Primo esperimento di ritorno a teatro: Crisalide chiude col sold-out

Luogo di discussione e di azione, il festival dedicato al teatro e alla danza contemporanea "Crisalide", nato nel 1994, diretto e organizzato da Masque Teatro, è stato tra i primi esperimenti di ritorno del pubblico in un luogo deputato allo spettacolo al chiuso

Con cinque giornate all’insegna del “tutto esaurito” il festival "Crisalide", diretto e organizzato da Masque Teatro, alla sua 27esima edizione ha confermato, al di là della contingenza, il suo radicamento nel territorio e la sua capacità di suscitare desiderio. Il pubblico è tornato in teatro negli spazi del Teatro Félix Guattari di Forlì per la prima volta al chiuso dopo l’estate, sancendo la volontà di non rinunciare allo spettacolo dal vivo nei luoghi deputati al teatro, grazie all’intelligente organizzazione del festival sulle misure anticovid. Consenso anche tra gli artisti e studiosi ospiti.

Luogo di discussione e di azione, il festival dedicato al teatro e alla danza contemporanea "Crisalide", nato nel 1994, diretto e organizzato da Masque Teatro, è stato tra i primi esperimenti di ritorno del pubblico in un luogo deputato allo spettacolo al chiuso, in questo caso negli spazi del Teatro Felix Guattari (Ex Filanda Maiani), sito nel quartiere di Schiavonia in via Orto del Fuoco 3, dopo l’estate caratterizzata dall’emergenza sanitaria. "Tutto è andato bene grazie all’intelligente preassegnazione dei posti, alla direzione artistica, alla collaborazione degli artisti e allo staff del teatro, al contributo dell’amministrazione pubblica - spiegano gli organizzatori -. Le cinque giornate, che hanno ospitato diversi spettacoli, hanno visto prenotati in anticipo i posti previsti nella tribuna per ogni appuntamento, registrando subito il “tutto esaurito” -. Grande soddisfazione pe ampio anche il consenso da parte degli artisti e degli studiosi protagonisti".

 “Crisalide misura anche in questa edizione, la 27-esima, lo scandire di una puntualità che ha nell’esserci e nel visibile le sue peculiarità - spiega Lorenzo Bazzocchi regista di Masque teatro -. Il festival prende vita sullo spegnersi delle luci d’agosto e in queste luci conferma, al di là di tutto, al di là della contingenza, che lo spirito umano è e sarà comunque, sempre, a dirla con Foucault, scintillante, dardeggiante, lampeggiante. Si dovrebbe prendere ad esempio la compostezza e al contempo la brillantezza con cui tutti coloro che hanno vissuto questa Crisalide si sono posti difronte alle necessità del rispetto e della consistenza delle cose, come essi si siano armati di una lungimiranza rara, speciale e, infine, come abbiano aggirato gli ostacoli al pari della luce che, incurvandosi, abbandona la via rettilinea nell’approssimarsi ad una “cosa” solo all’apparenza insormontabile. Gli uomini e le donne di teatro, siano essi quelli che abitano con il loro agire la scena siano essi quelli che questa scena vanno a cogliere con pazienza e avidità, hanno qui dimostrato come ci si possa porre difronte ad un ignoto, avendo come faro, ad ogni istante, l’eternità. Una Crisalide luminosa che si pone come avamposto sul futuro".

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