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Programma di mandato, dibattito infiammato in Consiglio: "Sindaco vaso di coccio tra vasi di ferro"

Duro confronto politico in Consiglio comunale, mercoledì pomeriggio, dopo la presentazione delle linee programmatiche del sindaco Gian Luca Zattini, con l'opposizione sulle barricate.

Duro confronto politico in Consiglio comunale, mercoledì pomeriggio, dopo la presentazione delle linee programmatiche del sindaco Gian Luca Zattini, con l'opposizione sulle barricate. Il principale documento politico discusso nell'assise cittadina discusso dopo le elezioni che hanno visto la vittoria del centro-destra dopo quasi cinquant'anni di governo di centro-sinistra della città, come era prevedibile ha dato la stura ad un dibattito infiammato, con dure prese di posizione.

Critici i gruppi di opposizione. Daniele Vergini, capogruppo del Movimento 5 Stelle ha aperto le danze: “Gli annunci altisonanti della compagna elettorale si scontrano con la realtà. In queste linee di mandato non ci sono tabelle di marcia, priorità, è tutto molto annacquato e contraddittorio. La verità è che il centro-destra non aveva un programma elettorale chiaro, si è concentrato nel creare una rete di consenso e siete stati bravi a farlo. Avete costruito una casa senza fondamenta destinata a sfaldarsi nel tempo, dato che avete promesso tutto e tutti. Noi abbiamo fatto un percorso completamente diverso, approfondito i problemi dei quartieri, raccolto le idee con un lavoro di gruppi tematici, un documento di 100 pagine di proposte puntuali. Questo è il modo serio di lavorare”. E conclude: “Sono linee programmatiche scadenti e generiche, mi aspettavo qualcosa di più. E' poco vincolante e poco innovativo, vediamo continuità con i progetti della precedente amministrazione. Vi siete fatti eleggere invocando il cambiamento, ma il metodo è rimasto quello di prima”.

Le linee programmatiche del sindaco: tutti i progetti

Programma che invece piace a Elio Dogheria, capogruppo della lista di Zattini 'Forlì cambia': “Nei programmi si può scrivere di tutto e di più, ma l'amministrazione si misurerà sulle scelte concrete e su questo si verrà giudicati dai cittadini. Mi sembra che ci sia un cambiamento culturale, al centro di questo programma c'è la persona e un concetto di interesse pubblico che non coincide con la gestione dell'ente, ma con gli interessi dei cittadini. Lo vedo nei servizi alla persona, dove per esempio il privato sociale va allargato sempre di più, che costa meno”. Ed ancora: “Senza una macchina comunale efficiente non si va da nessuna parte, occorre investire sulla formazione dei dipendenti comunali, specialmente nei ruoli tecnici”. Quindi la promessa di voti non per partito preso: “Per quanto ci riguarda non ci saranno votazioni a scatola chiusa e senza percorsi condivisi. Le scelte siano condivise e non comunicate ex post dopo averle fatte”.

Toni aspri dal centro-sinistra. Federico Morgagni, capugruppo di 'Forlì e co' bacchetta “l'assenza di una visione strategica. Se tutto è priorità non lo è nulla. Non si amministra senza una visione del futuro. Trovo bizzarra l'enfasi retorica sul cambiamento e poi il confronto con la realtà concreta. Gli elementi di rottura che dovrebbero trasformare il volto della città sono ben pochi”. In certi punti il programma viene definito “ideologico, come quando si vuole imporre la propria visione del mondo, lo vediamo sul 'diritto a non abortire', la legge 190 dice che la scelta è solo della donna, altro sarebbe promuovere un educazione alla sessualità consapevole. Manca poi la visione dell'economia e non si chiarisce che la priorità assoluta è il passaggio all'economia circolare. Non si parla di qualità del lavoro”.

Davide Minutillo, capogruppo di Fratelli d'Italia si toglie alcuni sassolini dalle scarpe e parla di sostegno all'amministrazione ma con riserva: “Ho condiviso alcuni passaggi dei consiglieri di opposizione sull'università e le perplessità del progetto dell'Alma Mater a Forlì. Mi riservo su questo progetto di avere qualche dubbio sull'esborso di risorse pubbliche dal Comune in aiuto all'Università di Bologna, mentre il Comune deve continuare ad essere soggetto terzo per portare la migliore offerta in città, che sarà il Ministero dell'Istruzione a dire quale”. “Su molti punti del programma siamo d'accordo, per esempio sulle grandi opere, e il collegamento all'E45, siamo contenti che sia entrato nel dibattito politico cittadino”. Quindi l'affondo: “Ci sarebbe piaciuto nel capitolo dei servizi sociali vedere 'Prima gli italiani', che era nel nostro programma e in quello della Lega. Chi viene da fuori e non ha contribuito allo sviluppo del territorio, deve venire dopo”. Quindi una polemica non nuova: “Non ci è stato dato il giusto riconoscimento visto il nostro risultato elettorale (la mancata nomina di un assessore, ndr), ma non ci interessano le poltrone. Siamo leali e ci aspettiamo lealtà ai nostri elettori”. 

Affondo duro di Soufian Hafi Alemani, capogruppo Pd: “E' un programma poco rispettoso della storia della nostra città, dove è stato edulcorato il programma elettorale del sindaco. Si usano spesso espressioni come  'Rivedere' e 'Ripensare' e manca un'analisi politica della città. Per esempio sull'Unione dei Comuni  Forlì abdica con miopia al ruolo che la città ha nel contesto territoriale. Non si parla di sviluppo sostenibile, non è più l'epoca dei mutui nel cemento. Non si parla di città nel suo complesso, di quartieri e periferia. Non si parla di associazionismo, il perno del nostro tessuto sociale. Il sindaco non ha avuto il coraggio di dare una sua linea, non ha voluto fare scelte sue e quindi a volte 'divisive'. Non c'è la sua visione della città. Credo di sapere il perché il sindaco ha fatto questa scelta: si è reso conto di essere un vaso di terracotta in mezzo ad un vaso di ferro”.

Per la maggioranza prende le difese Lauro Biondi, capogruppo di Forza Italia: “Dal centro-sinistra ho sentito un dibattito da 'fine del mondo'. Noi abbiamo  proposto un cambio di marcia, radicale, culturale della città. Il vero vaso di coccio è la città. Per esempio non c'è cittadino in questa città che sull'Unione dei Comuni non dica che le cose vanno per lo meno riviste. Nel centro destra ci sono culture per bilanciare le varie posizioni e dialogare con intelligenza con gli alleati di Lega e Fratelli d'Italia, nel nome dell'interesse generale”.

Infine Massimiliano Pompignoli, capogruppo della Lega: “Definiamo questa amministrazione come ripartenza dall'anno zero. Ringrazio il sindaco e gli assessori che hanno lavorato per la stesura delle linee programmatiche, non è una visione generica ma molto particolareggiata rispetto alla linee programmatiche lette in precedenza dal centro -sinistra, come quelle dell'ex sindaco Roberto Balzani, che erano quattro paginette senza molta discussione. La verità è che dobbiamo rimediare ai tanti disastri degli anni precedenti: una città scollegata dal mondo, il centro storico devastato, una città demolita dal punto di vista delle infrastrutture con l'aeroporto chiuso dal 2012. Siamo all'anno zero, ricostruire e non sarà semplice e non abbiamo la bacchetta magica per risolvere tutti i problemi evidenziati, ma creati dal centro-sinistra. I cittadini che ci hanno votato verificheranno se questa amministrazione sarà capace di fare un passo in avanti”. 

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