano stimate superiori alla norma sul comparto mediterraneo. Infatti sta andando proprio in questo modo, con l’Europa occidentale meno calda e più soggetta a qualche irruzione fredda di origine polare marittima, e quella centro-orientale con un mese molto mite; anche le precipitazioni sono state superiori alla norma, particolarmente sull’area mediterranea.

C'è chi esclama circa un febbraio particolarmente rigido per le conseguenze del riscaldamento in stratosfera atteso in questi giorni. Qual è la sua opinione?
In realtà gli scenari a livello sub-stagionale e stagionale evidenziati sempre dal centro europeo di Reading vanno nella direzione opposta, con una restante parte dell’inverno all’insegna di un prevalente regime di correnti atlantiche piuttosto tese, con pressione superiore alla norma su Europa meridionale e inferiore su quella settentrionale. Ciò comporterebbe, sull’Italia e sul bacino centrale del Mediterraneo, un andamento mite ma meno piovoso rispetto alla prima parte dell’inverno. Ci sono tuttavia degli elementi di particolare incertezza legati alle vicende stratosferiche, con un oramai molto probabile riscaldamento, che, talvolta, si trasmette alle quote inferiori sulla regione artica, indebolendo il vortice polare e sviluppando alte pressioni anomale inclini a intense discese di aria molto fredda verso sud. Il problema è che la trasmissione degli effetti stratosferici alla troposfera non è scontato (anzi è raro), e che non è possibile sapere in anticipo dove colpiranno le discese fredde (Usa, Europa o Asia). Qualora le dinamiche in stratosfera avessero qualche effetto più “in basso”, i riflessi li avremmo intorno metà o terza decade di gennaio, ma per ora i modelli numerici non sono di questo avviso in attesa di nuovi aggiornamenti.

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