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Quando il Nobel Dulbecco scrisse: "Sosteniamo la ricerca dell'Istituto Oncologico"

"Sosteniamo la Ricerca dell'Istituto Oncologico Romagnolo. Firmato: Renato Dulbecco". Fu questo, in sintesi, il contenuto di una lettera che 250.000 famiglie romagnole ricevettero a dicembre del 1989

“Sosteniamo la Ricerca dell’Istituto Oncologico Romagnolo. Firmato: Renato Dulbecco”. Fu questo, in sintesi, il contenuto di una lettera che 250.000 famiglie romagnole ricevettero a dicembre del 1989 (in occasione del decennale dello IOR) dall’illustre Scienziato, premio Nobel per la medicina nel 1975 per i suoi studi sul cancro, scomparso lunedì all'età di 97 anni.

Dulbecco, che è stato per molti anni il Presidente del Comitato dei Consulenti Internazionali IOR, rivolgeva in tal modo un invito sull’importanza di fornire un sostegno concreto alle attività di ricerca scientifica. “Tutti noi – scriveva lo scienziato – sappiamo come il problema del cancro sia grave in tutto il mondo, ed anche se nel corso degli anni si sono fatti molti progressi, la strada da percorrere è ancora lunga e richiede investimenti continui e massicci".

"Se tutti aiutiamo la ricerca, la ricerca aiuta tutti. Nel mondo, affianco delle istituzioni scientifiche – proseguiva Dulbecco – operano con generosità e dedizione associazioni senza scopo di lucro che si impegnano quotidianamente nell’attività di reperimento di fondi per sostenere e finanziare le attività di ricerca. In Romagna c’è l’Istituto Oncologico Romagnolo, che opera con serietà per aiutare la ricerca sul cancro, che colpisce duramente anche questa terra generosa: Vi invito ad aiutarlo economicamente”.

Da allora sono passati quasi 23 anni e lunga è stata la strada che lo IOR ha percorso, non solo sostenendo la ricerca scientifica in campo oncologico, ma impegnandosi anche nel campo dell’assistenza domiciliare, della psiconcologia e degli hospice. Un altro obiettivo che lo IOR ha fortemente voluto e per il quale molto si è impegnato nel corso dell’ultimo decennio, è stato l’IRST di Meldola, struttura avanzatissima nel campo della ricerca scientifica in campo oncologico. Dei risultati raggiunti l’Istituto deve ringraziare innanzitutto i suoi Volontari, di cui sicuramente il professor Renato Dulbecco è stato un componente di altissimo livello non solo scientifico (com’è ovvio), ma anche etico e morale.

ANCHE IL COMUNE RICORDA DULBECCO - Nell’aprile 1989, infatti, con voto unanime del Consiglio comunale, l’amministrazione guidata dal sindaco Giorgio Zanniboni conferì la cittadinanza onoraria al grande scienziato con la seguente motivazione: “Eminente studioso nel campo della medicina ed in particolare della biologia molecolare, per gli studi passati, che gli valsero il Premio Nobel e per gli studi che lo vedono attualmente impegnato nell’auspicio che segnino tappe decisive nella lotta contro il cancro”. “Il professor Dulbecco - dichiara il sindaco Roberto Balzani - è un grande esempio per il nostro Paese e la sua testimonianza di uomo di medicina e di promotore della ricerca scientifica continuerà ad essere un punto di riferimento. E’ un onore per la nostra comunità poterlo ricordare come Cittadino Onorario di Forlì”.

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