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Meteo, ondata di freddo in arrivo: "Ma non parliamo di gelo. L'inverno continuerà ad essere dinamico"

In questi giorni il termine gelo è particolarmente abusato per descrivere uno scenario semplicemente invernale e tutt'altro che eccezionale

Se si grida al "gelo" quando la colonnina di mercurio scende per poche ore di pochi gradi sotto lo zero, come può essere descritto l'evento memorabile atmosferico che nel 1985 investì buona parte dell'Italia, trasformandola in un igloo per alcuni giorni? Oppure il più recente "nevone" del 2012? In questi giorni il termine gelo è particolarmente abusato per descrivere uno scenario semplicemente invernale e tutt'altro che eccezionale. Mandando in confusione anche un semplice internauta interssato a capire l'evoluzione del tempo. Meteo che all'orizzonte non offre alcuna ondata di gelo, come spiegato da Pierluigi Randi, tecnico meteorologo certificato e meteorologo Ampro (Associazione meteo professionisti).

Randi, facciamo il punto: arriverà il gelo russo tanto 'pubblicizzato' in tv e sul web?
Beh, indubbiamente gelo è una parola grossa e del tutto inappropriata.

Cosa dobbiamo attenderci quindi?
Ci sarà un afflusso di aria fredda proveniente dal nord Europa, che avrà come obiettivo principale la penisola balcanica, questo già a partire dalla giornata di venerdì, ma la nostra regione sarà interessata solo marginalmente, poiché il grosso dell’aria fredda scivolerà più ad est. Sicuramente da sabato avremo un calo delle temperature, dapprima in quota e in seguito anche nei bassi strati, ma si tratterà di una normalissima fase fredda, peraltro breve, come tante ce ne dovrebbero essere in un inverno normale.

Di che natura saranno queste correnti fredde?
In origine l’estrazione sarà artica marittima, poi essa seguirà un percorso che la farà scendere attraverso le repubbliche baltiche, quindi i Balcani, ed infine il versante adriatico. Chiaramente, seguendo un percorso sulle zone continentali europee sarà un po' più fredda rispetto a quella affluita nei giorni scorsi, ma occorre ribadire che saremo interessati solo marginalmente.

La Romagna sarà quindi solo lambita. Ci saranno precipitazioni?
La massa d’aria sarà relativamente secca, quindi soltanto in corrispondenza del suo ingresso, scorrendo sulle tiepide acque del mare Adriatico, potrà determinare un passaggio nuvoloso ma senza precipitazioni di rilievo, salvo locali pioviggini in pianura e costa, e qualche fiocco di neve sui rilievi a partire dai 300-400 m di quota. In ogni caso saranno fenomeni quasi irrilevanti.

Di quanto caleranno le temperature?
Inizialmente le temperature saliranno, poiché le deboli correnti da nord-est avranno ragione delle inversioni termiche instauratesi in pianura nei giorni scorsi e responsabili delle moderate gelate osservate, "rimescolando" i bassi strati e quindi causando un primo aumento delle temperature minime; inoltre lungo la costa avremo inizialmente moderati venti di bora che, provenendo dal mare, innalzeranno temporaneamente il campo termico. Poi, in un secondo tempo, l’aria fredda tenderà a sedimentarsi nuovamente nei bassi strati, torneranno le inversioni termiche, e la cessazione dei venti da nord-est favorirà un’effettiva diminuzione delle temperature, soprattutto nei valori minimi. Probabilmente il calo sarà di 4/5°C nei valori minimi e di 2/3°C in quelli massimi.

Quanto durerà questa fase?
Indicativamente fino al giorno 20 circa, anche se il picco, specialmente nelle temperature minime, verrà toccato tra lunedì e martedì della prossima settimana. Domenica un debole fronte atlantico scorrerà sull’aria fredda affluita e potrà causare un aumento della nuvolosità, ma con rischio di precipitazioni molto basso essendo il fronte assai modesto; non si esclude comunque qualche sparuto fiocco di neve sui rilievi.

La terza decade di gennaio come potrebbe trascorrere?
Sembra prevalere uno scenario piuttosto dinamico, con una nuova tendenza a blocchi di alta pressione in pieno oceano Atlantico i quali favorirebbero l’approfondimento di saccature in quota di origine artica marittima sull’Europa occidentale, e quindi col passaggio di perturbazioni provenienti da ovest o nord-ovest, precedute da afflussi di aria molto mite e seguite da temporanei raffreddamenti per aria polare o artica marittima, quindi certamente non gelida. Aumenterebbero anche le precipitazioni, ma con neve solo sui rilievi, almeno in base a ciò che si può dedurre al momento attuale. Il freddo vero, rimarrebbe confinato sul nord Europa.

L'inverno ha ancora qualche colpo in canna nascosto?
Sicuramente da tempo stanno prevalendo regimi di tempo piuttosto particolari, con l’oceano Atlantico che produce ad intermittenza blocchi di alta pressione. Siccome questa tendenza sembra proseguire, complice un vortice polare troposferico non molto intenso e quindi incline a mettere in atto correnti occidentali molto ondulate e con spiccati scambi meridiani (rimonte di aria mite verso nord e discese di aria fredda verso sud), è probabile che nuove irruzioni fredde possano manifestarsi, ma il problema è capire dove andranno a colpire. In sostanza il tipo di circolazione in atto su scala emisferica è favorevole a intermittenti colate di aria fredda, ma potremmo anche non essere colpiti.

Da meteorologo una sua onesta opinione. Non c'è un abuso del termine gelo? Gelo fu quello del 1985, dell'irruzione del 13 dicembre del 2001 o del 2012 per fare un esempio.…
Esattamente. Un'ondata di freddo, per essere definita come tale, deve rispondere a determinati “requisiti”.

Cioè?
Facciamo un esempio: un'ondata di freddo in arrivo equivale ad una fase di almeno 3 giorni consecutivi con temperature al di sotto della media climatologica del periodo di almeno il 10° percentile su una determinata area. Se nella località X la media climatologica (media percentile) mi indica una temperatura di 4°C e per quattro giorni consecutivi registro 0°C, siamo in presenza di una ondata di freddo. Se questa situazione dura per 2 giorni consecutivi si parla di breve ondata di freddo. Se dura un solo giorno non siamo in presenza di alcuna ondata di freddo, ma si parla di temporaneo calo termico. Un'ondata di freddo può avvenire in qualsiasi stagione, anche in estate, basta che rispetti la regola sopra descritta. Un'ondata di freddo non significa avere obbligatoriamente nevicate, freddo e neve sono due aspetti distinti. Un'ondata di freddo in Italia non è un evento eccezionale. La climatologia italiana ne prevede almeno 3-4 nell'arco del trimestre invernale (1 dicembre-28 febbraio). Una eventuale ondata di freddo associata a nevicate anche in pianura può essere rara in alcune zone del nostro Paese, ma non è un comunque evento eccezionale in Italia.

E quando si parla di "ondata di gelo"?
Ci sono parametri più selettivi. Un'ondata di gelo implica avere temperature costantemente al di sotto dello zero per almeno 3 giorni consecutivi su almeno tre quarti del territorio considerato, per cui, in base a questi criteri, sta arrivando una normalissima fase di freddo invernale, e non sta arrivando alcuna ondata di gelo.

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