Pubblico impiego in sciopero: manifestano anche i pensionati "per un sì al cambiamento del Paese"

"L’emergenza sanitaria che stiamo vivendo ha messo in luce l’importanza di avere di servizi pubblici qualitativamente e quantitativamente efficienti", viene evidenziato

I sindacati dei pensionati Spi, Fnp e Uilp del territorio di Forlì sostengono e condividono le motivazioni alla base dello sciopero del Pubblico Impiego. "Il nostro sostegno è "no" alla frattura generazionale e un "sì" al cambiamento del Paese, per rilanciare la sanità pubblica, i servizi socio-sanitari, la scuola e l'istruzione, in generale il welfare come grande fattore di cambiamento e di nuove opportunità di lavoro, e l’approvazione, finalmente, della legge sulla non autosufficienza. Tutti questi sono fattori fondamentali per rinnovare il Paese".

Proseguono i sindacati: "L’emergenza sanitaria che stiamo vivendo ha messo in luce l’importanza di avere di servizi pubblici qualitativamente e quantitativamente efficienti, che dovranno continuare a garantire la propria missione riaffermando la loro funzione fondamentale a sostegno dello
sviluppo e della crescita del Paese". Obiettivo dello sciopero "costruire una Pubblica Amministrazione migliore, più efficiente, per la sicurezza nel lavoro pubblico; reclamare un nuovo piano di assunzioni e per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro scaduto da anni".

"Queste ragioni dello sciopero, che vanno oltre la mera rivendicazione salariale (sebbene il potere di acquisto dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni sia calato a causa del perdurare nel tempo dei blocchi contrattuali), ci portano a sostenere una protesta necessaria per migliorare la situazione lavorativa in cui versa il sistema delle pubbliche amministrazioni, diventato ormai insostenibile, ancor più perché messo alla prova dalla terribile pandemia in atto", proseguono i sindacati.

Concludono i sindacati: "Rinnovare i contratti nel pubblico impiego come nel settore privato è fondamentale per costruire un Paese migliore e rilanciare l’economia del nostro Paese. L’attacco sferrato contro i dipendenti pubblici è lo stesso che descrive noi pensionati come dei privilegiati, omettendo di precisare che le pensioni sono il frutto di anni di lavoro e contributi versati e che siamo i più tassati fra i Paesi Europei e ancora senza una legge nazionale sulla non autosufficienza".

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