Sicurezza: Romagna Acque firma un protocollo con il Soccorso Alpino e Speleologico

La sua attività si svolge su un territorio vasto, circa 100 chilometri da Castel del Rio fino a Pennabilli, e interessa 28 Comuni

E’ stato firmato un protocollo d’intesa fra Romagna Acque-Società delle Fonti spa e il Soccorso Alpino e Speleologico dell’Emilia-Romagna (Saer), che è una articolazione territoriale regionale del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico del Club Alpino Italiano (Cnsas), riconosciuto dalla Protezione Civile come come “soggetto di riferimento esclusivo per l’attuazione del soccorso sanitario nel territorio montano e in ambiente ipogeo”. La sua attività si svolge su un territorio vasto, circa 100 chilometri da Castel del Rio fino a Pennabilli, e interessa 28 Comuni.

Il protocollo, che avrà durata settennale, fino al 2023, parte da una serie di considerazioni legate al territorio su cui Romagna Acque opera e alla ricerca costante da parte della Società di garantire, sia al proprio personale che alle comunità del territorio, le maggiori garanzie possibili in termini di sicurezza (il che ha già portato, un paio d’anni fa, alla firma di un analogo protocollo d’intesa con la direzione regionale dei Vigili del Fuoco; mentre in prospettiva sono allo studio analoghi accordi con Protezione Civile e 118). In particolare, va considerato da un lato che il personale di Romagna Acque opera senza presidio fisso sulla maggior parte dei siti dislocati sul territorio; dall’altro, che nell’area della Diga di Ridracoli, oltre al personale di Romagna Acque che opera con permanenza fissa, è rilevante la presenza turistica (oltre 40mila presenze annue, soprattutto concentrate nelle domeniche del periodo estivo).

Queste due considerazioni sono alla base del protocollo: Romagna Acque ed il Saer hanno infatti il comune obiettivo di prevenire e mitigare i rischi di eventi connessi alle attività dell’uomo, in particolare per il caso in cui le attività si svolgano in ambienti impervi e ostili quali quelli di competenza di Romagna Acque. Viene cioè riconosciuta l’importanza primaria di poter portare soccorso e organizzare il salvataggio del personale di Romagna Acque operante in tali territori, oltre che di coloro che avessero a rischio la propria vita nei territori medesimi. Fra i vari punti sottolineati dal protocollo, Romagna Acque concede a Saer  uno spazio nella Casa di Guardia di Ridracoli per il ricovero di materiali di utilizzo per il pronto intervento (dotazione completa di materiale tecnico per il soccorso in montagna); concede supporto logistico ed accoglienza presso le proprie strutture per Corsi di formazione o aggiornamento inerenti alla materia di soccorso in montagna; e rende disponibili eventuali aree di proprietà utili all’elisoccorso, che saranno individuate attraverso sopralluoghi congiunti fra i referenti di Romagna Acque, Saer e personale del 118.

Saer, dal canto suo, si impegna ad effettuare ricerche di persone disperse e a coordinare ed effettuare soccorsi a persone infortunate o in pericolo di vita; offre la pronta disponibilità di una squadra tecnica per le attività di prevenzione e soccorso nelle giornate con maggior affluenza di pubblico nell’area della Diga di Ridracoli; offre l’assistenza al personale di Romagna Acque per interventi programmati, sopralluoghi e-o segnalazioni di zone pericolose (frane, zone rocciose e ispezioni in gallerie), con l’eventuale utilizzo di tecniche alpinistiche; e offre la propria attività al fine di supportare il personale di Romagna Acque nella verifica annuale (primaverile) dello stato e della pericolosità dei sentieri costituenti la rete escursionistica all’interno del territorio di competenza Romagna Acque, in particolare nel comprensorio della Diga di Ridracoli.
 

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