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Quarantena per i senza fissa dimora, Forlì Città Aperta: "La 'struttura ponte' non basta"

"Oggi, la struttura ponte attivata consente lo svolgimento della quarantena a 3 persone per volta, e la stessa deve durare 7 giorni"

"Il 1 Ottobre il Comune di Forlì ha annunciato l’apertura della “struttura ponte” di via Andrelini per la quarantena fiduciaria, che consentirà la riattivazione degli ingressi nei dormitori per i senza fissa dimora. Crediamo sia troppo poco". Lo dichiara Forlì Città Aperta.

"Il Comune ha impiegato quasi 5 mesi (dalla fine del lockdown) per strutturare un piano sanitario per far svolgere la quarantena ai senza fissa dimora, per poterli fare entrare nei dormitori. In questi 5 mesi, diverse persone a Forlì sono rimaste per strada, senza avere alcuna risposta dalle istituzioni. Oggi, la struttura ponte attivata consente lo svolgimento della quarantena a 3 persone per volta, e la stessa deve durare 7 giorni. Considerando che ci sono attualmente almeno una ventina di persone senza fissa dimora a Forlì, le turnazioni per la quarantena arriverebbero a durare quasi 2 mesi (salvo nuovi arrivi), consentendo alle ultime persone in lista di entrare nei dormitori solo a dicembre. Crediamo che così strutturata questa procedura richieda davvero troppo tempo; non è accettabile che  ci siano tante persone costrette, per tanti mesi, a dormire per strada, anche con l’arrivo dell’inverno".

"Negli ultimi anni il cosiddetto “piano freddo”, che servirebbe ad attivare misure abitative straordinarie per l’inverno, è sempre stato attivato dal 15 Novembre. Senza considerare che per noi rimane inaccettabile che ci siano persone costrette a dormire per strada, a prescindere dalla stagione e dal clima, pretendiamo che il Comune riveda il piano straordinario di quarantene e di ingressi, per permettere a tutti i senza fissa dimora di accedere ai posti liberi nei dormitori entro il 15 Novembre. Se la struttura di via Andrelini non è abbastanza capiente per consentire una rapida turnazione delle quarantene, vuol dire che bisogna attivare una seconda struttura. A chi volesse obiettare che non ci sono fondi sufficienti, rispondiamo innanzitutto che il diritto all’abitare dovrebbe sempre essere una priorità. Inoltre, se il Comune si fosse mosso in tempi congrui per l’attivazione della struttura ponte – ad esempio entro Luglio, come ci era stato garantito ad un incontro avuto il 7 Luglio con l’assessorato al Welfare – ci sarebbe stato tutto il tempo di fare le turnazioni, e non ci ritroveremmo oggi con l’urgenza di una seconda struttura".

"Essendo arrivati ad Ottobre senza una risposta, bisogna necessariamente stringere i tempi, ed attivare tutte le risorse necessarie ad evitare che si arrivi all’inverno con persone ancora costrette a vivere per le strade di Forlì. Ci permettiamo infine di far notare, che è inutile e contraddittorio approvare un nuovo regolamento di polizia che criminalizza chi “bivacca” per strada, se poi non si mettono in campo le strutture necessarie a dare una risposta a questi bisogni".

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