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Primi frutti della spedizione in Guatemala dei volontari di Pestelli

La recente spedizione umanitaria in Guatemala del gruppo di volontari capitanati dal fisiatra forlivese Germano Pestelli, comincia a dare frutti importanti

La recente spedizione umanitaria in Guatemala del gruppo di volontari capitanati dal fisiatra forlivese Germano Pestelli, comincia a dare frutti importanti. “Grazie al nostro corso fatto a novembre - scrive su 'facebook' l'ex primario di Medicina Riabilitativa all'ospedale Pierantoni-Morgagni di Forlì - il 17 febbraio scorso ad Esquipulas è stato aperto un centro di riabilitazione fisica per la popolazione meno abbiente”.

L'iniziativa è stata presa da Noemi Ceron Martinez e Carlos Enrique Olmedo, rispettivamente madre e figlio, al termine della “full immersion” formativa di due settimane tenuta dalle fisioterapiste Elena Boccaletti dell'ASL di Forli e Monica Castellucci dell'ASL di Prato, punte di diamante dell'equipe umanitaria del dottor Pestelli. Il centro, gestito formalmente dalla Fondazione Quique Cerón, è stato attivato al piano terra della residenza degli Olmedo, lo stesso luogo che nel novembre 2012 ha ospitato il corso per fisioterapisti in favore di 25 persone, scelte dal consorzio di solidarietà sociale della regione guatemalteca di Chiquimula, Consajo.

“Alle nostre lezioni - precisa lo stesso Pestelli, che è anche vice presidente della Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa-Simfer - hanno preso parte alcuni studenti dei corsi universitari di fisioterapia di due università guatemalteche ed altri volontari provenienti principalemnte da alcuni villaggi di confine; altri ancora erano parenti di persone disabili che volevano conoscere alcuni principi di gestione riabilitativa”. La dottoressa Martinez e il figlio Carlos, ragazzo straordinario costretto alla carrozzina da un grave incidente stradale, praticheranno terapia riabilitativa con le indicazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, cioè a prezzi popolari o addirittura gratis. La riabilitazione basata sulla comunità che Pestelli sta proponendo in tutto il mondo, soprattutto nei paesi poveri, è attuata attraverso l'insieme degli sforzi delle stesse persone disabili, dei loro familiari e delle comunità. Il prossimo modulo formativo con l'intervento dell'equipe italiana, si terrà nella primavera 2013, il terzo a novembre.

La sede del neonato “Centro de Rehabilitación Visión de ayuda, Fe, Caridad y Esperanza” dista poche centinaia di metri dall'ormai celeberrima “Ciudad de la Felicidad” del missionario laico Andrea Francia. Originario di Forlì, Francia opera da sei anni in Guatemala, dove ha realizzato un villaggio di case famiglia per niños de la calle. Nel novembre scorso, mentre Germano Pestelli, Monica Castellucci ed Elena Boccaletti hanno formato una ventina di infermieri del luogo, con gli eccellenti risultati appena descritti, gli altri volontari Cristina Magalotti e Paolo Valmori di Bertinoro e Rossano Ravaglioli di Dovadola hanno dedicato il loro tempo alla Ciudad, che ospita circa 80 fra bambini e ragazzi, d'età oscillante dai pochi mesi ai 18 anni. Sono tutti minori orfani o abbandonati, spesso costretti a vivere da randagi sulla strada in balia dei “narcos” e di violenze di ogni tipo.

“L'opera di Francia è assolutamente meritoria - ricorda il fisiatra - proprio perché sta cercando di dare una dignità di vita a questi ragazzi, pur tra mille difficoltà economiche e di gestione quotidiana”. Germano Pestelli, volontario giramondo che nel 2012 ha toccato Ghana, Etiopia, Macedonia, Albania, Montenegro, Moldova e appunto Guatemala, è appena rientrato dall'Albania, dove sta cercando da 15 anni di instillare una nuova mentalità nella cura dei disabili: “Mancano continuità e persone di buona volontà che vengano ad aiutare, a due passi dall'Italia, una popolazione che necessita di un welfare migliore. C'è bisogno di una testimonianza sociale vera, che ascolti i bisogni delle persone e provi a porre mano a cambiamenti positivi”.

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