Quartieri, le richieste della Zona Nord: "Siamo disponibili al confronto e al dialogo"

Sono i tre aspetti che i quartieri della Zona Nord di Forlì marcano come "imprescindibili" in vista della "profonda revisione" del regolamento sui quartieri

"Esclusione della politica dalle nomine, elettività dei propri rappresentanti e potenziamento del ruolo delle Zone". Sono i tre aspetti che i quartieri della Zona Nord di Forlì - che comprende le aree di Barisano, Branzolino, Durazzanino, Foro Boario, Malmissole, Pianta- Coriano-Ospedaletto, Poggio, Roncadello, San Benedetto, San Giorgio, San Martino in Villafranca, San Tomè e Villafranca - marcano come "imprescindibili" in vista della "profonda revisione" del regolamento sui quartieri annunciata dall'assessore con delega ai rapporti di Quartiere, Andrea Cintorino.

Quartieri, il commento di Raffaele Acri

Lunedì si è riunito il Coordinamento di Zona. "E' con profonda speranza che, dopo l'incontro, ci rivolgiamo all'amministrazione affinchè retroceda rispetto alla proposta di riforma dei Quartieri presentataci un paio di settimane fa dall'assessore Cintorino - esordisce la coordinatrice Zona Nord, Sara Conficconi -. Sentir parlare di politicizzazione e di annullamento dell'elettività a favore di nomine portate avanti dai gruppi consiliari è qualcosa che cozza contro tutto quello che è partecipazione e coinvolgimento della cittadinanza per il solo e trasparente scopo di essere attivi sul proprio territorio e di promuoverne attività e confronti. Siamo ben lontani dal definirci perfetti, ma di una cosa siamo certi: tutte le sfumature che ci caratterizzano sono la nostra forza, la peculiarità che ci ha resi creatori di tante belle iniziative e che ha fatto si che le persone potessero identificare nel proprio Comitato di Quartiere, un riferimento al quale rivolgersi e al quale porre i propri dubbi e le proprie perplessità. Siamo un filtro, siamo la linea di confine che impedisce l'isolamento e che al tempo stesso tutela quella territorialità, curandone i riflessi e rendendoli visibili e identificabili".

Prosegue Conficconi: "Se ci sono problemi e indubbiamente ce ne sono, la soluzione non è eliminare, ma correggere e farlo nel rispetto di coloro che con volontà e passione, senza nulla guadagnare per sé stessi, hanno dato il loro tempo e la loro fatica per rendere vivi questi organismi di partecipazione. Con i Patti di Collaborazione poi si è fatto il salto in avanti, si è riusciti a coinvolgere sempre più persone, a includerle in progetti, a renderle cittadinanza attiva e promotrice di idee e azioni, nulla di più bello. Inclusione, questa è la vera chiave di volta. Esclusione della politica dalle nomine, elettività dei propri rappresentanti e potenziamento del ruolo delle Zone sono i tre aspetti che noi della Zona Nord marchiamo come imprescindibili".

Conclude Conficconi: "Lavorare insieme è possibile, vedere uno scopo collettivo anzichè indivisualista pure, con gli strumenti per poter fare la differenza, noi saremo in grado di farla. Ci rendiamo disponibili al confronto e al dialogo, aperti a qualche eventuale accorpamento, ma sempre liberi di poter portare avanti quella tradizione di dialogo e presenza sul territorio che ha sempre reso i Comitati di Quartiere un termometro di senso civico e passione per la propria città. Speriamo che nessuno voglia torglierci questo piacere e spegnere le luci su uno dei più bei riflessi di questa società".

Partito Comunista

Sulla questione interviene con una nota anche il Partito Comunista Federazione di Forlì-Cesena, che definisce "ndefinibile ed irricevibile l'atteggiamento di questa giunta comunale forlivese che dopo le "fatiche" finora registrabili, di illuminare inutilmente i campanili della città e di assegnare 7 aree per sgambatoi per i cani, per conquistare l'attenzione dei cittadini di Forlì non trova di meglio che decidere che i comitati di quartiere sono inutili e sopprimibili  o , al massimo, sostituibili con generici comitati di zone formati da vassalli e paggetti da loro scelti ed a loro deferenti. Ciò mentre si conferma che nella vicina Cesena si voterà per i quartieri a settembre in concomitanza con il referendum Costituzionale. Come Partito Comunista abbiamo da anni seguito e partecipato a diverse iniziative dei comitati di quartiere di Forlì e sottolineiamo fra queste la raccolta fondi del comitato di quartiere Romiti a favore dei terremotati del centro Italia, oppure sempre del comitato di quartiere Romiti l'interessamento e la profusione di iniziative e fondi a favore di una bambina immigrata bisognose di urgenti cure mediche".

Prosegue la nota: "Se i comitati di quartiere svolgono seriamente il loro compito di primo ascolto della cittadinanza, l'intera comunità avrà solo da riscontrare vantaggi senza bisogno di straparlare di telecamere, microspie o illuminazioni propagandistiche per controllare ciò che noi comunisti non permetteremo venga controllato. Cioè la libertà.  Se i comitati di quartiere confermano il loro impegno di solidarietà e volontariato , come ben sa il sindaco Zattini, allora la distribuzione di mascherine, ad esempio,  potrà avvenire senza impegni gravosi per gli uffici comunali. Se i comitati di quartiere, inoltre, deliberano all'unanimità, come fatto oramai da un anno dal comitato di quartiere Romiti, che un'area verde del quartiere debba essere intitolata all'8a Brigata Garibaldi Romagna, allora la giunta comunale ha il dovere di ascoltare e mettere in pratica la volontà dei cittadini. Volontà sostenuta da noi del Partito Comunista, espressione di eterno rispetto al martirio ed al sacrificio di una Brigata Partigiana Comunista che ha combattuto perchè fascisti e nazisti insieme impedivano agli italiani , con menzogne e violenza, qualunque libertà. Impedimenti che hanno lugubre somiglianza con gli attuali atteggiamenti di chi vuole eliminare i Comitati di Quartiere. Fummo contro allora, saremo contro ora e sempre".

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