Lunedì, 15 Luglio 2024
Cronaca

Strappo della Lega al primo consiglio comunale: la maggioranza si spacca, fumata nera per la scelta del presidente

Diversi i colpi di scena e alla fine si è manifestata plasticamente la spaccatura in maggioranza, con la proposizione di due nomi per la presidenza

Si sono riversate nel primo consiglio comunale dell'amministrazione “Zattini 2” le tensioni di maggioranza degli ultimi giorni, con un impasse che non ha permesso di eleggere il presidente del Consiglio comunale. Diversi i colpi di scena e alla fine si è manifestata plasticamente la spaccatura in maggioranza, con la proposizione di due nomi per la presidenza, Loris Ceredi (La Civica) e Marco Catalano (Fdi, ma proposto dalla Lega). E non quella indicata fino a ieri, lunedì: Daniele Mezzacapo, ex vicesindaco della Lega, addirittura assente dalla prima seduta dell'assise.

L'opposizione ha quindi fatto blocco con un proprio candidato di bandiera: Giovanni Bucci del Pd. Il risultato è stata una fumata nera: nessun candidato, infatti, ha ottenuto la maggioranza qualificata per passare al primo scrutinio. Si rivoterà tra dieci giorni, in un'altra seduta del Consiglio. Quello che si è visto, nel consiglio comunale “dedicato” agli alluvionati e allestito davanti a circa 150-200 persone al PalaRomiti, non è stato un bello spettacolo. 

VIDEO - "Ci siamo divisi in due come una mela"

Tutto ha inizio quando prendono corpo i malumori della Lega (che arriva al Consiglio con due consiglieri, mentre il terzo Massimiliano Pompignoli si iscrive al Gruppo Misto). Assente a sorpresa Mezzacapo, colui che cioè fino a ieri era presidente in pectore della maggioranza. Il suo compagno di partito, Albert Bentivogli (anche lui uscito dal Gruppo Lega per alcune ore ieri, salvo poi ritirare il passaggio al Misto), lancia la candidatura “di disturbo” di Marco Catalano di Fratelli d'Italia. Catalano, ex assessore, a fianco a lui, non si scompone minimamente. Tutti gli altri gruppi di maggioranza si compattano invece su Loris Ceredi, consigliere al secondo mandato della lista civica 'La Civica – Forlì Cambia'. 

VIDEO - Il giuramento del sindaco davanti ai 200 del PalaRomiti

All'attacco va tutta l'opposizione. Così Graziano Rinaldini, coordinatore del centrosinistra: “Non contestiamo che il presidente debba essere espresso dalla maggioranza, ma chiediamo che mostri neutralità. Ho sentito ieri il sindaco che mi confermava che il candidato della maggioranza sarebbe stato Daniele Mezzacapo, una proposta per noi irricevibile in quanto spesso si è contraddistinto per modi arroganti e parziali. Stamattina, poi, ci siamo risentiti e la proposta era cambiata verso Loris Ceredi, il sindaco mi ha passato al telefono Paola Casara che ci ha assicurato che era un candidato unitario. Ma così non è: la maggioranza è divisa”.

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E se Fabrizio Ragni, capogruppo di Fratelli d'Italia, definisce la doppia candidatura “una piccola sbavatura irrilevante ai fini dei numeri”, facendo rumoreggiare il pubblico, all'attacco vanno anche gli altri gruppi di minoranza. Secondo Federico Morgagni (Pd) sulla presidenza c'è stata una “logica spartitoria, come se la presidenza del Consiglio fosse il decimo assessorato, mentre il nome dell'esponente definito dal sindaco il suo figlioccio politico non è stato neanche presentato: la maggioranza sconfessa il sindaco”. “Non vi toglieremo le castagne dal fuoco”, rammenta Eros Brunelli, capogruppo M5s, spiegando che non avrebbero votato né per uno né per l'altro candidato. Per Diana Scirri, capogruppo Avs (Alleanza Verdi Sinistra) si è usata “intimidazione, con la minaccia di non assegnarci la vicepresidenza”.

Battibecco anche tra Bentivogli e il capogruppo della 'Civica' Leonardo Gallozzi, esponente di Italia Viva, che dice a un certo punto che la candidatura di Catalano è stata espressa da una sola persona. Gli risponde Bentivogli che “la candidatura è stata espressa da un gruppo consigliare che rappresenta 4.600 elettori”. Alla fine la votazione è il caos: la maggioranza vota Ceredi (15 voti), il solo Bentivogli vota Catalano (1 voto), il centrosinistra compatto vota Bucci (11 voti). Astenuti, invece, gli stessi Ceredi, Catalano e Bucci, ma anche la presidente uscente del Consiglio, Alessandra Ascari Raccagni (Pri nella Civica) e Damiano Bartolini di Fratelli d'Italia. 

primo consiglio 2 luglio 2024 3

Pasticcio nel pasticcio anche una procedura di dubbia legittimità, che fa alzare il sopracciglio al segretario comunale Luca Uguccioni. Due consiglieri di maggioranza si rimangiano il proprio voto a scrutinio completato ma a conteggio non ancora fatto: si tratta di Lucia Crispino (Civica) e lo stesso Albert Bentivogli, che inizialmente si astengono. Crispino ci ripensa e vota Ceredi, mentre Bentivogli spende più strategicamente il nome di Catalano. Che sia un anticipo di passaggio dell'ex assessore al Carroccio? Recordman di preferenze (454) si ritrova senza incarichi: non assessore, non presidente del Consiglio comunale, non capogruppo. Motivi per ipotizzare più di un mal di pancia da parte sua. 

E visto che dall'opposizione si paventava che la Lega fosse ormai fuori dalla maggioranza, a rimettere la questione in carreggiata è stato il capogruppo Bentivogli: “Confermiamo il nostro pieno sostegno al sindaco e alla maggioranza”. Stessa rassicurazione è arrivata anche da Pompignoli (Gruppo Misto), che ha rimandato alla prossima seduta una sua spiegazione politica dell'addio alla Lega.
 

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