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Il PdL: "La Regione Romagna non è un costo in più"

Non vi è alcuna prova che la Regione Romagna costituisca un aggravio di costi, quindi meglio realizzare questa che la Provincia Unica. E' il ragionamento che il capogruppo del PdL Stefano Gagliardi

Non vi è alcuna prova che la Regione Romagna costituisca un aggravio di costi, quindi meglio realizzare questa che la Provincia Unica. E' il ragionamento che il capogruppo del PdL Stefano Gagliardi in consiglio provinciale a Forlì fa in un documento che sarà sottoposto all'attenzione del Consiglio.

Dice Gagliardi: “Da più parti, in primis dal Governo, è stata più volte sottolineata la necessità di eliminare le Province perché ritenute ente inutile e non più indispensabile, non si capisce per quale motivo un ente così valutato, possa invece diventare necessario una volte tolte competenze fondamentali ( le politiche sociali, la sanità, l’Agricoltura, il coordinamento delle politiche di sviluppo rurale collinare e montano, l’istruzione, i servizi per il turismo, le politiche per il lavoro, i servizi per l'impiego, la formazione professionale) solo perché di maggiore dimensione.

Sempre Gagliardi: “In questo quadro l’autonomia romagnola, successiva alla totale e completa eliminazione delle Province è una realtà da affrontare. Sono incomprensibili le  prese di posizione di alcuni partiti politici favorevoli all’area vasta, alle aggregazioni provinciali, al territorio spezzettato o inquadrato secondo determinati interessi, quando poi ogni problema riconduce alla governabilità del nostro territorio, al grado di incidenza sulle realtà economiche, sociali, ambientali locali; elemento che non migliorerà certamente con la nascita della provincia unica”.

Quindi “la Regione Romagna nascerebbe “per scorporo” da quanto già esiste e viene gestito oggi dalla Regione Emilia-Romagna ed una volta eliminate le Province non sarebbe certo un problema reperire eventuali spazi; i vantaggi sarebbero nettamente superiori agli svantaggi. E’ sufficiente  pensare alle potenziali capacità del territorio romagnolo qualora fosse possibile il rapporto diretto, a tutela dei propri interessi e di quelli dei propri cittadini, non solo con il Governo ma anche con l’Europa”.

“L'allentamento della morsa burocratica, il varo di politiche di sostegno e sviluppo sul versante finanziario e dei tributi locali a vantaggio delle famiglie e delle imprese saranno obbiettivi più facilmente raggiungibili in una  Regione autonoma, piuttosto che tramite un ente di secondo livello e privo di organi elettivi che dovrà confrontarsi ancora con Bologna”. Per questo cGagliardi chiede che si voti questa risoluzione: “Il consiglio provinciale di Forlì – Cesena si dichiara favorevole alla Regione Romagna  ed impegna il Presidente e la Giunta ad attivarsi affinchè  nei consigli comunali del territorio provinciale venga quantomeno affrontata la richiesta del il Referendum volto al riconoscimento della suddetta Regione quale superamento delle 3 province Romagnole”.

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