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Cronaca

Dal festival al progetto europeo: Forlì si prepara a celebrare Caterina Sforza

Sarà inaugurato a giugno un nuovo festival dedicato alla Leonessa di Romagna volto a riscoprirne l'attualità culturale. Ma Caterina Sforza sarà anche protagonista del progetto europeo “Smart Heritage”

Grande interesse si è sviluppato, in Romagna e non solo, in questi ultimi anni intorno al personaggio di Caterina Sforza. Non sono mancati, infatti, studi e convegni incentrati sulla figura della “Leonessa di Romagna”. Ma la città di Forlì è pronta a fare ancora di più per celebrare questo grande personaggio che ha influenzato storia e cultura di tutto il Paese. Quello che mancava era un appuntamento di più ampio respiro che proiettasse Caterina nell’attualità. Attorno a Caterina Sforza si muove anche il progetto europeo “Smart Heritage”, a cui il Comune di Forlì ha aderito nel 2019, con il quale si intende sviluppare una nuova rotta per favorire un afflusso turistico costante e continuo, promuovendo patrimoni storico-culturali del territorio da valorizzare, con l'obiettivo di migliorare la capacità di gestione degli stessi anche attraverso l'utilizzo delle nuove tecnologie. Il filo conduttore che lega i partner internazionali del progetto (Evia in Grecia, Tirana in Albania, Mostar in Bosnia Erzegovina e la nostra Gerace) sono i volti e i personaggi storico-culturali che hanno lasciato il segno nei rispettivi territori e Forlì ha scelto Caterina Sforza, figura attorno alla quale verrà creato un prodotto turistico culturale che contribuirà alla valorizzazione della città mercuriale.

"Caterina era donna di carattere autoritario, terribile, vendicativo, spietata con nemici e traditori, rapida nel ragionamento, sincera nella parola, madre premurosa e affettuosa, governante saggia e giusta, istruita ma non accademica, sempre desiderosa di apprendere e curiosa di scoprire i segreti della natura, dell'essere umano e del mondo - evidenzia lo studioso Marco Viroli -. Era considerata bella perché rispecchiava i canoni estetici di quell'epoca, tuttavia fu con il carisma, l'astuzia, la cultura, la lungimiranza, la determinazione, la passione per le arti, compresa l'arte della guerra, in definitiva, fu con la sua “umanità” che emerse e realizzò in parte il progetto di un'unica Signoria in Romagna. Con le proprie azioni si collocò al di là del bene e del male, anticipò i tempi e, ancor oggi, correrebbe il rischio di non essere compresa fino in fondo nella sua modernità. La “Leonessa di Romagna” permane tuttora radicata nella memoria popolare e resta ancor oggi per tutta la Romagna, e in particolare per Forlì, patrimonio comune e condiviso. Giusto perciò concentrare su di lei un progetto culturale che possa attirare turisti dall'Italia e dall'estero e che possa inserirsi in un percorso a più ampio respiro che abbia per tema il Rinascimento in Romagna". 

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