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Polveri fini migliorate del 25%, si va ai giovedì senz'auto

La Regione rafforza i provvedimenti per il risanamento della qualità dell'aria. Si parte l'1 ottobre con i giovedì senza auto e le domeniche ecologiche. Programmati investimenti per 35 milioni di euro

Inquinamento, presentato il Report 2012: al di sotto dei limiti gli inquinanti primari, permangono criticità su PM10 e ozono. Così l'assessore regionale Freda: "Siamo sulla giusta strada, ma dobbiamo rafforzare gli sforzi. La strategia deve essere quella dell'integrazione tra i diversi settori". La Regione rafforza i provvedimenti per il risanamento della qualità dell'aria. Si parte l'1 ottobre con i giovedì senza auto e le domeniche ecologiche. Programmati investimenti per 35 milioni di euro. Al via anche il Piano Regionale.

VECCHI INQUINANTI IN REGOLA. Gli inquinanti primari come il monossido di carbonio e il biossido di zolfo, non costituiscono più un problema. Anche alcuni degli inquinanti che in anni recenti avevano manifestato alcune criticità, come i metalli pesanti, gli idrocarburi policiclici aromatici ed il benzene sono al momento sotto controllo. Analogamente a quanto succede in tutto il bacino padano, rimangono tuttavia situazioni problematiche a scala regionale per quanto riguarda il PM10 e l’Ozono, mentre sono più localizzati in prossimità dei grandi centri urbani,  i casi di superamento del valore limite annuale per il biossido di azoto, in particolare nelle stazioni da traffico. E’ quanto emerge dal Report sulla qualità dell’aria in Emilia Romagna riferito all’anno 2011, redatto da Arpa,  e presentato oggi a Bologna dall’Assessore regionale all’ambiente e riqualificazione urbana Sabrina Freda.

“I dati di qualità dell’aria ci dicono che siamo sulla giusta strada, ma che dobbiamo rafforzare gli sforzi – ha spiegato l’assessore – la strategia deve essere quella dell’integrazione in quanto tutti i settori devono contribuire alla riduzione delle emissioni in atmosfera. Ognuno deve fare la propria parte. Non solo i cittadini, chiamati a contribuire attraverso i blocchi del traffico e le altre misure previste nel nuovo accordo triennale che partirà il 1 ottobre prossimo, ma anche, ad esempio, il settore produttivo.”

“Ne costituisce un esempio – ha aggiunto Freda -  il recente intervento adottato dalla Regione per la regolamentazione del settore delle rinnovabili, con il quale si stabilisce che i nuovi impianti a biomasse devono rispettare il cosiddetto criterio del saldo zero, ovvero il bilancio emissivo nullo per il PM10 e gli ossidi di azoto. Un provvedimento con il quale si è voluto dare una risposta concreta alle esigenze di tutela della qualità dell’aria, contemperandole a quelle di sviluppo delle fonti rinnovabili. Proprio sul principio di integrazione punta il nuovo Piano regionale per la qualità dell’aria, avviato dalla Regione con l’obiettivo di fare “sistema”tra le diverse fonti emissive, per arrivare  una riduzione complessiva delle emissioni sul territorio regionale”.

POLVERI FINI. L’analisi della serie storica dei dati mostra come nel periodo 2001 – 2011 si sia avuto un significativo miglioramento della qualità dell’aria. In questo periodo infatti la concentrazione media annua regionale di PM10 si è ridotta complessivamente del 25%. I valori mostrano tuttavia una oscillazione da un anno all’altro dovuto principalmente a fattori di natura meteorologica. In questo quadro il 2011 è risultato un anno con valori in aumento rispetto agli anni precedenti a causa dell’andamento meteo climatico sfavorevole: nel 2011 il numero di giorni favorevoli alla formazione di particolato atmosferico (basso indice di ventilazione e assenza di precipitazioni)  è stato il più elevato degli ultimi 11 anni, salendo al 40% rispetto al 30% circa del 2009 e 2010.

L'ACCORDO PER L'ARIA. Al via il 1° Accordo triennale per la qualità dell’aria  2012-2015, 35 milioni di euro per gli interventi strutturali e  misure rafforzate. Questi dati confermano la  necessità, per garantire l’obiettivo primario della tutela della salute del cittadino, di rafforzare le misure per la qualità dell’aria, come previsto dall’Accordo di programma 2012-2015,  promosso dalla   Regione  e firmato dalle Province, dai Comuni capoluogo  e da quelli con più di 50 mila abitanti e che partirà il 1° ottobre. Diverse le novità in arrivo: dall’anticipo al 1° ottobre dei “giovedì senz’auto”, una scelta resa necessaria dalle concentrazioni di particolato rilevate nel corso degli anni che non mostrano significative variazioni tra i mesi autunnali e invernali; all’introduzione delle domeniche ecologiche ogni prima domenica del mese; alle misure emergenziali  in caso di condizioni particolarmente critiche. In pratica dopo 7 giorni consecutivi di superamento  nel territorio di una stessa provincia dei valori  previsti, scatterà il blocco del traffico la domenica successiva. Se il superamento permarrà per ulteriori 7 giorni anche in altre aree del territorio emiliano-romagnolo, il blocco domenicale verrà esteso a tutta la regione e affiancato dalla riduzione di 1 grado della temperatura  negli ambienti riscaldati.

L’Accordo 2012-2015  conferma comunque l’interruzione delle misure dal 1° dicembre al 6 gennaio, con in più la possibilità di revoca dei “giovedì  senz’auto” in caso di condizioni di qualità dell’aria favorevoli sul territorio regionale per periodi prolungati. Alle  misure di limitazione del  traffico veicolare si affiancano una serie di misure gestionali quali “buone pratiche” di gestione delle città: dalle ZTL al mobility management, dai percorsi casa-scuola e casa-lavoro, dal risparmio energetico negli esercizi commerciali all’introduzione di punteggi premianti nei capitolati d’appalto, al lavaggio delle strade.

Per finanziare interventi strutturali sono stanziati 35 milioni di euro, destinati ad infrastrutture ed opere per la promozione della mobilità sostenibile, dalla mobilità ciclopedonale ed elettrica, alle infrastrutture verdi, al rinnovo del parco autobus regionale, all’acquisto di materiale rotabile. I nuovi interventi strutturali saranno realizzati prioritariamente nelle aree più critiche per la qualità dell’aria, ovvero quelle rosse, arancio e gialle individuate nella cartografia delle aree di superamento dei valori limite di PM10 e  biossido di azoto (NO2 ), la stessa mappa utilizzata quale riferimento per la localizzazione degli impianti a biomasse. Va sottolineato che attualmente l’Italia è sottoposta a procedura d’infrazione comunitaria per diverse zone del territorio nazionale, tra cui anche alcune dell’Emilia-Romagna, per quanto riguarda il superamento dei valori di PM10. Per i parametri di  biossido di azoto abbiamo ottenuto la deroga al rispetto del valore limite fino al 2015,  eccetto che per gli agglomerati di Bologna e Modena  per i quali dobbiamo dimostrare all’Europa un impegno ulteriore.

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