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Venerdì, 19 Agosto 2022
Cronaca

Meteo, sarà un Natale senza neve. L'esperto: "Seconda parte d'inverno più dinamica"

Afferma Randi: "Il segnale su almeno una “comparsa” dell’inverno è ancora debole, ed in ogni caso è alquanto improbabile che prima di capodanno possa cambiare qualcosa".

Nessuna sorpresa con i fiocchi: anche quest'anno il Natale sarà senza neve. Colpa di un vasto promontorio di alta pressione, che garantirà condizioni di tempo stabile almeno fino al 28 dicembre, con nebbie insistenti in pianura e pessima qualità dell’aria causa accumulo di inquinanti nei bassi strati per effetto delle inversioni termiche. Sui rilievi le temperature si manterranno ben oltre la media del periodo. Una configurazione meteo, spiega  Pierluigi Randi, meteorologo-previsore di MeteoCenter.it/Meteoromagna.com, che ricorda i “non inverni” del 1988-1989 e 1989-90.

Dicembre secco; rilievi spogli di neve e temperature anomale: ma che fine ha fatto l'inverno?
Effettivamente l’inverno meteorologico (che è iniziato il primo dicembre) ancora non si è visto, dal momento che continua imperterrito il dominio dei campi di alta pressione di origine sub-tropicale. Ciò ha determinato precipitazioni praticamente assenti, temperature assai miti soprattutto sui rilievi, nebbie insistenti e pessima qualità dell’aria causa accumulo di inquinanti nei bassi strati per effetto delle inversioni termiche. In pianura, sempre a causa di ostinate inversioni termiche, le temperature sono state indubbiamente superiori alla norma, ma in forma meno sensibile rispetto ai rilievi, con valori minimi non lontani dalle medie del periodo (qualche debole gelata non è mancata) e valori massimi effettivamente miti. Paradossalmente fu assai più mite il medesimo periodo dello scorso dicembre (1-20) quando si ebbero, nonostante piogge alquanto frequenti, valori termici ben più elevati per effetto di correnti meridionali o sud-occidentali che molto spesso ebbero ragione delle inversioni termiche. Ma nel 2014 si trattò di mitezza perturbata, mentre quest’anno siamo di fronte a mitezza anticiclonica, e quando ciò accade il tepore si avverte assai più in quota che non in pianura.

Anche a Natale lo scenario sarà simile? Per quanto tempo si andrà avanti con l'alta pressione?
Proprio lo scorso anno nella terza decade del mese si ebbe una inversione di tendenza con una fase più fredda, mentre attualmente le prospettive sono di un tipo di tempo assai simile a quello attuale, quindi con alta pressione dominante, scarsità di precipitazioni, nebbie frequenti e temperature superiori alle medie del periodo. Una maggiore incertezza subentra a partire dal 29-30 dicembre, quando potremmo o continuare con il trend attuale, oppure vedere qualche cambiamento legato ad una maggiore debolezza dell’alta pressione. Il segnale su almeno una “comparsa” dell’inverno è ancora debole, ed in ogni caso è alquanto improbabile che prima di capodanno possa cambiare qualcosa.

El Nino ha la sua dose di responsabilità per questa anomalia?
La correlazione tra fasi di El Nino e La Nina e le tipologie di stagioni invernali sul continente europeo è granitica e la letteratura scientifica su questo aspetto presenta analisi che spesso sono controverse, anche se è possibile che esso abbia una sua influenza. La vera anomalia che sta caratterizzando l’esordio dell’attuale stagione risiede comunque nella posizione della cosiddetta “storm track”, ossia l’asse di scorrimento delle correnti perturbate, attualmente assai più a nord rispetto alla norma, anche a causa di un vortice polare particolarmente freddo e profondo. Si tratta di una situazione simile a quella che si verificò durante i “non inverni” del 1988-1989 e 1989-90, quando la presenza delle alte pressioni sul comparto europeo e sul bacino del Mediterraneo durò praticamente per l’intera stagione con precipitazioni scarsissime. Un ruolo che contribuisca ad accentuare questa particolare anomalia di circolazione sembra possa spettare a temperature superficiali insolitamente basse che da mesi si osservano nel nord Atlantico, mantenendo molto profonda la depressione semi-permanente d’Islanda che a sua volta con poderosi richiami di aria calda sul proprio settore orientale va ad alimentare le alte pressioni sub-tropicali In pratica è assai probabile che le anomalie attuali siano figlie di una serie di concause e non di una sola forzante, come peraltro spesso accade.

Quando torneranno le piogge?
In base ai dati attuali, derivati da una previsione di ensemble di diversi modelli fisico-matematici, almeno fino al 28-29 dicembre la probabilità di piogge è decisamente bassa; infatti non si notano i presupposti per l’arrivo di perturbazioni di una certa consistenza; quale piccolo disturbo non è da escludere, ma certamente l’alta pressione la farà ancora da padrona.

La seconda parte d'inverno sarà più fredda o si va incontro a configurazione bariche simili a quelle viste fino ad ora?
Gli scenari che si notano su proiezioni di tipo stagionale indicano, per ciò che possono valere (ricordiamo in margine di errore sempre elevato), una seconda parte dell’inverno potenzialmente un poco più dinamica rispetto alla prima, anche se i segnali su temperatura e precipitazioni sul bacino del Mediterraneo rimangono sempre improntati su una sostanziale mitezza, sebbene inferiore rispetto alla fase attuale, e su una certa ripresa delle precipitazioni, anche se difficilmente in grado di bilanciare il deficit fin qui accumulato. Insomma è comparso qualche segnale su una seconda parte della stagione più vivace, ma con incertezza che rimane alquanto elevata, e che non esclude anche il proseguire dell’attuale quadro meteorologico.

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