Domenica, 14 Luglio 2024
Cronaca

Abuso d'ufficio e falso, condannati l'ex sindaco Drei e due dirigenti di Comune e Livia Tellus

Abuso d’ufficio e falso ideologico i capi di imputazione che hanno portato alla sentenza. Pronto il ricorso in appello

Processo Livia Tellus: condannati per abuso d’ufficio e falso ideologico l’ex sindaco di Forlì Davide Drei, l'ex presidente di Livia Tellus Gianfranco Marzocchi e l'ex direttore generale del Comune, Vittorio Severi. E’ arrivata nella serata di martedì la sentenza relativa al procedimento sui compensi della società partecipata pubblica del Comune di Forlì. Le motivazioni saranno depositate tra tre mesi.

Il Tribunale, presieduto dal giudice Ilaria Rosati, si è espresso nel dispositivo con una condanna di due anni di pena per l’ex sindaco Drei, due anni per l’ex direttore generale Severi e un anno e otto mesi per Gianfranco Marzocchi (pene sospese). Derubricato, invece, il reato di peculato. L'ex sindaco e i suoi due collaboratori sono difesi dagli avvocati Francesco Roppo (Drei), Marco Martines (Marzocchi), Antonio Baldacci e Achille Macrellli (Severi). Gli imputati, come confermano gli avvocati al termine dell'udienza, faranno ricorso in appello per tutti i reati contestati, compresi quelli prescritti. Da parte sua la pm Laura Brunelli al termine della requisitoria, aveva chiesto una condanna a 3 anni e 4 mesi per Drei, 3 anni e 2 mesi per Marzocchi e 3 anni e 8 mesi per Severi.

L'inchiesta

L'indagine della Procura è stata chiusa a febbraio 2018, mentre nel novembre 2017 c'era stato il suo apice con la consegna di avvisi di garanzia all'allora sindaco Davide Drei, all'ex presidente della holding delle partecipazioni nelle società pubbliche “Livia Tellus” Gianfranco Marzocchi, ed infine all'ex direttore generale del Comune Vittorio Severi. I reati contestati dall'inchiesta erano quelli di peculato, falso ideologico e abuso d'ufficio, vale a dire le accuse tipiche dei funzionari e politici che, negli atti, non avrebbero rispettato la normativa.  

La questione risiede nel passaggio della holding delle partecipazioni pubbliche “Livia Tellus” come società del solo Comune di Forlì a società estesa a tutti gli enti dell'Unione dei Comuni. In questo passaggio venne riconosciuto un aumento di stipendio tra parte fissa e parte indicata come collegata a risultati al presidente Gianfranco Marzocchi. Un compenso, quello di Marzocchi, effettivamente basso e mediamente più basso di figure equivalenti in società dello stesso tipo degli altri Comuni: era, infatti, di appena 8.000 euro annui, per la gestione di una società con un patrimonio da centinaia di milioni di euro. Ma la legge non guarda alle cifre e in quel periodo era entrata in vigore una delle leggi taglia-spesa pubblica - mirante proprio a contenere le spese nell'immensa selva di società pubbliche - per cui quello stipendio, per quanto basso, non si sarebbe potuto aumentare, ma anzi era da tagliare del 20%.

Secondo l'inchiesta, partita da un esposto del consigliere regionale della Lega Massimiliano Pompignoli e gestita dai pm Francesca Rago e Laura Brunelli ,questo avrebbe dato un indebito vantaggio patrimoniale a Marzocchi di circa 25mila euro l'anno per due anni. E per raggiungere quest'obiettivo, secondo l'inchiesta, sarebbero stati fatti dei falsi in atti ufficiali, partendo dai “visti di regolarità”. Insomma, atti viziati e illegittimi che infine avrebbero prodotto la maggiorazione di stipendio a Marzocchi.

Drei, nelle sue dichiarazioni, da parte sua, ha sempre puntato su due elementi forti della sua difesa: il primo è che non c'è stato danno per le casse pubbliche, ma anzi un maggior risparmio di quello imposto dalla legge; il secondo è che, mentre veniva gestita la pratica amministrativa, nessuno ha mai opposto un rilievo tecnico e contabile e che all'epoca non esisteva un'interpretazione univoca della norma.  Le somme che vennero indicate come indebitamente percepite furono successivamente restituite da Marzocchi.


 

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