Telecamere, partecipazione e rinascita degli spazi sfitti: il modello Mazzini toccherà San Biagio e Schiavonia

La Giunta Zattini ha adottato l'accordo di programma per lo sviluppo del progetto "Forlì SiCura", che interesserà l'area San Biagio e Schiavonia

Nuove telecamere di videosorveglianza. Valorizzazione del patrimonio culturale. Welfare di solidarietà. Coinvolgimento dei giovani ed un programma di eventi. La Giunta Zattini ha adottato l'accordo di programma per lo sviluppo del progetto "Forlì SiCura", ereditato dalla precedente giunta di centro-sinistra, che interesserà l'area San Biagio e Schiavonia. Sarà finanziato dalla Regione Emilia Romagna per un contributo complessivo di 102.200 euro, mentre 43.800 euro saranno a carico del Comune.

Del progetto dell'amministrazione di Davide Drei, quella del sindaco Gian Luca Zattini ha integrato, si legge nella delibera, "alcuni aspetti per incentivare la "sicurezza partecipata", da realizzarsi anche attraverso processi partecipativi già vagliati ed eventi volti a incentivare ulteriormente la fruizione delle aree e piazze del centro storico da parte di bambini e famiglie oltre che di cittadini in genere".

Nuove telecamere

Il progetto prevede l'implementazione nella zona del sistema di videosorveglianza, mediante la realizzazione di nuovi punti dotati di telecamere o il rifacimento di punti già esistenti, ma con apparati obsoleti e fuori norma, con particolare riferimento ai siti di Giardini Orselli, Piazza Ordelaffi, Via Cobelli, Via Fossato Vecchio, Via Pedriali-Cantoni, Via Regnoli, Piazzetta della Misura e Corso Mazzini. Gli interventi di prevenzione prevedono anche il potenziamento della pubblica illuminazione e la sostituzione degli arredi danneggiati. Il costo stimato per queste opere è di 72mila euro.

Il "modello Mazzini"

Poi c'è l'aspetto "umano". "Forlì SiCura" prevede la realizzazione di attività sociali, di animazione culturale e formative finalizzate al rafforzamento della coesione sociale e alla valorizzazione delle risorse di comunità, nonché al sostegno di processi partecipativi e progetti di rete che vedano i cittadini protagonisti di interventi di cura e rigenerazione, il tutto con il coinvolgimento di associazioni e realtà presenti nell'area in oggetto e nelle aree limitrofe anche al fine di dare continuità a processi partecipativi già in essere e già vagliati dalla nuova amministrazione locale e dalla Regione (costo stimato 74mila euro). Ci sarà anche una mappatura dei negozi sfitti al fine di attivare percorsi per il riutilizzo anche ai fini sociali, favorendo un approccio partecipativo della comunità.

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