Produzione di mascherine, il Comune dirama alle imprese il vademecum della Regione

"Stiamo diramando il più possibile le condizioni disposte dalla Regione Emilia Romagna per le imprese manifatturiere Emiliano- Romagnole che vogliano produrre mascherine chirurgiche"

Nell'ambito delle azioni messe in campo per l'emergenza Coronavirus, il Comune di Forlì sta dedicando particolare attenzione anche a veicolare sul territorio importanti comunicazioni diramate dall'intero sistema istituzionale. E' questo uno degli elementi cardine che è stato condiviso con le rappresentanze del mondo imprenditoriale e del lavoro per fronteggiare la fase di emergenza sanitaria ed economica pensando al contempo a strutturare un Patto per la ripartenza del post-emergenza.

"Fra le informazioni molto importanti di queste ore - afferma l'assessore alle attività produttive Paola Casara - stiamo diramando il più possibile le condizioni disposte dalla Regione Emilia Romagna per le imprese manifatturiere Emiliano- Romagnole che vogliano produrre mascherine chirurgiche". Il vademecum messo a punto da Arter è disponibile sul sito della Regione Emilia Romagna nella home page www.regione.emilia-romagna.it o al link https://imprese.regione.emilia-romagna.it/covid19/produzione-straordinaria-dispositivi

Il vademecum

Il documento, frutto del coordinamento dell’assessore allo Sviluppo economico Vincenzo Colla con i colleghi della Sanità Raffaele Donini e della Protezione Civile Irene Priolo, è stato messo a punto da Arter per conto della Regione, e sarà a supporto delle imprese manifatturiere emiliano-romagnole interessate a produrre questi dispositivi.

Che cosa prevede il Decreto “Cura Italia”? Le aziende produttrici che intendano avvalersi della deroga dovranno inviare all’Istituto Superiore di Sanità, Iss, un’autocertificazione nella quale dichiarino le caratteristiche tecniche delle mascherine e che queste rispettino i requisiti di sicurezza della normativa vigente, così da poter avviare la produzione. Entro tre giorni dalla autocertificazione le imprese dovranno trasmettere all’Iss ogni elemento utile per la validazione. L’Istituto si pronuncia entro i 2 giorni successivi e in caso di parere negativo il produttore deve cessare la produzione.

Ovviamente si tratta di una procedura molto controllata: le mascherine dovranno essere testate e risultare conformi allo standard EN 14683 e allo standard ISO 10993, e dovranno essere prodotte da un’azienda che abbia un sistema produttivo di qualità certificato. In Emilia-Romagna i laboratori in grado di testare e dichiarare la conformità di mascherine chirurgiche agli standard prima citati sono l’Università di Bologna e il Tecnopolo di Mirandola (Mo).

“In una situazione economica difficile per tante filiere del manifatturiero, la produzione di questi dispositivi - dichiara l’assessore allo Sviluppo economico e lavoro, Vincenzo Colla - può rappresentare un’opportunità con doppia valenza, sia sociale che economica. Con i laboratori e le competenze che abbiamo presso l’Università di Bologna e del Tecnopolo dedicato alla ricerca biomedicale riusciamo a dare un contributo concreto per realizzare prodotti necessari per la salute di operatori sanitari e cittadini”.

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L’Università di Bologna e il Tecnopolo del biomedicale di Mirandola hanno già definito una procedura interna per rispondere in modo tempestivo alle richieste delle imprese, compatibilmente con i tempi tecnici dei test. Il vademecum messo a punto da Arter è disponibile sul sito della Regione Emilia Romagna al link https://imprese.regione.emilia-romagna.it/covid19/produzione-straordinaria-dispositivi

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