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Venerdì, 9 Dicembre 2022
Cronaca

Caos al liceo artistico, la protesta delle famiglie: "Ragazzi lasciati a casa un giorno feriale senza alcun confronto"

Non si placano le polemiche delle famiglie che hanno i figli che frequentano il Liceo Artistico 'Canova' di Forlì. La scuola sta soffrendo di mancanza di spazi e l'anno scolastico è partito all'insegna delle proteste

Non si placano le polemiche delle famiglie che hanno i figli che frequentano il Liceo Artistico 'Canova' di Forlì. La scuola sta soffrendo di mancanza di spazi e l'anno scolastico è partito all'insegna delle proteste, sia da parte di esponenti politici, come il consigliere regionale della Lega Massimiliano Pompignoli, ma anche e soprattutto delle famiglie. Ben 52 genitori non ricevendo risposte adeguate dalla dirigenza della scuola, che avrebbe invece invitato gli scontenti a cambiare istituto, hanno quindi scirtto formalmente al provveditore dell'Ufficio Scolastico Provinciale, chiedendo un intervento.

Alcune di loro hanno scritto una lettera aperta alla preside della scuola, Elettra Stamboulis, mettendo nel mirino la decisione, a quanto pare presa all'ultimo e senza condivisione, di organizzare una settimana corta, lasciando gli studenti a casa un giorno alla settimana durante i feriali, quando i genitori sono normalmente al lavoro. Un disagio non da poco. Scrivono alcune famiglie: “Siamo un discreto numero tra genitori e studenti a sentirsi delusi e presi in giro dalla dirigente scolastica del Liceo Canova di Forlì. A pochi giorni dall’inizio della scuola siamo venuti a conoscenza attraverso il registro elettronico che i ragazzi avevano un giorno intero alla settimana a casa da scuola. Normalmente , quando questo accade, si pensa sia la classica settimana corta col sabato a casa, invece dall’orario si è visto che sarebbe stato un giorno qualunque, chi il lunedì, chi il martedì e così via”.

Ed ancora: “Diverse sono state le telefonate dei genitori in segreteria e a qualcuno è stato risposto che si trattava di un “giorno di riposo” che sarebbe scomparso con l’orario definitivo, mentre invece ad altri che sarebbe rimasto e di chiedere chiarimenti alla dirigente scolastica. Diversi genitori hanno scritto alla dirigente la quale ha risposto che era una decisione presa a causa della mancanza dei locali scolastici e per scelta didattica in modo da seguire il modello di scuola francese che prevede una settimana corta”.

Prosegue la protesta delle famiglie: “Molti genitori si sono chiesti se fosse legittima e democratica una scelta fatta senza coinvolgere né informare le famiglie prima dell’inizio dell’anno in quanto ciò determina notevoli disagi visto che lasciare a casa un ragazzino tutta la mattina da solo comporta alcuni rischi oltre che risulta certamente poco proficuo in termini di rendimento. Tra i ragazzi ci sono anche alunni che, per motivi diversi, o un disagio certificato, non possono restare soli a casa. Ad alcuni di loro la referente del sostegno ha proposto di portarli a scuola anche la mattina del “giorno libero” e lasciarli con altre classi a frequentare i laboratori insieme ad altri studenti che hanno la necessità di insegnanti di sostegno, per seguire delle attività che non hanno a che fare col progetto didattico della propria classe di appartenenza. Ci chiediamo se questo significa fare scuola o solo “babysitteraggio” visto che questi ragazzi non starebbero coi loro compagni e probabilmente con classi di livello diverso dal loro”.

Per le famiglie, poi, non c'è traccia in nessuna delibera interna di questo 'modello francese': “Ci chiediamo in quale sede sia stato deliberato questo modello “alla francese” in quanto dai precedenti verbali non si trovano delibere nei consigli di istituto, dove è democraticamente presente anche una componente genitori e studenti e nemmeno si trova traccia di questo “modello” nel Piano Triennale per l’Offerta Formativa che è il vademecum di ogni istituto. Abbiamo scritto anche al Provveditore dell’Ufficio scolastico di Forlì oltre che all’Ufficio scolastico Regionale ma purtroppo nessuno fino ad oggi ci ha contattato”.

E concludono: “Questa situazione sta creando molto malumore a tanti genitori e ci sentiamo presi in giro oltre che preoccupati visto che, peraltro, già i nostri figli perdono 20 giorni di scuola all’anno dovuti alla riduzione oraria scolastica che è passata da 6 ore da 60 minuti a 6 h da 50 minuti. I ragazzi in pratica faranno 4 anni e mezzo di scuola anziché 5! Il rammarico più grande? Quando la dirigente ha risposto alle nostre mail suggerendo che “ci sono altri licei artistici sul territorio”.

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