Ex Eridania

"L'ex Eridania può essere la nostra torre Eiffel. Forlì può diventare la capitale italiana della biodiversità"

Per Massimo Viroli, coordinatore provinciale di Forza Italia, l'ampio spazio potrebbe essere sede di un giardino botanico nazionale. Idea che l'esponente berlusconiano rilancia

Che ne sarà del complesso dell'ex Eridania? Continua il dibattito su come strutturare l'area acquisita dal Comune lo scorso novembre per poco meno di 900mila euro. La Fondazione Carisp di Forlì sarebbe favorevole alla realizzazione di un centro paralimpico, una struttura sportiva che possa garantire l’accesso allo sport alle persone diversamente abili. Per Gabriele Zelli ed ex assessore all'urbanistica, l'immobile principale potrebbe essere vista come "una degna sede del Museo della Civiltà Contadina", mentre per Massimo Viroli, coordinatore provinciale di Forza Italia, l'ampio spazio potrebbe essere sede di un giardino botanico nazionale. Idea che l'esponente berlusconiano rilancia.

"Io punto il dito alla Luna e gli altri guardano il dito - premette Viroli -. L’area ex Eridania è un occasione storica e irripetibile per fare qualcosa che caratterizzi Forlì. L’area sportiva e il museo della civiltà contadina sono tutte cose belle e utili, ma si fermano lì.
Non ci rendono speciali. Forlì ha bisogno di narrazione di un atto concreto. Eataly se ne andato e Zara non ha accettato di venire nella nostra città per mancanza di interesse, e men che meno conosciuta, perché non ha un identità, ricordiamocelo. La narrazione è importante. Non siamo conosciuti, questa è la verità. Dobbiamo essere conosciuti a livello nazionale per un simbolo importante, la nostra torre Eiffel".

Argomenta Viroli: "Un'area sportiva ce l’anno tutti, è un dovere civico, ma può essere collocata in un altro posto. Tengo a precisare per coloro che pensano che il progetto sia un semplice parco, o orto dove piantare le patate da raccogliere e mettere sulla tavola col prezzemolo, oppure che necessiti di molti anni per far crescere le piante, non è esattamente così. Il Giardino Botanico Nazionale viene allestito con piante già mature, con cui si allestiscono spazi organizzati, ed altre in crescita, e gli studi scientifici fatti dagli universitari servono per una continua ricerca per mantenere la nostra produzione sempre ai vertici della qualità mondiale, senza ricorrere ai brevetti Ogm delle multinazionali. Bisogna immaginarsi delle enormi bellissime serre con all’interno ambienti differenziati piene di fiori e piante esotiche multi colori di tutte le parti del Mondo". Insomma, "Forlì deve diventare la Capitale Italiana della biodiversità". Come il Kew Gardens di Londra: "Non sono un visionario, ogni cittadino Forlivese e da ogni parte d’Italia, sognerebbe di passeggiare nel Paradiso Terreste, il Giardino Botanico Nazionale, il simbolo di Forlì".

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