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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Cronaca

Processo Boccio, ascoltato un tifoso: "Feci l'abbonamento per le promesse mirabolanti"

L'udienza è stata rinviata al giorno 15 febbraio, quando saranno sentiti i promotori del comitato Christian Battistini e Lucia Bongarzone, difesi dall'avvocato Andrea Romagnoli

Nuova puntata del processo a Massimiliano Boccio, accusato di bancarotta fraudolenta e truffa relativa alla ingloriosa fine della storica principale società di basket forlivese FulgorLibertas. Martedì è stato ascoltato uno degli abbonati, che spese 400 euro per un abbonamento in parterre dopo le promesse fatte nella fase prestagionale da Boccio stesso. L'udienza è stata rinviata al giorno 15 febbraio, quando saranno sentiti i promotori del comitato Christian Battistini e Lucia Bongarzone, difesi dall'avvocato Andrea Romagnoli, oltre ai testimoni indicati dalle difese delle costituite parti civili (cioè gli abbonati truffati). Tra questi testimoni, verrà citato anche Michele Antonutti, star del panorama cestistico nazionale che all'epoca venne sbandierato come imminente rinforzo del roster Fulgor, salvo poi mai essere ingaggiato). Altra tappa processuale è fissata per l'8 marzo, quando compariranno in tribunale altri quattro testimoni indicati dalla difesa degli imputati. Il 19 aprile è prevista la discussione finale.

Il processo

I reati di bancarotta fraudolenta e truffa sono addebitati a Massimiliano Boccio e Mirela Chirisi, marito e moglie, lui patron e di fatto regista dell'allora FulgorLibertas, lei presidente della storica società cestistica forlivese. La FulgorLibertas venne dichiarata fallita il 10 aprile 2015 sotto il peso dei debiti, mentre già nel gennaio del 2015 la squadra venne ritirata dal campionato in quanto da tempo la società non pagava gli stipendi e non aveva quindi più giocatori da mettere in campo. Diverse le parti civili presenti al processo: si va dal comitato di 327 abbonati di quella stagione della Fulgor, capeggiati da Christian Battistini e Lucia Bongarzone, e difesi dall'avvocato Andrea Romagnoli. Battistini e Bongarzone hanno contenuto a poche migliaia di euro la richiesta di risarcimento, mettendo nero su bianco la volontà di destinare il (remoto) denaro che sarà recuperato a fini sociali e per la promozione del basket in città. Altri 4 tifosi, invece, hanno scelto di costituirsi parte civile in modo autonomo, dopo la prima querela del comitato, difesi dall'avvocato Vittorio Manes. Parte civile al processo è anche la curatela fallimentare dell'ex FulgorLibertas (curatore Isabella Venturelli), rappresentata dall'avvocato Bressanello, per quanto riguarda il reato di bancarotta. Alla sbarra, infine, c'è la vecchia società della FulgorLibertas per i connessi illeciti amministrativi, difesa dall'avvocato Giovanni Principato. Boccio e Chirisi sono difesi dall'avvocato Guidazzi. 

Le accuse

Secondo le ipotesi della  Procura Boccio e Chirisi furono responsabili di diversi reati al momento del crollo della FulgorLibertas, partendo dalla distrazione degli ultimi soldi restati in cassa per 167mila euro e la sottrazione delle scritture contabili. Per la Procura, in particolare, tutto partì dopo l'acquisizione della società, quando il capitale sociale venne aumentato fittiziamente da 50mila a 5 milioni di euro così da simulare una capacità finanziaria superiore al reale, il tutto grazie ad un aumento del valore, ritenuto anch'esso fittizio, della società "Gruppo Industriale Chirisi Boccio Spa" fino ad oltre 27 milioni di euro. Nel mirino della Procura c'è anche la conferenza stampa del 7 agosto del 2014 in cui Boccio annunciava il progetto di portare la FulgorLibertas nella massima serie entro due anni, fino all'approdo in Eurolega e alla quotazione in Borsa della società. Il tutto da realizzarsi tramite contratti con giocatori e allenatori di primo livello. Questo avrebbe portato all'incasso di circa 132mila euro in abbonamenti, denaro poi - sempre secondo le accuse - sarebbe stato distratto assieme agli incassi della biglietteria delle varie partite. Gli abbonati non ebbero modo di fruire del loro abbonamento fino alla fine, dal momento che il 2 gennaio 2015 la squadra venne ritirata dal campionato di A2 Gold. Da qui l'ipotesi della truffa.

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