Cronaca

Coronavirus, altri 10 studenti positivi: salgono a 31 le classi in quarantena

Giovedì l'Igiene Pubblica dell'Ausl di Forlì ha disposto il provvedimento per altre dieci classi

Sale a 31 il numero di classi in quarantena nel Forlivese. Giovedì l'Igiene Pubblica dell'Ausl di Forlì ha disposto il provvedimento per altre dieci classi. Sono finite in didattica a distanza, a seguito delle positività di studenti, tre classi della primaria "Saffi", una della "Tempesta", una della media "Mercuriale", una della primaria di Castrocaro, una del Liceo Classico "Morgagni", una dell'istituto tecnico "Saffi Alberti", una della scuola media di Forlimpopoli ed una della scuola media "Palmezzano".

Nel frattempo ci sono passi avanti sui test salivari: presto potranno sostituire i tamponi nasali per alcuni pazienti come i bambini piu' piccoli. Ci sta lavorando il laboratorio di Pievesestina, nella zona di Cesena. "Siamo consapevoli delle difficolta' dei test nasali per alcune categorie, come le persone con disabilita' e per i bambini piu' piccoli", spiega Giuseppe Diegoli, direttore del dipartimento di Sanita' pubblica in Regione, in audizione oggi in commissione sulla riapertura delle scuole. Quello dei test salivari, sottolinea il dirigente regionale, "e' un passaggio verso il quale stiamo andando i nostri laboratori". Per quanto riguarda il molecolare, "confidiamo di riuscire in tempi medio-rapidi ad inserirlo. Sicuramente e' un test meno invasivo e secondo alcune ricerche e' altrettanto affidabile" rispetto a quello nasale, piu' fastidioso. Ma ovviamente, prima di poter essere utilizzato, "deve essere riconosciuto a livello centrale". 

La Regione intanto e' pronta a cambiare la norma che ha creato tanto scompiglio alla ripresa delle lezioni in presenza. Il fatto cioe' che in caso di contagi in una delle loro classi i docenti debbano comunque andare a scuola in attesa dell'esito del test, pur senza frequentare le altre classi. "Siamo a disposizione per cambiare l'ordinanza domattina per quanto riguarda gli insegnanti", assicura l'assessore regionale alla Sanita' Raffaele Donini. Ma c'e' da sciogliere il nodo della malattia per gli insegnanti, che non e' considerato contatto stretto. Ma l'insegnante "o e' una fonte di possibile contagio, e allora e' giusto che stia a casa, oppure potrebbe frequentare anche le altre classi. Per noi sarebbe piu' giusto rimanesse a casa in attesa del tampone", sottolinea Donini.

Quindi "porremo il problema e siamo disponibilissimi a cambiare l'ordinanza nel momento in cui ci sara' la garanzia che gli insegnanti potranno stare a casa senza dover usare ferie e permessi". Il nodo riguarda dunque il riconoscimento della malattia per il periodo necessario a fare il tampone e attendere l'esito. Non si tocca invece la nuova regola per cui tutti gli studenti sono considerati contatto stretto, per cui in caso di contagio l'intera classe va in quarantena per 14 giorni, poi si fa il tampone per il rientro in classe. "Riapriamo le scuole nel momento in cui la variante inglese, estremamente piu' diffusiva, e' predominante", ricorda Donini. "Dobbiamo essere ancora piu' attenti. Puo' esserci il 60% di probabilita' in piu' di contagiarsi".


 

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