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Qualità dell'aria, Forlì-Cesena medaglia di bronzo in Emilia-Romagna

Forlì-Cesena è la terza provincia emiliano-romagnola per giorni con classe di qualità dell’aria “buona” o “accettabile”. A dirlo sono i dati del Report annuale sulla qualità dell’aria nella nostra regione, relativi al 2012.

Forlì-Cesena è la terza provincia emiliano-romagnola per giorni con classe di qualità dell’aria “buona” o “accettabile”. A dirlo sono i dati del Report annuale sulla qualità dell’aria nella nostra regione, relativi al 2012.

«I giorni di buona aria sono stati 267, ovvero il 73% - commenta il consigliere regionale Pd, Tiziano Alessandrini -. Sul podio, prima di Forlì-Cesena, ci sono Ravenna con 278 giorni e Rimini con 286. In generale, rispetto al 2011 la situazione è in miglioramento in tutte le Province della nostra regione».

Analizzando i dati dei singoli inquinanti nelle 42 stazioni di monitoraggio e partendo dalle polveri fini (PM10), in solo tre centraline a Parma, Reggio Emilia e Modena sono stati superati nel 2012 i limiti annuali per la protezione della salute umana (media di 40 microgrammi/m3).

Se invece si analizza il limite giornaliero del PM10 sono 29 le stazioni che l´hanno superato nel 2012. A Piacenza è successo per 2 stazioni su 4, a Parma 3 su 4, Reggio-Emilia 4 su 5, Modena 5 su 5, Bologna 5 su 7, Ferrara 3 su 5, Ravenna 2 su 4, Forlì-Cesena 3 su 5 e Rimini 2 su 4.

Relativamente all’ozono, complice la seconda estate più calda dal 2000, sono stati superati i limiti massimi giornalieri di concentrazione in 30 delle 34 stazioni di monitoraggio, con solo 4 di queste (a Bologna, Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini), nella norma.

Buona – e in costante e progressivo miglioramento – la situazione del biossido di azoto: nessun superamento del livello orario di protezione della salute umana e solo pochi casi di superamento della media annuale concentrati nelle aree urbane delle province centro-occidentali. Tra gli altri aspetti positivi, sono tutti abbondantemente sotto i limiti di legge le concentrazioni di metalli pesanti (arsenico, cadmio, nickel e piombo), di benzene, di monossido di carbonio, di biossido di zolfo, degli IPA e di benzo(a)pirene.

«I risultati che emergono dal report sono frutto della combinazione di corrette politiche ambientali, modifica della composizione dei carburanti e delle tipologie di autoveicoli circolanti, cambiamenti della struttura e delle attività produttive regionali – illustra Alessandrini -. Ora si tratta di continuare su questa strada, definendo politiche efficienti per il miglioramento della qualità dell’aria e, di conseguenza, della qualità della vita dei cittadini emiliano-romagnoli».

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