Museo della Ginnastica, il Comune cambia il progetto. Samorì: "Dimissioni in massa nel comitato scientifico"

La nuova amministrazione di centro-destra intende modificare il progetto del Museo della Ginnastica, previsto per l'ex Gil di viale della Libertà. E' quanto emerso in un duro scontro tra l'assessore alla Cultura Valerio Melandri e l'ex assessore Pd Sara Samorì

La nuova amministrazione di centro-destra intende modificare il progetto del Museo della Ginnastica, previsto per l'ex Gil di viale della Libertà. E' quanto emerso in un duro scontro tra l'assessore alla Cultura Valerio Melandri e l'ex assessore Pd Sara Samorì, che in passato ha seguito il progetto. Lo scambio è avvenuto in un question time in Consiglio comunale di lunedì pomeriggio.

Melandri è subito partito con l'affondo parlando di “un museo della ginnastica di cui tanto si è parlato ma poco realizzato”, risalendo nel tempo al “al 2006 quando Forlì ha vinto una gara per un  finanziamento grazie ad un'azione importante di Bruno Grandi, all'epoca ai vertici della federazione della Ginnastica: arrivarono così due milioni di euro, ma solo a patto di realizzare un museo della ginnastica, questo 14 anni fa”. E critica: “Lo stesso Bruno Grandi venne da noi appena eletti confidando di sentirsi preso in giro dalle precedente amministrazione, posizione riconfermata dalla figlia, con cui abbiamo contatti frequenti”. 

Per Melandri “è fuori dalla logica museale moderna l'idea di un museo di cimeli della ginnastica, chi mai verrebbe a vedere un museo di questo tipo? Quindi con la famiglia, e coinvolto Giovanni Malagò (presidente del Coni, dr) abbiamo deciso di declinare il museo sul tema del corpo, del rapporto dell'essere umano col corpo. Abbiamo provveduto quindi a emanare il 1 aprile l'avviso di selezione pubblica per il progetto del museo della ginnastica, con 4 candidature pervenute. A ottobre si conclude il lavoro della commissione, mentre fino a giugno 2021 gli spazi saranno impegnati per gli usi scolastici. In 6 mesi è stato fatto quello che nei 14 anni precedenti non era mai stato fatto”.

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Durissima la replica di Samorì: “E' una vergogna che un assessore alla Cultura si presenti in consiglio non sapendo niente del progetto. Un museo di cimeli? Il tema dello sport e benessere, una modalità interattiva di fruizione, è tutto nel progetto già agli atti. Bruno Grandi era molto contento del progetto, realizzato proprio dal comitato scientifico che lui presiedeva. Ora l'assessore dimentica di dire che il comitato scientifico si è dimesso in massa proprio perché in disaccordo con questa superficialità ne non conoscere il progetto. Ma il progetto esistente è l'unico che porterà il nome di Bruno Grandi”.

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