Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Promotore ludopatico si gioca 2,6 milioni, Azimut: "Collaboriamo coi clienti truffati"

Recuperare i propri risparmi, le somme affidate al promotore finanziario che se le è intascate per anni e che poi le ha dissipate al gioco del lotto non sarà affatto facile

Recuperare i propri risparmi, le somme affidate al promotore finanziario che se le è intascate per anni e che poi le ha dissipate al gioco del lotto non sarà affatto facile. Sono 63 le posizioni conteggiate, alcune anche afferenti a più persone della stessa famiglia, per un totale di 2,6 milioni di euro. Denaro che è sparito a persone tutte residenti tra Forlì e la valle del Bidente, alcuni di loro anche parenti stretti del promotore finanziario che operava con base a Meldola e che è andato ad autodenunciarsi in Procura quando la sua truffa è collassata come un castello di carte

E' stato lui stesso, quando si è presentato agli inquirenti, a presentare un foglio con l'elenco degli ammanchi, con nomi dei truffati e il relativo importo. Dopo l'autodenuncia, assistito dall'avvocato Carlo Nannini del Foro di Forlì, è andato in un centro specializzato per la cura delle depressioni, mentre dovrà poi affrontare l'altro “mostro” che lo ha divorato per anni, vale a dire la ludopatia. Il sua “demone” in questo caso era il gioco del lotto in cui scommetteva grosse cifre, di denaro non suo ma che gli era stato affidato dai numerosi clienti che lo consideravano come “uno di famiglia”, come ha spiegato in una sua intervista uno dei truffati, una famiglia della valle del Bidente che ha visto sparire 200mila euro circa.

Lo spiraglio nella legge

Tuttavia per le vittime pare esserci più di uno spiraglio. Esiste una norma compresa nel testo unico dell'intermediazione finanziaria che va in soccorso agli investitori che hanno visto andare in fumo i loro soldi affidati al promotore 62enne, ormai prossimo alla pensione, che comunque agiva per la nota società finanziaria Azimut e anche per questo dava affidabilità. La legge prevede infatti la responsabilità in solido tra il promotore infedele ma anche per la società finanziaria che gli ha conferito l'incarico. Una norma che chiaramente trova applicazione aprendo un contenzioso. 

La disponibilità di Azimut

Azimut d'altra parte ha subito preso in mano direttamente la vicenda, mandando suoi funzionari dalla sede centrale nell'ufficio di Meldola dove operava il promotore infedele. Alcuni dei truffati hanno già incontrato gli inviati a mettere ordine tra le carte del promotore finanziario, studiarle e capire la mole dell'ammanco. Sollecitata a riguardo Azimut fa sapere che “la società si è fin da subito resa disponibile a collaborare con i clienti coinvolti e che, verificate le modalità poste in essere dagli stessi, è disponibile ad attivare tutti gli strumenti per il soddisfacimento delle loro richieste”. Insomma, un'apertura a chi ha visto volatilizzare il loro denaro.

Il raggiro

Le modalità della truffa sono ancora al vaglio della Guardia di Finanza, che sta indagando dopo l'autodenuncia e che ha raccolto le successive querele dei clienti truffati. Per il promotore finanziario si ipotizzano i reati di truffa aggravata, appropriazione indebita oltre ad una serie di reati connessi alla normativa specifica sull'intermediazione finanziaria. In sostanza, però, il professionista avrebbe fatto sottoscrivere dei piani di investimento ai clienti, raccogliendo il denaro, ma di fatto non depositandolo mai. Per un certo periodo lo stesso promotore finanziario avrebbe fatto fronte alla valanga che gli stava piombando addosso utilizzando il denaro delle nuove adesioni per coprire i buchi di quelle vecchie, ma a un certo punto – come era inevitabile che fosse – il sistema è saltato, non è stato più in grado di far fronte alla richieste di entrare in possesso degli interessi sulle somme investite ed è infine scomparso dalla circolazione, fino al momento dell'autodenuncia, schiacciato dal demone del gioco. Agli inquirenti avrebbe spiegato di essere pronto, nei limiti delle sue disponibilità, a ripagare gli ammanchi, ma il suo patrimonio non copre la cifra di almeno 2,6 milioni mancanti.

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